19 di 21 delle mie opere teatrali
Opera dedicata alle donne, senza distinzione di età o professione.
Si ipotizza le donne abbiano indetto uno sciopero a livello nazionale.
Astenendosi dal lavoro, mansioni casalinghe, pure dai cosidetti doveri coniugali.
Sciopero contro i soprusi, il pensiero dominante dell’uomo.
Durante la stesura, con l’entrata in scena di Tilli, preso molti spunti e appunti da trasmissione “Frontiere” del 25/11/2019 su RAI Uno, la giornata dedicata alle donne.
L’ambiente è un bar dove si raccolgono vari personaggi, femminili e maschili, pro o contro lo sciopero rosa.
Sciopero che, secondo me, dovrebbe attivarsi davvero, a vedere quante donne in campo.
Monologo. Scena una camera da letto. Una ragazza dorme un sonno agitato. Grida ripetutamente “No” e si sveglia: nel sogno era un uomo! sgradevole.
Trent’anni, giornalista, un rapporto d’amore complicato: gli uomini, questi mascalzoni?
Si siede al tavolo, riflette sul sogno, la condizione femminile, se fossi un uomo… mai!
Il lavoro, sta vita del cavolo! è dura essere donna in un mondo ancora teso al maschile.
Se scrive qualcosa di interessante, glielo bocciano, vanno bene solo le fesserie?
Tuttavia, lo fossi uomo, cosa farei? Vita più facile, lavoro anche?
Comprensivo con le donne, tutto un altro mondo, l’altra metà del cielo.
Fossi militare, fossi il Presidente della Repubblica, cosa farei per cambiare il mondo?
Fossi prete, privilegio maschile tra cattolici… più sul difficile poi: se fossi papa?
Non al maschile, esplicitamente femminile, sì, cosa farei fossi papa/papessa?
Schema dell’opera quello di “Tradimenti” (Harold Pinter), i fatti a ritroso nel tempo.
Storia diversa: un trentenne drogato uccide la madre per i soldi della dose.
A ritroso: secondo ritorno a casa, fuga dalla comunità, primo ritorno a casa, scioglimento gruppo rock, la laurea, l’amore, ecc… Si finisce con il protagonista neonato oggetto di considerazioni poco preveggenti, di coccole, tanti rosei sogni su questo uomo del futuro, ancora cucciolo, a due mesi di vita.
Fin qui lo schema è di Pinter, però ritorna in scena il protagonista, carcerato, suo monologo: non è colpa mia, non di mio padre, è la vita!
Dilemma di fondo: dove finisce il mestiere del genitore e dove inizia il diritto del figlio a fare di testa sua, sia pure sbagliando, però di sua iniziativa, maturo e responsabile.
La televisione, baby-sitter per irrequietudini e disperazioni? L’efficace controllo sociale impietoso e perverso? Lavoro complesso, discutibile, polemico. Scontri tra giovani di opposte tendenze, la filosofia del Male necessario che ci smuove dentro, ci sveglia dal torpore e ci riconsegna alla vita, in attesa di riaddormentarci? Personaggi negativi i giovani di destra come quelli di sinistra? L’amore per i propri personaggi.
In realtà, io accuso gli indifferenti: quelli che uno sguardo, tirano via e poi?
Che puoi contro gli indifferenti? Sei come impotente con loro, vero?
L’autore si riflette in Davide, il protagonista, l’unico personaggio negativo dichiarato.
Sedentario, l’autore scrive e questo lo salva, ma non è sufficiente, questo lo sa.
Lavorando in cucina, un pomeriggio ho buttato via dell'insalata di due giorni prima.
Indeciso, poi l'ho fatto! Pensiero istintivo: tanto paga Eloisa (la titolare).
Subito dopo, la riflessione: vero, paga sempre il titolare, tuttavia...
In una visione più ampia, globale, paga la Terra! la titolare dei titolari.
Eloisa è la Terra che, ne la resa dei conti, ci presenterà il Conto dei Conti.
E sarà l'Apocalisse! già oggi è quotidiana, ancora non ce ne rendiamo?
Dunque, benvenuta Apocalisse! Il conto sincero, presentato su di un piatto d'Inferno.
L'osteria d'ambientazione è solo una metafora, peraltro luogo dell'ispirazione.
Fate qualcosa prima che sia troppo tardi! lo recitava nel 1973 Charlton Heston, invano.
La vita, i sogni d’un giovane, il battersi per un ideale, poi le tentazioni, le occasioni avvilenti il sogno? le trattative! il giorno della puttana nel vendersi per una carriera?
Meglio morire giovani, su ideali bastioni, col Vaffanculo sulle labbra?
Pensando alla Nonviolenta Internazionale e la Società dei Diversi.
La morte coprotagonista del dramma, severa e sensuale allo stesso tempo, è presa dal giovane, affascinata, l’opera è un duetto tra di loro, il giovane nei bisogni dei suoi sogni.
La morte che coglierà tale fiore nell’apice del suo momento.
Ne farà l’elogio funebre: prendendolo così com’era, nel suo battersi, lo ha sottratto alla vecchiaia, all’agonia su di un letto, disilluso e deluso, consegnandolo all’immortalità.
La morte può anche essere un lieto fine, se aitante, se l’idea sopravvive.
Se qualcuno porterà avanti il seme di quell’ideale, se si batterà per esso.
Due rapinatori, la coppia del narcotico, è solita entrare, a sera avanzata, nelle case altrui onde portare via soldi, gioielli e altri valori con violenza, se ritenuto necessario, spesso.
Nell’opera, per due volte OK, la terza capitano in casa di un Pastore di cui si omette la Fede, volendo rappresentarle tutte.
Un imprevisto il Pastore che porta ad un dialogo tra i tre, benefico anche per l’uomo di Dio.
Infatti, per costui, i due, citando la Bibbia, sono come Dio che verrà nella notte cogliendovi di sorpresa.
I due ladri come fossero inviati da Dio ad ispirare il Pastore?
L’illuminazione: uscire dalle chiese, battere le strade alla ricerca di anime, senza aspettare che esse giungano a lui.
Cambiamenti ve ne saranno anche per i due ladri, di vita, di idee, di azione, di consapevolezza
“Il ragazzo della via Gluck” la canzone a cui allude il titolo di quest’opera, l’ideale aggiornato prosieguo del testo di Celentano?
La fine del mondo per come oggi lo conosciamo, la società dei consumi e dello sfruttamento, a favorire un Nuovo Uomo, migliore. Per rinascere, prima questo mondo deve morire. I protagonisti dei senza casa, con sé solo l’orgoglio della strada.
Succede che una casa l’acquisiscano, entrati nella casa, il proprio problema risolto?
E chissenefrega, ora, del resto del mondo?
Per quanto tu stia bene, se stai bene, vivi nel mondo che sta male.
Il problema delle chiavi di casa, il rinchiudersi in essa, lasciando fuori il mondo?
La vita è sui marciapiedi, non nelle case.
Bisogna battere i marciapiedi d’ogni cuore possibile, alla vita partecipando.
Davide l’alter ego dell’autore, gli altri personaggi sono tutti di fantasia come pure la sua sessualità, di vero c’è il lato femminile che vive quando l’autore scrive.
Io sono per il matriarcato, il potere alle donne, ovunque. Preferibilmente.
Sei uomini si ritrovano in un appartamento anonimo per vestirsi ed essere donne, come il loro sentire interiore. La moglie di uno di essi vede per caso il marito, lo segue e scopre l’appartamento segreto: entrerà a farne parte, vestendosi da uomo.
Il problema del doversi nascondere alla società, il desiderio di uscire allo scoperto, di essere tali anche in mezzo agli altri.
E’ una commedia con un tocco drammatico nel finale.
Il Signore (sì, proprio Lui) è piuttosto tiranno, vuole decidere tutto da solo, l’ultima parola su ogni cosa. Esplicito, non considera molto le femmine, un vero maschilista.
Il Dossier del titolo è stato commissionato da Lui a Sacrebleu.
Quando alcuni estratti vengono resi pubblici, le donne si incazzano davvero.
Il figlio pure gli dà del fascista, preannunciando che terrà un discorso al prossimo Consiglio degli Anziani, non ne fa parte, ma qualcuno gli cederà la parola.
Il Signore, per la delusione, si prenderà una bella sbronza e come finirà…
L’umanità non c’è più, sono spariti tutti, morti? squagliati? andati altrove? Guerra? epidemia o che altro? Non c’è una spiegazione.
Ci sono ancora un uomo e una donna: Adamo ed Eva.
Si incontrano, si mettono insieme, la vita quotidiana riprende, tutto come una volta?
L’umanità continua anche se solo per il tramite di due esemplari umani?
L’Uomo Nuovo? Nuova Vita? Litigano, la coppia scoppia irreparabilmente.
Maschio prepotente, donna orgogliosa, soprattutto non vuole si mettano le mani addosso.
Con loro finisce l’umanità, l’estinzione.
Forse, un giorno, un’altra specie verrà! (migliore si spera)
Ottavo concorso Mecenate – Premio sezione Teatro (anno 2009)
La scena il salotto di nonna Clara, è la notte della fine del mondo.
Tutta la famiglia è riunita, Fabiana, una delle figlie, è poliziotta.
Uno dei figli è fortemente sospettato di avere ucciso la sua segretaria, amante segreta.
Quanto vorrebbero tutti, è sapere se Gerardo ha tradito Marina con Arianna, uccidendo poi quest’ultima perché minacciava di raccontare tutto se lui non lasciava la moglie.
L’ultima serata della propria vita trascorre così nel tira e molla per scoprirlo.
In corso, un esame del Dna il cui esito si potrebbe sapere prima che tutto finisca.
La fine del mondo, c’è chi la passa in famiglia, chi in strada o sotto un palco, come se fosse una festa.
Nell’attesa che cada la maschera principale, ne cadono altre nel salotto, per l’occasione.
E’ l’ultimo carnevale questo, siamo a maggio e la Terra sta chiudendo, giù il sipario.
Jacky è un ragazzo gay, di colore, Sergio il suo amore.
Auguste, il padre, si è accorto del suo orientamento sessuale e tenta di portarlo sulla retta via.
Da un dottore, perché l’omosessualità è una malattia, ritiene.
Jacky si vede il pomeriggio con Sergio, discussioni varie, il suo è un amore che durerà per sempre, gli giura l’amante. Un pomeriggio, i due verranno aggrediti da una baby gang alla ricerca di obiettivi su cui scaricare le proprie energie. Jacky muore mentre Sergio fugge vigliaccamente.
Monologo conclusivo di Jacky, da morto, sono stato ucciso due volte: la prima dal padre, dai pregiudizi, dai razzisti, dal fuggitivo Sergio, ucciso dentro.
Il delitto della baby gang è solo una formalità: Jacky già ferito nel suo cuore da tutti gli altri.
Ispirazione dalla sintesi della trama (sentita per caso) del film “Carnage” di Polanski.
La voglia di fare qualcosa di altrettanto graffiante.
Operazione non riuscita, però qualcosa di decente sì.
La Cella Zero sarebbe quella di cui ho letto sui giornali, al carcere di Napoli, dove i detenuti venivano condotti e picchiati più comodamente.
Ci sono quattro agenti: il sadico, il cattivo più per malumore e vita di merda, un terzo che non ama i pestaggi, un quarto più sul tutto secondo le regole.
In seguito il fronte degli agenti si frantumerà e ricomporrà altrimenti, sulla politica, la vita, il pallone e altri spunti.
Potrà sembrare dissacrante e provocatoria, l’opera è profondamente spirituale.
Il protagonista è Dio (una donna sui 50/60, caratteriale), sta scrivendo un libro sull’uomo che non sa se esiste, l’altro è il diavolo (simpatico, solo di opposte idee) che dialoga con Dio in merito al terzo personaggio: un uomo sui trenta-quaranta che rappresenta l’umanità e dorme sempre, quattro ragazze, le Fantasie, a vivere in sua vece.
Dio impreca, dice molte parolacce, incazzato con questa umanità che si presenta sotto forma di spiriti/fantasie, i dubbi sulla loro consistenza.
Dio grida, balla, impreca, canta e declama, accusa, suggestiona.
Finale: Dio non sa se credere nell’uomo, dicono esista! Dio è scettico, poi agnostico.
Tratto da mio racconto edito in antologia “La Terza Via della Vita”, già pubblicato cartaceo con altra raccolta. Gei Blish intende James Blish.
Lapvo Hennende Da è un fuggiasco, personaggio particolare, nei pressi della Terra ricopriva un ruolo di prestigio, in accordo con la Federazione dei Pianeti Uniti.
Questa ha incaricato vari detective di rintracciarlo, uno di loro riesce nell’impresa.
Altri personaggi sono coloro ai quali è venuto a mancare l’apporto di Lapvo.
Hennende Da verrà rintracciato da Moggah, messo di fronte ai suoi doveri, la soluzione viene su parlando alla disperata: la Nuova Stagione della Responsabilità, dell’Amore.
A tanto, sarà necessario uno storyteller, un nuovo narratore sulla Terra, per un futuro tutto da vedere e da vivere, possibilità.
L’uomo in grado di dare, di se stesso, orrori e meraviglie in pari misura.
Del tanto possibile dell’uomo, cosa prevarrà, ai fini delle cronache dell’universo?
Una cellula di terroristi ambientalisti, in attesa di entrare in azione.
Il loro appartamento, dove vivono aspettando il loro momento.
Sono dei ragazzi come tanti, con pregi e difetti.
Il soggetto non simpatizza o condanna i personaggi, ce li suggerisce nella loro umanità. Ambizioni, gioie e dolori, storie d'amore... Sono come noi, in parte, come lo sono i poliziotti, i politici o i divi del cinema. Potremmo essere noi se avessimo fatto letture diverse o fossimo rimasti impressionati da qualcosa di particolare o qualche fatto.
Verrà il momento della verità a chiarire il loro destino e sarà implacabile con tutti.
Ispirata da “Jesus Christ Superstar” di Jewison, l’opera condivide pure i contenuti del film “Joan Lui” di Celentano, utile, fondamentale per capire come proprio non si fa un’opera su tale argomento (Adriano un disastro).
Non intendo dire che il mio lavoro sia a posto, però ho evitato di fare come lui.
Cuore agnostico, accettando il cristianesimo solo quale interessante filosofia.
Volto ad impugnare la nonconoscenza, chiave possibile per poter accedere ad altre verità.
L’ignoranza quale valore, tutto da conoscere, approfondire prima di ogni considerare.
Importante, il sapere di non sapere che poi cosa sappiamo? (Socrate)
L’opera amerebbe i tempi supplementari per continuare a giocare la partita iniziata duemila anni fa, sulle nobili tracce dell’antico dettato.
Infine, è volta ad ogni Gesù Cristo di questo mondo.
Di notevole rilievo M.P., la figura del Padre (qui oscura), presenza che brilla innanzitutto per la sua Assenza.
Davide Montesanto, scrittore in contrasto con la moglie, dovrebbe parlare, comiziare, il vero impegno, invece di limitarsi al solo scrivere come lui vorrebbe.
Mattina, arriva la polizia, telefonata anonima, chiede della moglie che dorme (secondo Davide). In verità, è morta, pugnalata al torace, i sospetti su Davide ovviamente.
L’ispettore Dulcis lo confessa subito al pubblico: sono stato io! ero l’amante, avevo le chiavi, la moglie voleva lasciarmi per dedicarsi al marito, sono venuto qui per arrestarlo, farlo soffrire, osservarlo dibattersi nella sua innocenza, vederlo piangere se possibile.
Saputo del delitto, Davide si confessa quale colpevole, i sensi di colpa ecc… è convinto di averla uccisa lui, quanto avverrà sarà il capovolgimento dei ruoli tra i due, entrambi a recitare la parte dell’altro.
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