RAN – Le riflessioni veneziane
L’umanità è sbronza! a dirla tutta, pure stronza.
Quanti capi di stato, funzionari e responsabili, loro se intercettati da ideali pattuglie galattiche, verrebbero sottoposti ad alcoltest, l’antidroga o le urgenti visite psichiatriche, se non fermati all’istante, privati della carica e d’ogni patente di guida?
L’ambiente è la mia religione.
Pure, più spirito e meno religione.
Nel senso e nel favore della religione stessa.
Natura è parte di Dio.
Dio è Natura! la sua parte, l’uomo la questione lercia, asfissiante e volgare che questa entità la uccide.
L’oppressore, tale, in quanto dedito al mero profitto, ai mediocri interessi insiti nei beni più effimeri.
SOS Pianeta Terra!
Urge Angelo Sterminatore su vasta scala.
La Misura Generale almeno.
Forse, la forza eversiva della vita la dirà la sua, a dire tutto il suo dire nel sovvertire l’uomo che uccide?
Perché imago dei, il mondo a propria stolta misura, per allietarne e accomodarsi il vivere?
La Grande Menzogna!
L’uomo sia al servizio della Natura, non il suo vuoto e vano signore.
Il suo dottore egli sia! non il micidiale tumore come ora si mostra, si ostenta pure, essendolo ad onta d’ogni prova di confutazione, se priva di Buonsenso.
Il tutto è la vita, la parte è la parte che non può imporsi al tutto.
Tutto è soggettivo, tutto è relativo.
Peroro la visione globale, io a vivere addentro già altra globale visione.
L’uomo è una situazione Alfa oppure Omega, come oggi?
Un libro tutto ancora da scrivere o sul suo finire, da chiudere presto presto! perché non dice più niente di serio alla vita?
L’uomo è nel suo burrascoso mattino o l’avviato ignaro disperato sul viale del proprio tramonto?
L’Apocalisse è quotidiana, nel drammatico del nostro contemporaneo.
Siamo in regime di assuefazione tanto che…
Non ce ne rendiamo, il conto micidiale che verrà sbattuto in faccia, a tutti noi! ce ne fottiamo, perché?
La Società dei Consumi, il nostro assurdo di vita.
Consuma consuma, consumi tu, consumo io, tutti noi veniamo consumati dai nostri oggetti.
Loro, i padroni assoluti della nostra avvilente vita.
Tanto paga la Terra?
Tanto paga Eloisa! come da opera teatrale da me scritta, da cucina ispirato.
Non si sperperi più di quanto si possa produrre, è il monito del gennaio 2013, Venezia/Italia/pianeta Terra.
Poi, le risorse non sono infinite.
Inaudite sì, nell’animo, infinite giammai.
La manovra che urge è di carattere ambientale, verrà lei a noi nel tempo più inclemente perché i restii noi oggi, più ipocriti, stupidi o più folli?.
Pentiti o nolenti ancora, sarà lacrime, sangue e morte, a nostra cattiva coscienza.
Perché l’esigenza è l’esigenza, a che la manovra sia una vera manovra.
Astronave Terra! per quanto grande sia, un pianeta è un sistema chiuso, sempre quando l’animale dominante assurge a livelli industriali.
Come tutti i chiusi ambiti, è limitato, quel che ha lo ha! e poi merda.
L’umanità quale ignobile associazione a delinquere?
Sfruttamento e profitto, antropocentrismo, signoraggio e schiavitù sulle specie: in nome della vita facile dell’uomo.
Ehi, l’Angelo Sterminatore avanza a grandi falcate.
Le guerre ambientali sono quanto si prospetta al macigno del nostro cuore.
L’orrore che dietro l’angolo della vita l’idiota lo aspetta, non d’agguato, il senso nel verso della giustizia piuttosto.
Tre livelli, tre passaggi fondamentali per una specie.
1) Il primo livello è primitivo, selvaggio, in divenire.
L’essere suo non si erge in tutta la sua statura, cerca la sua misura con lentezza.
Nel tempo cresce, anche se solo come conviene al proprio interesse che batte le sue tasche.
2) Il secondo livello è il barbaro tecnologico.
Industriale, scientifico, potenziale distruttivo, sfrenato.
In bilico tra le stelle e la barbarie.
Il secondo livello tutto lo decide per come decide e vive.
3) Il terzo livello, l’uomo delle stelle?
Vi giunge e cammina tra esse, umile, consapevole e fiero.
Dopo aver domato se stesso, dopo.
Nel superare i propri problemi sul pianeta d’origine, il vero progresso.
Poi le stelle, il cammino dell’evoluzione come evoluzione propone e dispone.
Noi oggi, ancorati stolidamente al barbaro tecnologico.
Dio ora, parlerebbe ecologista?
Quali i suoi comandamenti?
Di quale dirittura il suo dettato?
Siamo quel che siamo, barbaro tecnologico, e la barbarie?
Governare il fenomeno dei fenomeni (il genere umano), è quanto l’universo aspira.
La vita sulla Terra con quest’uomo che beve, mangia e caga, e poi non gira?
Nella crisi del XXI secolo, una politica per l’apocalittica la si vuole, si spera, la si esige.
Lo Stato dell’Uomo oggi.
Perché latita spesso il responsabile nella reale catena di comando d’ogni evento?
Siamo interessi, esigenze, orgogli, necessità e voglie prive di pudore.
Non la responsabilità, non la consapevolezza, né vera sincera coscienza.
La Misura Generale ce la scolpirà la sorte, stati di morte.
Dobbiamo attivare la fine del mondo.
Il mondo per come lo conosciamo.
Dalle sue ideali ceneri, il mondo nuovo, le possibilità una miriade e vita d’ogni vita.
Questo dice il filosofo della fine del mondo: dobbiamo mutare dentro noi stessi per poter vivere ancora la Terra.
Poi, che cazzo vale fare una, due o dieci buone pregevoli azioni pro ambiente, se poi sull’anima ti crolla il veleno di quelle mille che gridano vendetta a Dio?
Il Dio che nemmeno risponde al tuo urlo di chiaro dolore e di impotenza?
La Natura lo è Dio, nulla può se non sperare ne l’uomo, nel possibile provvidenziale Buonsenso.
Perché il Dio da favola, favola si rimane, tace, distante e latitante.
Il quadro generale è uno schifo, non altro davvero.
Che vale il volontariato, anime buone e generose in un mare di merda dove tutto ormai pare compromesso?
Siamo di nessun futuro?
Il dolore del mondo parla a questo cuore d’autore.
L’Ideale delle Parrocchie della Responsabilità.
L’educazione ambientale a prescindere?
L’Ideale del fondere Gesù Cristo, S. Francesco, il dottore, il giardiniere.
I quattro a riassumerli ne l’EcoSapiens: la Nuova Stagione dell’Amore.
La vita è una forza eversiva, vera e unica in tal senso.
Quando pare sfinita, doma, in fin di vita, si rianima, si rialza, impreca, si riscuote e vive.
La vita esprimersi può tramite l’amore.
Per l’uomo, per le specie tutte o semplicemente per la vita nel suo totale, in generale sia pure.
Tutti noi che speriamo, invece del vano insulso sperare se a questo limitato, pure vile se inerte, vogliamo farci dura disperanza ne l’essere, in noi, lei più attiva e bellicosa.
Il Verbo oggi dice: ricapitolazione, riconciliazione, rifondazione, infine la rinaturazione.
In tutte le evidenze, siamo una Società Disturbata.
Riuscirà a curarla la forza dell’amore?
Detta per eversiva, come pure lo è la vita abbiamo detto.
L’uomo si dichiara, si esige ad imago dei, il mondo in sua funzione.
L’uomo a dire ogni giorno a Natura: smamma che qui ci faccio la roba mia!
Natura maltrattata, seviziata, uccisa nel proprio seno?
Uomo, pensi solo a te stesso, come vive l’oggi e come ti viene?
Ehi, si addita l’omosessuale perché contronatura?
C’è solo una Contronatura, una specie: il genere umano, supponente HSS, deficiente!
Qualsiasi libro, persona o sensibilità morale, che nasconda il suo ego futile dietro lo stendardo virile schierato contro l’omosessualità altrui, propone chiaro delitto di lesa verità.
L’antropocentrismo il male che vi viene imputato, qui io ed ora, il contronatura mettetevelo pure nel culo, voi!
Siete Contronatura e vi nascondete dietro l’omosessuale: io etero, lui lo elevo, voi all’Inferno. (a meno che, l’omosessuale, per la Società dei Consumi pure lui)
Sono/siamo? in attesa della Misura Generale.
Non saremo mai ad impatto zero.
Siamo avvinti al nostro particolare, prigionieri delle sue esigenze, interessati come fossimo, lo siamo nel nostro esclusivo interesse.
Quando mai l’abbiamo avuta una visione globale?
La prospettiva ideale, sulla Terra, la si dovrebbe tenere in condizione lunare, da lassù è puro Buonsenso.
Ehi uomo, la curi, ci tieni alla tua casa vero?
Ehi uomo, stante la tua espansione, lo sviluppo, il progresso (di merda), la Terra è la tua casa, pensaci!
Beh, casa dolce casa…
La Terra, la tua casa, sta male, urge il suo dottore, subito!
L’uomo a dover stare dietro alla Terra come fosse il suo giardino in fiore, per amore di Natura e non per il profitto delle solite stupide tasche.
Invece, lo sfruttamento per un sostentamento senza limiti o ritegno, perché si vuole tutto a qualsiasi costo, nel segno del proprio agio o comodità di sorta: lusso, gozzoviglie e follie?
Affinché Natura abbia il suo corso e duri per il suo tempo, nel tempo dell’umanità a l’umanità pure oltre, l’uomo sia il responsabile di questo giardino, a fini medicali e non di lucro o sterile insensato godimento.
Nella filosofia delle biodiversità che fanno la Terra quale ecosistema.
Non i dediti alla monocoltura umana.
Non tutto in nostra funzione, piuttosto l’uomo sia detto in funzione di Natura.
Il cane che ti fa le feste al rientro, il tuo piacere eh?
Se il cane fosse anziano, brutto o malato, il tuo amico lo sarebbe sempre, vero?
Uomo, pensa se a fartele le feste fosse la Natura tutta.
Sì, lei non è espressiva abbastanza, è diffidente ormai, l’esperienza poi.
Pensalo tu allora! sia in te il dono di questa straordinaria francescana visione.
Tu ad essere a posto in te stesso, il malato che si cura da sé, facendolo nel donare amore?
Non più il rango di questa debole società dei consumi, chiaramente disturbata, come da tempo ch’è tempo.
Non più l’uomo che incute paura, sfrutta e uccide per il suo deleterio volgare piacere.
L’uomo per amore, la Nuova Stagione dell’Amore.
Se Gesù Cristo poteva anche essere antropocentrico (non è detto), io pongo la Natura al centro del Tutto.
L’uomo a girare intorno a Natura nel suo circostante, non al centro del mondo e non ad imago dei.
A curare le cause da lui prodotte, a prevenire gli effetti letali come sono oggi, la Nuova Stagione dell’Amore.
Ne l’attesa de la Misura Generale, sempre.
Tutto è per l’uomo oggi, tutto è al suo servizio.
Dite, lo vorreste pure docile docile il tutto per voi?
Senza criterio, non l’ombra di una razionalità, privi di Buonsenso, del futuro possibile.
Allevamenti intensivi, monocolture e le loro culture, solo in quella visione, tutto assoggettato a tale umana infida infame pretesa?
Dicono: ehi, la vuoi la bistecca, no?
E allora che cazzo brontoli, lo dicono con arroganza.
Sì però, dove stiamo andando di questo passo?
Sì però, quale la prospettiva che si pone a noi innanzi?
Se l’uomo fa quel che per oggi gli conviene, lo stato si suppone ce l’abbia la nozione documentata dello stato delle cose, lo stato lo faccia quel che deve, la realtà gli impone la verità di ben altre ragioni.
La nozione di come e quale è la realtà della vita.
Non il mondo a funzione umana, non ad imago dei.
Saggio sarebbe spazzare via l’uomo dalla Terra?
Prima del provvido intervento d’una Misura Generale di cui non si sanno i tempi, prossimi però: ecco, lo Stato dell’Uomo oggi.
Problema, come poter convivere con il proprio ambiente, come il poter prosperare insieme, evitando l’insensato sopraffare, plateale autodistruzione.
L’ambiente sano è in grado di produrre profitto in termini di salute e benessere generale.
A seguire, il sostegno psicologico del vero buonumore, l’intimo esistenziale, addentro una sana Natura.
L’alternativa all’effimero dell’attuale che poi che cazzo vale?
Oro verde, Trasmutazione, Guerra continua.
Chi vuole offrire altre idee, dal proprio caos interiore, intervenga pure nella disperata discussione.
Lo sballo oggi, tra profitto e sopravvivenza quotidiana?
Perché dare addosso a chi si droga quando è ovvio che sta male perché questa società è priva di senso, di valori, di motivazioni, a fottuta imago dei?
L’uomo, lo sballo oggi, come nel domani?
Lo stato che non governa il fenomeno, lo stato suicida?
Export, crescita, PIL, il reddito medio, il conto in banca, poi che cazzo dice il futuro dell’uomo?
Se va meglio di qua è solo perché va male di là, no?
In realtà, oggi è il mondo tutto che va in merda.
Ciascuno lo potrà intuire da sé se assume la posizione della visione globale: condizione lunare.
La Natura muore, la Terra muore!
Può andare avanti così, di corsa verso il precipizio?
Ipocrisia più o meno inconscia, la spudorata finzione?
Ipocrisia di sé consapevole anche, evviva i molti denari?
La crescita stenta, il suo PIL del cazzo poi come?
In una prospettiva di più vasta portata, non limitata alla misura del nano interiore, vive il possibile lavoro! lavoro per tanti ancora, se non per tutti.
Dovete solo muovere il culo, darvi da fare.Prima ancora, il culo dovete smuoverlo dentro, soprattutto dovete svuotarlo di tutta la
merda che ingolfa le possibili soluzioni, il lavoro ne l’ottica di una Natura sana dove il profitto sia un ambiente vitale per un uomo salubre.
La chiamano Green Economy, quel che io intendo non è questo, però ci stiamo avvicinando nella giusta direzione.
La fabbricazione o l’acquisto di nuovi cacciabombardieri, navi militari o altre armi, invece che i canadair, lo ipotizzerei quale perseguibile reato in tutta la sua gravità di misfatto.
Se non il reato, l’idiozia in tutta la sua insolente evidenza.
Cementificare, costruire, asfaltare, distruggere?
Invece del ricreare una Natura, questa sì ad imago dei.
Se non il reato, la fessaggine di uno stato incapace di intendere e di volere, le politiche attuali che sanno più di cesso dal volto umano.
Così, aspetto sempre la Misura Generale, con ansia.
La rinaturazione sia la scienza di Dio, il cuore a l’arcione.
Nel rimediare, ricomporre, ripristinare quanto era.
Una società malata/disturbata, alla sua fine votata?
La cultura, l’arte della creazione, con dedizione si spera.
Eh sì, perché lavoro davvero ce ne sarebbe per tanti, anche se mai per tutti.
Respirare l’aria sana, gli uccelli, la vita, la Natura, questo.
Vedere/ascoltare/pensare in grande, una visione globale.
Idealmente, come si fosse in condizione lunare.
Spero, in una diversa Organizzazione Mondiale della Sanità che, in altra Ginevra, ponga il suo centro di approfondite analisi, di ricerche e cure, non finalizzata sul mero soggetto umano, la OMS sulla Natura tutta, la Terra l’ecosistema in crisi d’emergenza.
Una OMS di condizione animale generale, ponendo il suo senso nell’interesse detto per superiore, della vita per la vita, in accezione più vasta.
Altra organizzazione, altra teoria, altro reagire per una Terra malata di umano ad imago dei.
L’idiota dell’essere il mondo a proprio beneficio, come personalità religiose ancora pretendono?
Così fosse, bel servizio che abbiamo fatto a tale dono.
Calci in culo! calci in culo! calci in culo! a tanto uomo.
Cazzi in culo? cazzi in culo? cazzi in culo? oh, uomo!
Spero in un diverso quartier generale Norad, in una nuova Cheyenne Mountain, che analizzi, ricerchi e tenti le cure generali per questa Terra offesa, ferita, spesso ammazzata, attuandole con spirito, tecniche e mezzi di aggressività duramente militare verso gli effetti prodotti da questi esseri umani che tormentano, sfruttano e devastano il mondo per storditaggine, avidità, infingardia.
Tenace, impegnato, provvido Norad, la difesa della Terra con armi di ingegno, per una rinaturazione, l’uomo… Ognuno in se stesso, contro se stesso.
La Società sia fondata sulla Natura, sulla vita, sul suo equilibrio, non più sul profitto.
Fondata sul lavoro andrebbe bene, purché plausibile la convivenza col corpo dolente che tutti ospita.
Il Vangelo del Buonsenso: uomo, credi nella Natura.
Lei è qui, davanti e pure dentro di noi.
Di un Dio tiene il respiro e sta morendo, Dio.
Il Dio di cui tu dici non si esprime, né si espone sulla questione?
L’ambiente è la mia religione.
Poi, più spirito e meno religione, d’accordo?
La Natura nella sua natura già è puro indomabile spirito.
Impeti di Rifondazione Umana.
La politica della diversità delle specie, umana compresa in esse, non le pretese senza palle a poggiare/gravare sulle spalle d’ogni vita di Natura.
Gaia o non Gaia* (come venne definita la Terra), preziosa e unica (in quest’angolo di universo), la casa materna.
Il Vangelo del Buonsenso per il buonsenso al governo.
Non la Società dei Consumi, della Trasmutazione invece.
A sanare/non lo spezzare, unire/non il dividere, a dare/mai più l’arraffare.
Rivoluzionario non sia cambiare il mondo in superficie.
Poi, l’uomo dentro lo stesso stronzo di prima?
Rivoluzionario sia il mutare se stessi in profondità.
Là, dove nessun uomo è mai giunto prima, per camminare tra le stelle il giorno che verrà.
No, Sapiens Sapiens! di EcoSapiens, domani.
Infine, l’importante sia che noi si funzioni! che giri il meccanismo della vita, ora come ora inceppato in questa parte della galassia.
Droghe, TV sempre accese, consumi alienanti, a disagio siete e si vede, lo si intende.
Voi che ancora non lo capite invece, perché?
Non comprendete perché il vostro pensiero tuttora lo imponete, forse solo per il non doverci pensare davvero?
La Società, l’uomo, lo stato, siano rifondati sul rispetto della Natura, ambiente sano, l’uomo sincero con se stesso.
Non siete ad imago dei, una rifondazione umana si chiede.
L’uomo ponga la sua dimora lungo il Cerchio della Vita.
L’uomo tutto ad eguale distanza dal suo centro: Dio, quale la religione o la sostanza che sia.
Poi, Natura è Dio come Dio è Natura.
La Filosofia della Natura dice e perora la convivenza, il prosperare insieme, il deantropocentrismo, per non essere deantropizzati si presume, un giorno di verità.
La rivoluzione interiore, neocopernicana, potrà anche essere traumatica nell’impatto dell’illuminazione, però ci vuole!
L’Uomo Nuovo, EcoSapiens, in cammino per Sangarre.
Giorno che verrà, il robot/manufatto sarà davvero l’Uomo Perfetto?
Gli Stati Generali della Terra, esigenza d’urgenza.
Forse, siamo solo un esperimento tuttora in prova: quale il suo responso?
Il diritto alla felicità non sia riservato ai soli umani, lo sia a tutte le vite della Vita.
Poi, più che dentro di noi, in loro vive il diritto alla vita.
Là dove più si patisce e con silenzioso dolore si crepa, senza pietà o dignitosa soluzione, privi di comunicazione con l’umano, l’uomo si volga, le scruti nel dolore del mondo le altrui esigenze, oltre se stesso.
Io consegnerò all’evoluzione il mio nome.
Per caso, per Dio o per destino, l’intimo mio cammino.
Venezia, Dotazione 14/8 – S.Elena
Ottobre/2012 – Gennaio/2013.
* Da James Lovelock, il termine Gaia presuppone la Terra come un organismo autocontrollato, secondo me, non più in grado con l’umano di questa epoca.
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