Il Manifesto del Capitale
Oh verso d’intenso, filosofeggiante qui camminante.
Chi cazzo sono io? il mio Capitale, forse.
In ogni eventuale risposta, suo indizio o proposta, la nuova domanda da tempo giace in attesa.
Soldi a palate, azioni, castelli, titoli, ricchezza, possesso?
Il capitale senza cuore, detto delle stronzate.
Il capitale qui sentito di merda! senza scuse o riserve.
Se la diversità delle specie la Terra la arricchisce, diversa umanità umanità la impreziosisce.
La diversità nelle diversità più tali, quando rispettate?
La Natura è il Capitale Supremo dove tutto si congiunge e si riassume, nel lume dei lumi, la Terra è il Capitale dove vita di Natura respira il suo respiro.
La vita d’ogni uomo o specie, animale o vegetale, è il carissimo inestimabile Capitale.
Il lupo e l’orso cacciati perché pericolosi a l’uomo?
Non l’uomo nel suo altezzoso cammino HSS, l’orrore alienante, le specie altre di più a contare, orso, lupo.
L’impegno, lealtà, altruismo, lo spirito di sacrificio, il Buonsenso, loro sono il vero Capitale.
L’ambizione divina siano le ragioni della vita d’ogni vita e non della sola specie umana! ormai quasi appassita.
Io sono il Lavapiatti che scrive il Vangelo del Buonsenso.
Qui, io sono la propria coerenza e la mia Parola, a costo della vita, se necessario, se scettici si sorride, lo stronzo mi metta pure alla prova.
Il mio orgoglio disagevole, il carattere difficile sempre, il mio resistere là dove lo Vil Male impera, il puro Capitale.
La dirittura morale d’una spina dorsale, autentico intimo Capitale.
La Legge uguale per tutti! uomini diversi, per tutti uguale, il suo rigore è Capitale.
I sensi del futuro possibile, più dell’immediato benessere, sono il possibile Capitale.
Non l’effimero, non il banale, né il venale, il non volgare Verso Diverso è Capitale.
Il cuore d’ogni Cuore Grande è il Capitale a cui si mira e più si aspira.
Le ali della Fantasia, lo spessore interiore, la Poesia quale insito palpito, il Capitale sensibile e crudele forse, purché sia sincero.
La Magia del Fare a fare qualcosa che vero fare lo sia, che altro?
Il Capitale onesto è quello privo del secondo fine, celato.
Capitale lo è il sommo indicibile Dolore che induce a scavare le miniere di sale del proprio cuore.
Profitto, occasioni facili, gli agi, gadget e comfort vari, il lusso, il potere senza cuore, il reame nel suo sotterraneo liquame, la cassaforte, sono i capitali risibili di merda che si vorrebbe donarli al cesso per poi attivare lo sciacquone.
Dio Santo! il senso di giustizia a questo mondo, dove?
Si scrive per l’Era Diversa e che l’umanità smarrita più non lo sia.
Si scrive in favore della Nuova Stagione dell’Amore.
Si scrive per lasciare qualcosa che resti dopo la propria dipartita, quando le uniche discussioni saranno con i vermi e poi nulla più: ogni libro il sentito Capitale è.
Nessun Luogo, Dotazione 14/8 – S.Elena 10/11/2012.
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