Il testamento di un poeta

Pubblicato il 16 maggio 2026 alle ore 15:35

Il Testamento di un poeta

 

Pensando alla morte, ci penso spesso (pure adesso), in quanto frutto maturo, la morte che potrebbe cogliermi anche domani, voglio lasciare di che scritto in merito alle mie scritture, miei affetti, più miserabili gli averi altri.

Le mie volontà, il mio Pensiero, proprie sensibilità, a che tutto sia chiaro, fattibile, legale, non contestabile: il mio Testamento, redatto per preciso e particolareggiato.

Oggetto dello scritto siano i diritti d’autore delle mie opere, appunti per nuovi libri più tutti gli effimeri (conti correnti, denari altrove, o la casa di proprietà).

 

   Dunque…

I diritti d’autore dei miei libri, ove già donati o specificati, fossero pure ancora a livello di inediti, rimangano come da me già deciso, la loro cessione quale ulteriore argomentazione del libro stesso addentro ogni opera in questione.

Là dove il destinatario dei diritti più non fosse o l’Associazione prevista non costituita e mai, di tali diritti siano i dirigenti di Greenpeace e del WWF, ambientalisti, a decidere cosa farne. 

Per quanto riguarda libri in lavorazione, allo stato di bozze o da correggere per la proposta finale all’editore, da terminare, a metà ancora, appena iniziati e lì lasciati, i soggetti segreti, la mole di appunti sparsi o raccolta sotto un titolo, indecifrabili a volte, lascio tutto alla responsabile gestione delle due associazioni ecologiste sopra citate, affinché ne facciano l’uso ritenuto più opportuno ai fini del senso del libro stesso, appunti o altro.

Se libri a metà lasciati o degli appunti sparsi si reputa lascino intravedere un che d’interessante, da terminare, ad onore del materiale in questione, per sue tematiche o personaggi, stante pure la frequenza degli argomenti ambientali, fosse pure solo per la possibile suggestione della narrazione…

I destinatari del lascito abbiano facoltà di scegliere, consegnare il quanto ad altro autore, l’opera e l’intenzione tematica di questo autore sì compiuta e realizzata, ai buoni fini ed esiti ultimi della personale iniziale ambizione.

I dirigenti globali di Greenpeace e World Wildlife Fund abbiano ad introitare i proventi derivanti da tale lascito, a gestirlo in autonomia, a loro criterio, secondo condizioni politiche ed economiche del momento, rispondendone regolarmente poi ai soci.

Nel caso ove ritenuto d’indole simbolica e opportuno, abbiano facoltà di cedere/destinare i diritti di mie opere ad altri soggetti giuridici, sempre ai sensi del testo medesimo, la tematica, il flusso interiore del libro (come si presume avrebbe fatto pure l’autore, meditato impulso).

Libri in lascito, loro lavorazione o compimento, appunti e possibili proventi, siano utilizzati per il Bene Comune, quale sia e di che consistenza, dai dirigenti pubblicamente deciso.

A Greenpeace e WWF affidato il mio sito Internet www.darioschonberg.it, a loro il compito di provedere.

Nei limiti del possibile, da sostenere il movimento globale Avaaz attivo nel mandare e-mail ai propri iscritti al fine di raccogliere delle firme da presentare alle autorità su tematiche non solo ambientali.

Così gestito il lascito, sentito quale conclusione naturale della propria vita disordinata, insolita, chissà come conclusa.

Così, fossi pure, nelle decisioni, teoricamente, io l’eventuale avverso.

Un testamento non muta secondo umori e fregole di ogni discussione, tra i bar della vita e la vita nei bar.

Miei eventuali compagni del momento, canidi o altro, se venissi a mancare, agli eredi provvedere affinché qualcuno se ne prenda cura, con amore certo. 

Lo si vuole specificare, con rabbia assoluta: Bene di Valore, qui affidato a Greenpeace e WWF, lo sono i libri che si scrive, lo sarebbe un cane eventualmente a me accompagnato.

Tutto il resto, conti bancari compresi, libri, CD, DVD, lo considero quale effimero irrilevante, di esiguo fuorviante interesse, quanto si considera relativamente altro qui lo si include per dare le semplici disposizioni, onde anticipare possibili disdicevoli controverse acrimonie, peraltro sempre in agguato, i morti pure in avvilire.

Quanto si considera altro (qui sopra) lo si affida ad una eventuale badante, segretaria, collaboratrice.

 

    

 

 

Nessun Luogo, Cannaregio – Ostaria da Rioba 12/2013

 

Modificato 1/12/2025 – C.A.E. Viale San Marco Mestre

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