A Gaza oggi 28 luglio 2025
A Gaza si muore di fame.
Il tempo della fame.
E’ dal 18 marzo che ai confini viene impedita l’entrata agli aiuti umanitari per la popolazione di Gaza (prodotti alimentari, medicine, cisterne d’acqua potabile e altro).
Si muore anche per altre cause, in ospedale (le parti ancora esistenti) per mancanza di medicine, sparati, bombardati, quanto più segna l’animo è la morte altrui per fame.
Ieri/oggi Israele ha permesso finalmente l’accesso a Gaza degli aiuti, questi tuttavia in misura molto minore rispetto a marzo (a seconda delle informazioni presenti su internet, 20/100 camion al giorno adesso, 500/1000 prima, a marzo).
Nella sua pochezza, mossa stimolata da critiche da tutte le parti, altrimenti?
Risorse assolutamente non bastevoli, Gaza ha una popolazione di 2,1 milioni di persone.
Manca tutto, le operazioni chirurgiche, le amputazioni di braccia o gambe, vengono fatte senza anestetici, mancano altri medicinali, scarseggia l’acqua potabile (ammesso ci sia ancora).
Netanyahu ha negato ci sia la fame a Gaza, contradetto da Donald Trump (finalmente qualcosa di positivo dalla Casa Bianca).
Chi ha una coscienza lo sa, è difficile guardare un film comico, sia pure una commedia, scherzare, ridere, perfino il mangiare, rimanendo in pace con se stessi, riuscire a dormire sonni tranquilli.
Voci avverse a Israele, ebrei osteggiati qua e là in Europa, si ribatte con l’antisemitismo.
Possibile non si sia capaci di una autocritica sincera a tutto campo?
Israele simile (non eguale) ai nazisti, Netanyahu un piccolo Hitler davvero.
Piccolo relativamente agli effetti del loro pensiero.
Sei milioni di ebrei morti (più tutti gli altri soldati e civili) il baffetto, solo 60.000 i palestinesi sul conto di Netanyahu (per ora).
Solo 60.000?
L’omicidio di una singola persona in un processo regolare è sufficiente per una condanna ad una lunga pena detentiva.
La guerra è un’eccezione? Si può uccidere impunemente?
A Gaza è in atto un genocidio in scala minore rispetto all’olocausto, però genocidio.
Israele vorrebbe non si usasse tale termine, troppe analogie con quanto accadde agli ebrei, genocidio pure allora.
Una differenza io la voglio fare: ebrei le persone fuori Israele e chi in esso contrario al massacro, israeliano chi partecipa, collabora, condivide, sostiene, giustifica il genocidio.
Vergogna Israele!!!
Rammento il film “Exodus” del 1960, regia di Otto Preminger, la nascita della nazione come oggi.
Bello, discutibile, bello.
Che film farebbero oggi Preminger e Paul Newman, il protagonista?
Circolano molti video su Gaza su Internet, alcuni di questi potrebbero essere stati creati con l’Intelligenza Artificiale, possibile, per convincersi basta visionare alcuni video che hanno per protagonisti cani e gatti.
Dunque, alcuni video sarebbero fasulli, realizzati grazie all’AI?
Eventualmente, alcuni, la maggior parte sicuramente autentici, le testimonianze poi, le notizie da fonti autorevoli.
Israele, nel suo intervento a Gaza, era giustificata nel rispondere alla strage del 7 ottobre, un vero e proprio atto di guerra perpetrato contro dei civili in un momento di spensieratezza.
Un fatto, è bene precisarlo, almeno così a me risulta, cui nessuno stato di lingua araba è intervenuto presso Hamas per condannarlo.
Non per indurre l’organizzazione terroristica a liberare gli ostaggi, motivazione all’origine della situazione attuale in Gaza.
Morti i capi di Hamas responsabili del 7 ottobre, morti secondo Israele, se l’organizzazione restituisse gli ostaggi alle loro famiglie toglierebbe dalle bocche israelite la motivazione per seguitare nell’opera di… genocidio sì.
L’orrore umanitario che va in scena ogni maledetto giorno in quel di Gaza.
Possibile un giorno la pace tra la Palestina e Israele?
Nel 2008 avevo scritto un testo in tal senso che, oggi, il sogno di un folle?
La pace.
Civili, troppe donne, uomini e pure i bambini tra le vittime palestinesi.
Bambini, si parla di 20.000 decessi, però circolano anche cifre maggiori.
Indigna particolarmente la morte lenta per fame, estenuante.
Padri e madri palestinesi riusciranno a contenere il proprio dolore per vivere in pace col nemico israeliano?
La pediatra cui le bombe hanno ucciso il marito e nove dei suoi dieci figli cosa potrà pensare, come potrà vivere senza un atto di giustizia?
Nove figli su dieci ammazzati in un colpo solo più il marito.
Non vi sarà pace con Netanyahu al governo o con Hamas attiva a Gaza.
Entrambi sono dei criminali e vanno processati.
Con tutte le garanzie della difesa, però processati.
Cosa possono fare i cittadini del mondo che, impotenti, non vogliono stare a guardare?
Manifestare i propri intenti spingendo sui loro governi affinché riconoscano lo stato di Palestina, richiamare i propri ambasciatori, ponendo di fronte a Netanyahu una realtà con cui fare i conti.
Le nazioni di lingua araba, se hanno a cuore la causa palestinese, Qatar in testa, non sostengano più Hamas, condannando la strage del 7 ottobre e spingendo sulla liberazione degli ostaggi (fatto che metterebbe in crisi il governo israeliano nella sua politica di occupazione e massacro di civili palestinesi).
Riconoscere lo stato di Palestina perché in Israele c’è chi vorrebbe annettersi la Cisgiordania e Gaza, cacciando via la popolazione allo stremo delle forze.
Quanto più addolora è sapere che Israele con i palestinesi si comporta similmente come fecero i nazisti col popolo ebreo, di questo almeno se ne rendono conto?
Nota. Io ho sempre simpatizzato con Israele, pure la mano tesa al popolo palestinese. Il testo che segue è stato scritto con questo spirito, nel settembre 2008, quando poteva ancora essere, oggi risulta un testo folle.
Madri e padri di bambini morti in quantità, anche per fame, potranno perdonare una macchina genocida senza cedere alla rabbia per quanto perpetrato?
Gaza e pure la Cisgiordania, dove i coloni imperversano, sono una realtà cui si stenta a credere talmente è abbietta e vergognosa.
Informarsi su quanto accade è un dovere civico oltre che un sano diritto.
Quanto si trova su Internet, sia da una che dall’altra parte, potrebbe essere un falso, tuttavia le testimonianze, le analisi di parti terze, i miei pensieri dicono Israele quale mostro dalle affinità con gli autori dell’olocausto.
Da accertare notizie su Internet in merito a sterilizzazioni forzate di donne ebree etiopi in nome della purezza della razza, incredibile?
Sia pure motivata Israele dal 7 ottobre, la rabbia palestinese che diventa odio feroce creando un solco incolmabile tra i due popoli, ancora ripongo speranze (esigue) nei giovani ebrei che manifestano in tutta Israele contro la fame a Gaza.
Manifesto personale per il Medio Oriente
Dedicato a Muhamad Bakri, Arnon Zadok*
Due grandi popoli, le culture millenarie, due disperazioni?
Pure, guerra vorrebbero ancora tra di loro, folle chi così la pensa, non è più tempo di guerre! no davvero.
Le soluzioni oltre le sbarre dei propri avvilenti, piuttosto.
Il futuro impedito da sorda cecità, storico rancore, tutto poi a fallire, il cuore dietro le sbarre con ostinazione?
Quando il tempo dei Sapiens Sapiens volge alla fine e necessita il cambiamento globale generale, onde poter sperare il degno sopravvivere, per riuscire a resistere in questo sporco meraviglioso mondo, devi mutare, a cambiare dentro, per non soccombere al malessere degli inconsapevoli stolti negligenti.
Insieme, Israele e Palestina ce la possono fare?
Mi piace il difficile, camminare lungo il non-banale.
Dunque, potrebbero farcela se…
Oltre le sbarre di questa dura realtà che l'area mediorientale cinge e domina, fuorilegge sia la guerra! questo mezzo come fosse il fine a volte.
Due grandi popoli, culture millenarie, forti e vividi i cuori.
Separati, ognuno per conto suo, come alla deriva...
Dicono si potrebbe/si dovrebbe tante cose, con l'aiuto di Dio?
Colui è incazzato oggi? La visione dello stato delle cose come sono e come vanno lo presume.
Incazzato, Dio ad esserlo con tutti! senza eccezioni o sconti.
Non confidate in Dio uomini del mondo, meglio non osiate.
Sarebbe oltremodo irritante per il Dio, squallido per voi stessi.
Niente più guerre, integrazione preferibilmente.
Dopo tanto odio, mano nella mano, insieme verso il futuro?
Ognuno le renda all'altro le sue ragioni! e pace sia.
Ognuno dia e si conceda all'altro, possibile armonia?
Le speranze ancora in cella, un guardiano oltre le sbarre?
Nel mondo tuttora teso, incerto, oscuro, conflittuale, i troppi dediti più che altro ai propri interessi stretti, il Medio Oriente quale simbolo di sorte dannata e voglia di soluzione, con soddisfazione delle parti. (lo si precisa, alle parti)
Siamo i bisogni dei nostri sogni, addentro il sogno più grande del sognatore ignoto, Dio il presunto intrigante?
Due grandi popoli, due culture ostili, due onori/due oneri.
La lotta strisciante/aperta, l'uno contro l'altro, uno solo a sopravvivere! e poi nessuno?
Siamo il barbaro tecnologico sull'orlo del precipizio, in attesa del cadervi dentro.
Tra le stelle e l'evoluzione o verso il Nulla.
Non il tempo della sopraffazione! evolversi insieme invece.
Venga l'integrazione allora, amicizia data pure per possibile, anelando/cercando le affinità più delle discordanze.
Dicendo no ad una Israele in Europa, lasciandola dove e com'è ora, sulla bocca del vulcano mediorientale, il sogno potrà anche sognare! se saprà andare oltre le proprie intime sbarre.
Problemi e sfide, vita o morte e problemi, oh genere umano!
Separati, ognuno per conto suo, la deriva interiore, che si può?
Ecco, insieme si dice per possibile il comune cammino verso il destino del vostro mattino.
Medio Oriente, guazzabuglio/inghippo inestricabile/insolubile, se potesse evadere la realtà verso la propria alba, può farcela, il genere umano tutto a poter riporre speranza in loro?
Sulle spalle e nel cuore del Medio Oriente, sensi, possibilità e futuro dell’umanità, io in accollare?
Più del conflitto mediorientale, mera chiave di volta, l’essere umano al colmo?
Per il difficile la spiccata predilezione, il banale rifuggendo.
Il Medio Oriente è simbolo del fattore umano sotto teorema, in attesa di esito: le stelle o l'oblio.
Il Medio Oriente ne uscirà/ce la farà, l’umano a seguirne tracce e genuina ispirazione?
Bakri e Zadok, attori, sulla spinta di una irresistibile empatia, lo spirito di immedesimazione verso la soluzione?
Questo responso dagli dei vorrei tanto, quali siano gli dei, prima di prendere, come tutti, l'ultimo treno della notte.
Autore, come vedo la morte presso cui non intercedo, solo vorrei sapere come cazzo va a finire, confusa, convulsa, più penosa e più spettacolare, la storia di questa umanità che prende, appassiona, deprime, la regge l’attenzione fino ad un certo punto, consunto.
Più che autore, a questo punto sarei lo spettatore assonnato, ancora sveglio per la voglia di capire/intuire il razionale del finire, in vacca! a puttane! nella merda fino al collo tutti lo siamo, imperterriti resistiamo in posizione e poi?
Venezia, Cannaregio – Ostaria da Rioba 11/9/2008.
* Attori del film “Oltre le sbarre”, del 1984, di Rudy Cohen e Uri Barbash.
Opera premiata alla Mostra del Cinema di Venezia.
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