Il Testamento Biologico
Un Dio che dice la tua vita è mia?
Un Dio che decide per te, a te si impone, di te dispone, pure indispone.
L’imposizione le rompe le palle all’ipersensibile.
Dunque, il personale Testamento Biologico, qui ed ora.
Provateci a dirlo che non sono in grado di intendere e di volere, a piacere!
Pure che io sia ateo, l’ostile al Dio più andante, provateci!
La Carne del Libro, da sé dovrebbe parlare ad ogni cuore.
Semplicemente, io sono nel mio dove decido io.
Fine-vita, malato terminale, dolore?
Il pensiero è la mia vita, il mio senso tra piacere e dovere.
Per poter continuare a pensare, il vivere a perseverare che già faccio incomprensibilmente, se il dolore si dicesse insopportabile e tale da distrarmi, da ridurmi o impedirmi in tanto pensiero?
Diciamo anche lo stato comatoso definito irreversibile?
L’alzheimer pure, la mente smarrita per sempre, il vuoto involucro ormai? Non più in grado… non più! non più?
Andato in queste condizioni o altre per affini, chiaro e più esplicito: chiedo di essere rimosso, in quell’allora, da questa vita. L’alzheimer anche? Nel medesimo ragionamento, obiezione: i pazzi pure li butteresti via?
No, la pazzia è la pura energia, è vita dura comunque.
L’alzheimer forse il fine-vita più avvilente, la mente non più una vera mente? Andato in queste condizioni o affini, rimuovetemi dalla vita, con urgenza prego.
Dio, beh allora pure d’insolenza! rimuovetemi.
Le Sacre Scritture dicono Libero Arbitrio.
Sia sofferenza o l’addivenuta non più coscienza, non ancora la fine della vita, però quasi, a non poter più decidere della vita…
Chiunque tu sia a concionare, va’ a cagare!
Il vile codardo dei cieli che sta nei cazzi suoi, non lo dice, la manda a dire. Allora, io che a cazzotti vorrei fare con Dio, senza riuscire a parlare con Dio?
Chi a Dio attribuisce e non si sa se c’è, i cazzotti io con non si sa chi? Così, più duro! più duro! più duro!
Però, a chi li dovrei i miei ragionevoli doni?
A chi a Lui accolla parole e responsabilità, vili divenute nel non prendersi le proprie? Tuttavia, colpire bisogna là dove c’è il Nerbo, dove vive il garbuglio.
A cazzotti con Dio! dal mio Verso Diverso.
Va’ a cagare! decido io.
Chi quel giorno il sofferente, io nel mio!
Dio, solo l’onnisciente negligente?
Incompetente, indolente, assente, forse impotente?
Eutanasia/fine-vita, stacco della spina ecc…
Nel mio letto per favore, nel mio ambito, nel mio orgoglio.
Venezia, Vincent bar – S.Elena 16/9/2012.
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