La Carta di Venezia

Pubblicato il 2 maggio 2026 alle ore 17:36

La Carta di Venezia

 

Cazzo, perché “Più spirito e meno religione” è il senso.

Non l’annullamento nell’asservimento, più spirito.

Più uomo altro, più significato, più spina dorsale, più nerbo e buonsenso.

Oggi che Successo, Soldi e Sesso da una parte, non altro.

Dall’altra, la fede, il devoto, il cieco e non la critica?

Agnostico, bastardo e solitario, sarei pure nitido.

Là dove l’uomo di Dio il suo Dio lo impone, io vedo troppa religione, non ne percepisco lo spirito.

Così, in esso, conclamato distacco totale, il Vangelo del Buonsenso, Dio di più a cercarlo io.

Certo, non incontrerò Dio, però troverò me stesso.

 

Dio è Natura/Natura è Dio?

Forse, essendo anche dell’altro, tanto.

Se l’ambiente è la mia religione, io sono lo spirito che alto leva il suo canto.

 

Il mondo, il giardino di Dio come fosse, comunque è il nostro relativo senso della vita.

Bellezza, salute, risorsa, uomo! sii il Suo giardiniere.

Ad imago dei, il mondo in funzione umana?

La Grande Menzogna, a mio distaccato intuito.

Vorrei essere smentito o contraddetto, però da Lui.

Considerato, valutato, giudicato, punito.

Lo faccia! senza viltà di scagnozzi di sorta.

A porgere io a Colui la battuta (se si degna).

La Natura non va ingabbiata da forze umane.

Le umane forze da liberare nella Natura, invece.

Poi, Natura lo siamo tutti nei nostri rispettivi frutti.

Lo Stato dell’Uomo oggi: il Signore della Morte.

La nonconoscenza è il mio prezioso dono a consegnare relatività e misura a chi non sa che cazzo siano?

In attesa della Misura Generale: nostra Apocalisse o sensi altri e alti di giustizia che siano.

 

Crasso/Laurence Olivier ad Antonino/Tony Curtis che poi fuggirà per unirsi a Spartaco/Douglas: non c’è che un modo di trattare con Roma! Antonino, devi servirla, devi abbassarti davanti a Lei, devi strisciare ai suoi piedi e devi amarla. E’ Roma la potenza, la maestà, il terrore di Roma è come un colosso a cavallo sul mondo conosciuto, nessuno resiste a Roma, nessuna nazione può resisterle, tantomeno un ragazzo.

 

Spartaco/Kirk Douglas a Tigrane/Herbert Lom:

l’uomo perde se muore.

E tutti moriamo.

Ma uno schiavo e un uomo libero perdono cose diverse.

L’uomo libero perde il piacere della vita.

Lo schiavo ne perde la pena.

E’ l’unica libertà concessa ad uno schiavo.

Perciò non ne ha paura.

Perciò combatteremo! (nel film vinceremo?)

 

In adesione, non il suddito, io sono persona.

 

Così, ne la latitanza del Vile che forse dorme (e nulla sa di ciò che qui accade), noi soggetti ai Suoi rappresentanti   del destino, che lo impongono/lo esigono (diversi, non tutti certo), ecco l’animus di rivolta contro Colui che amore ufficialmente lo impone.

Rivolta, non la sterile che conduce al vicolo cieco.

Rivolta, di stimoli, di sollecito! vita di ricerca.

Perché se uno il culo Altrui non lo smuove, per quanto forte sia l’anelo e l’urgenza, allora…

D’azzardo giocando, esprimendo il personale talento, si muoverà quel culo infine, solo se sei in rivolta?

Spartacus Action, empiti di emulazione.

Quindi, la rivolta.

Se poi non verrà Colui, perlomeno saremo noi dentro di noi! soli è vero, però consapevoli.

Spero, in una Nuova Stagione dell’Amore.

Siamo tutti nella merda fino al collo!

Che si presenti Dio al tribunale della coscienza che presiede in ognuno di noi, se solo fossimo vero pensiero…

Non sempre pronto, non equo, non la misura?

In quel tribunale, dell’uomo, si vuole alto lo spirito.

Il Dio che si presenta, non più latitante, lo considereremo, a questo la mano è protesa.

Io che sento la solitudine del genere umano, agnostico, mi dichiaro responsabile e conseguente a quanto sarà.

Poi, vada come vada! e che tutto accada.

 

Venezia, Cannaregio – Ostaria da Rioba 29/7/2012.

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