La via dei Titani

Pubblicato il 3 marzo 2026 alle ore 16:55

La Via dei Titani

 

Ti senti a disagio in questa società dell’apparire, del Nulla, a dire che sia da buttare via è dire poco?

Disadattato ti senti?

Là dove la società dell’oggi è alienante, tu l’elemento sano?

Però, risulti tu l’alieno, nel tuo contemporaneo.

Dì, la tua vita è un disastro?

Non hai un conto in banca, a volte nemmeno degli spiccioli ultimi in tasca?

Amici, pochi o nessuno?

Un lavoro di merda?

Una vita di merda?

Non sai che fare della tua vita?

Sei come allo sbando, alla deriva?

Ti senti storto, malfatto, forse che... sarebbe meglio tu mai fossi nato?

Inutile ti senti?

Eppure, non proprio vuoto e qualcosa dentro che...

Un qualcosa di grande, di interessante?

Speri, di coinvolgente?

Se non oggi, domani forse?

Il giorno che verrà?

Nonostante tutto, qualcosa per cui valga la pena il rude tormento del continuare a vivere e soffrire?

Ehi, sei libero nel tuo pensiero o ti conformi alla realtà che ti circonda?

Sei povero, solo, stanco, però libero? 

Senti tutti gli umani come fossero dei fratelli, eppure, dentro, sei solo?

Lo senti il mondo attorno, ti ferisce e che fai?

Allora, chiudi tutti i varchi d’accesso al mondo, lo fai a te dentro.

E ti rintani laggiù, nel profondo.

Che fare, ti domandi?

E lo ascolti poi il mondo, è naturale e...

Sì, vorresti fare qualcosa per salvarlo il mondo.

Questo a fare, naturalmente avendo le valide motivazioni a reggerti: d’amore, di partecipazione o di che cosa?

Sì, qualcosa che ti sostenga ne la lotta per la vita, ti inciti a non mollare e...

Cazzo, che cosa?

Ecco che ti sentiresti audace! esiti, esiti e ancora esiti e...

Perché non hai pronte argomentazioni a disposizione, atte a spiegare il tuo cuore?

Per questo esiti?

Così, per i bar della vita ancora vai, tuttora ti senti, come ferito oltremisura stai?

E ti dici: al mondo contro! per non soffrire, è giusto giusto giusto! che cavolo.

Senza armi contro, è meglio.

Tu, armato del tuo Cuore Grande Grande Grande.

Una bomba la vorresti buttare là nel mezzo, per tacitare ogni altro rumore, però hai solo il tuo cuore?

Sei cittadino del mondo, agli altri pari (gli altri che pari a te non li senti).

Forse, avendo una visione globale del mondo, dell’uomo, della vita, soffocata come fosse (la tua visione globale) da l’altrui dettaglio o interesse che tanto ti si impone?

Se qualcuno, a te attorno: “Che ci guadagno? Quanto mi conviene?”

Se così si esprime e ti ferisce...

Tu, come costretto nell’udire, vorresti fuggire negli abissi più remoti della tua anima pur di non subire le stolide altezze del nano che, allora sì, le vorresti proprio prendere le armi tutte in circolazione, a partire per una solitaria guerra al mondo intero, alle sue vergognose oltraggiose fortune contro, quale che sia la tua sorte, pur di non sentir fiatare ancora il dentro-nano, il tuo cuore da nano-esigenze oppresso, avvilito, umiliato dall’ego del nano?

Consapevole che, tale dentro-nano, in te pure vive.

Tu che sei Titano e vai oltre le miserie ambite dal venale del nano.

E Vaffanculo! vorresti dire ad ogni senso di questo nano.

Chiunque sia ad abitare le comodità del nano.

Il mondo la misura che in te senti, il mondo che è piccolo, perché... è vero o no che aspiri a l’universo?

Il totale che il tuo libero punto di vista lo coglie, da altrui particolari invece dileggiato.

Ti senti alla mercé delle convenienze altrui, di patti e di fatti non integerrimi che fuggire via ancora vorresti, non c’è più l’isola in cui chiedere asilo politico, filosofico, poetico e morale, la tua anima sola dentro ti rimane?

Rifocillato e ritemprato, a suo addivenuto tempo, ripartire ancora innanzi, a tutto e tutti contro?

Così, ti basta una buona causa, un movente, fosse pure solo secondo te il ben detto.

E ti basta! il tuo cuore stesso come fosse la giusta causa?

Qualcuno non esiterebbe un attimo a chiamarti folle.

In molti non esiterebbero, folle!

Tu, il sano dentro.

Più sano degli altrimenti sani e cosiddetti normali?

Tu, no conforme.

Tutto questo lo sei?

In parte solo lo sei, ne l’attesa di scoprire che cos’altro sei a te dentro?

Sai, forse sei in cammino lungo la Via dei Titani.

Dove ti porterà il fardello del tuo andare?

Perché... ora che te l'ho detto... sussurrato, così seminato, lo stimolato, tu l’aizzato?

Ora, che farai?

Ti fermerai, allarmato?

Darai forse ascolto al dentro-nano in te, lui che si contorce e ti implora?

A volte, le sue sono buone, valide argomentazioni.

Sai, il nano è pratico, spinge per il tuo interesse.

A volte/spesso, ti salva la vita, te la regge, ti mantiene in piedi.

Solo, se non fosse talmente ossessionato da Successo, Soldi e Sesso…

Esiterai?

Dunque, darai ascolto al nano?

Oppure, aumenterai il passo della tua andatura finora incerta, le consegnerai sicurezza, orgoglio, fierezza?

Pentendotene, probabilmente nello scorrere del tempo e della vita.

La vita che fluisce come un fiume in piena a volte, sempre verso un mare di cui nulla mai saprai, sì… finché al mare arriverai e allora vedrai?

La Via dei Titani è dura, in perenne salita, è lacrime! il tuo sudore, a volte anche del sangue?

Poi, che te ne viene?

Un bel niente.

Certo, in qualcuno potrà indulgere al riso, allo scherno, la voce sulla Via dei Titani.

Fame, solitudine, miseria nel tuo destino! la Via dei Titani.

Forse, di stenti e solo morirai.

Nessuno verrà a piangere sulla tua tomba.

Devi saperlo, devi! onde poter scegliere, con cognizione di causa.

A salvarti forse, finché sei in tempo, salvarti grazie al nano a te dentro.

Ti puoi ancora salvare?

O dirai a te stesso (pure a dirlo al mondo): cazzo! io voglio essere un Titano, il provarci almeno, quale sia la mia sorte.

La percorrerai fino all'ultimo giorno della tua vita la Via dei Titani?

Sì, se ci sei lungo quella via…

Rimorsi? Ripensamenti? Rancori forse, verso questo autore che così ti induce?

La tua vita ai margini o al centro di non si sa che cosa, non ancora.

Bastandoti lo sfoggio del tuo umore balzano, il tuo senso di libertà ancora intatto, per quanto libertà sempre relativa, ti appagherà il procedere al tuo passo e tuo criterio?

Sarà sufficiente al tuo cuore il fatto di riuscire a mantenere quanto da te deciso, la rotta, la direzione?

Sì, le vorresti delle conferme o commenti, invettive sia pure, però a riceverle, sul rigore delle possibili scelte da te fatte, ritrovandoti solo con te stesso in ogni adesso.

Stai camminando la Via dei Titani?

Siine consapevole.

Verrà il giorno in cui non potrai più tornare indietro.

Quali i tuoi pensieri, allora?

Non oggi, allora! quando il fatto sarà fatto, di irrimediabile condizionamento e danno alla tua vita, senza la possibilità di riscatto o di rientro nel dentro-nano.

Stai camminando la Via dei Titani.

Sii chi decidi di essere!

Poiché io autore così lo sono, camminerò idealmente al tuo fianco, cuore nel cuore d’ogni cuore possibile.

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