Io come sono

Pubblicato il 31 marzo 2026 alle ore 15:04

Io come sono

I padri adottivi

 

Padri che a me tanto diedero, quale la loro arte o natura.

 

William Shakespeare, Edgar Allan Poe, Emile Zola (Affaire Dreyfuss), Oscar Wilde,

Ezra Pound (non per il periodo di militanza fascista, citato per il suo prosieguo tra carcere, manicomio e vicissitudini varie con le sue ostinazioni)

James Stewart (soprattutto Mr Smith va a Washington, L’uomo che uccise Liberty Valance, La vita è meravigliosa),

Peter O’Toole (attore preferito – Lawrence d’Arabia, La classe dirigente, Lord Jim, La notte dei generali),

Henry Fonda (con James Stewart) il padre più caro nella memoria del mio cuore,

Charlton Heston, Errol Flynn, Humphrey Bogart, Gary Cooper, Glenn Ford, Jack Lemmon, Gregory Peck, Kirk Douglas, Burt Lancaster, Marlon Brando, Paul Newman, James Coburn, Gene Kelly, Robert Redford, Dustin Hoffman, Al Pacino, Michael Caine, Sidney Poitier, Sean Connery (James Bond non c’entra niente), Steve McQueen, Spencer Tracy, Omar Sharif, Joseph Cotten, Charles Bronson, Danny Kaye, Richard Widmark, Max Von Sydow, Robert Mitchtum, Warren Beatty, Toshiro Mifune, George C. Scott, William Holden, Jack Nicholson, Ben Kingsley, Vincent Price, Christopher Lee, Peter Cushing, Peter Lorre, Basil Rathbone, Muhamad Bakri, Arnon Zadok, Forest Withaker, Alec Guinness, Richard Burton, Tom Courtenay, Jean-Paul Belmondo, Robert Taylor, Donald Sutherland, Richard Harris, Tony Curtis, Nick Nolte,

Franco Nero, Gian Maria Volonté, Tomas Milian, Lee Van Cleef, Giuliano Gemma,

Katharine Hepburn, Bette Davis, Jane Fonda, Sigourney Weaver, Mariangela Melato, Sissy Spacek,

Orson Welles, Stanley Kubrick, Akira Kurosawa, John Huston, John Ford, Frank Capra, Roger Corman, Billy Wilder, Fritz Lang, Alfred Hitchcock, Francois Truffaut,  Joseph Losey, Costa-Gavras, Elio Petri, John Boorman, Ingmar Bergman, Tim Burton, Laurence Olivier, Robert Siodmak, Norman Jewison, Mark Robson, Ernst Lubitsch, Carol Reed, Howard Hawks, Fred Zinnemann, Anthony Mann, Sam Fuller, Robert Aldrich, Sam Peckinpah, Elia Kazan, Robert Rossen, Dalton Trumbo, Luis Bunuel, Charles Laughton, Robert Altman, Alan J. Pakula, Sidney Lumet, Sydney Pollack, Ridley Scott, Richard Lester, Don Siegel, John Frankenheimer, Arthur Penn, Nicholas Ray, Spike Lee, Peter Greenaway (Michael Nyman), Roman Polanski, Francis Ford Coppola, Werner Herzog, Wim Wenders, Oliver Stone, Richard Fleischer, Brian De Palma, Uri Barbash, Jim Jarmusch, Alejandro Jodorowsky, Aki Kaurismaki, Woody Allen,

Sergio Leone, Ennio Morricone, Clint Eastwood,

Tutto il cast (tecnici compresi) del film “L’attimo fuggente”,

Damiano Damiani, Dino Risi, Francesco Rosi, Nanni Moretti, Gillo Pontecorvo,

James T. Kirk, Jean-Luc Picard (estensione ideale a Sisko e Janeway),

John Steed, Emma Peel, Stan Laurel, Oliver Hardy,

Tim Curry, il fantastico tipo di “The Rocky Horror Picture Show”,

Fabrizio De André, Francesco Guccini (una ragazza mi chiese: conosci Guccini? lo cercai e lo adottai), Adriano Celentano, Joan Baez, Edoardo Bennato, Angelo Branduardi, Giorgio Gaber,

Sherlock Homes, Ellery Queen, John Dickson Carr, J. G. Ballard, Robert Sheckley,

Tex, Zagor, Dyland Dog, Martin Mystère, Nathan Never, Legs Weaver, Mister No, Batman, Paperino/Paperinik,

la leggenda arturiana, Camelot, i cavalieri della Tavola Rotonda, la spada nella roccia,

Abraham Lincoln più quale mito che aggancio con la realtà,

Comunque, da tutti i padri: le tracce, la scia, la rotta da seguire nell’immaginario collettivo.

Modelli ed esempi comportamentali, di pensiero, di dirittura morale, di identità.

Nel latitare d’un padre vero, il fatto di avere tutti loro d’Invece, tutta la mia personale vanità.

 

Le influenze

 

Le influenze qui citate, nel Bene e nel Male, quelle che hanno determinato pensiero e scritture, come e perché penso quel che penso, scrivendolo.

I meccanismi psicologici, azioni/reazioni.

Gli stimoli dell’ingranaggio che prende a girare e macinare.

La scintilla della vita sull’immaginazione.

Gli esempi da emulare e quelli da cui fare l’esatto contrario, gli indizi disseminati nella notte collettiva, la rotta suggerita tra la tenebra esistenziale.

Il cinema comunque predominante, il cinema a salvarmi la vita.

Poi, anche lo scrivere, nel prosieguo di vita! tuttavia, se prima il cinema non fosse stato...

Molte influenze non citate per certa gravissima dimenticanza.

Grande sia la suggestione o modesta e relativa, questi i sensi delle sollecitazioni al mio cuore e quale loro conseguenza: fantasia colma di ogni ben di dio e poesia, narrativa, teatro, canzoni, cinema.

Volevo fare il giornalista per cause Bogart, Redford, Hoffman, avevo troppa fantasia!

E poi, colpevole, non ci ho nemmeno provato.

 

   Prima le influenze negative, a contrasto

Adol Hitler (il senso di colpa, l’anelito del fare tutto il contrario),

Bettino Craxi, le Brigate Rosse,

Silvio Berlusconi, perché un altro soggetto, simile a questo, dove lo troviamo? io che lo manderei volentieri a... (se la coscienza lo permettesse, lo voterei pure, per lasciarlo lì, fonte d’ispirazione e pane per la mia indignazione, poi la notte... a chiedermi: ce lo mando?),

Loredana Carrescia (perché a causa sua mi sono licenziato/non proseguito rapporto di lavoro, nel 2001, avendo così tempo per un altro tempo - Sidàilcasosiaioladirettriceora),

George W. Bush e Saddam Hussein (per quello che erano, due poco raccomandabili),

mio padre, perché quello stronzo non c’era, dando spazio e motivazioni a tutti gli altri,

mia madre, perché le andava sempre tutto male, la mia vergogna, il distacco da lei e dalle cose, il voler essere a mia madre il contrario, poi invece in tutto simile a lei.

 

   Le altre influenze

Daniela Messineo di Trieste, Daniela Amenta di Roma, prima di tutto.

Radio Proletaria (oggi Radio Città Aperta), Marisa (ospitale, però esigeva di fare la serva solo per potersene poi lamentare, la sensazione di aver vissuto), l’immaginazione abbandonata a se stessa e paranoia già allora.

Mia madre, la sua testardaggine, il mio lato femminile ora! in nome della madre.

I fili diretti di Radio Radicale, Sergio Stanzani Ghedini, Radio Sherwood,

la solitudine, l’ignoranza, l’indigenza (tutte nella loro relatività),

Fausto Brunello, psichiatra (nel suo non capire un cazzo),

il Bene, il Male e tutte le Vie di Mezzo,

il Tutto, il Nulla e lo Stato di Sospensione,

Cleo, il mio cane (pure Said, tramite Cleo),

Hernan Cortes, Ibn Battuta, la sindrome paranoica,

Associazione Luca Coscioni,

la televisione (pur odiandola, quanti film! e Star Trek),

alcune serate, prima media, vissute dietro Orson Welles (film in televisione, in estate? in collegio una assistente me li lasciava vedere, io e pochi altri),

alcuni sabato notte degli anni ottanta dietro Kurosawa,

quel pazzoide di Enrico Ghezzi (se smettesse l’asincrono, rompe, comunque niente più TV da tredici anni circa),

Schegge certo, pure RAI Stereo Notte,

le colonne sonore cinematografiche tutte (per ragioni sentimentali),

Cassius Clay, Jesse Owens, l’essere un po’ tedesco e un po’ italiano (intimamente),

le copertine de Il Male (giornale satirico fine anni settanta, per quel che ne sentivo in giro),

Marina Fontana (prof di ragioneria), il professore Maion (I media),

Eloisa Milner, Roberto Visentin, Andrea Varisco, Elena Dainese, Sergio Riccobon, i miei datori di lavoro più longevi e tolleranti,

la parlata romana, le espressioni algebriche nel doposcuola in I media (per passatempo),

Venezia, Roma, Trieste, Tarvisio, i collegi del Friuli, i viaggi in treno tra partenza e arrivo, io da solo finalmente! che prima o poi si arriva,

il Rio Bartolo a Tarvisio, mia nonna Silvia Gaspard Schönberg,

la settimana enigmistica, il quotidiano “La Repubblica”,

Che Guevara, Gandhi, Oliver Cromwell, la rivoluzione francese, la guerra per l’indipendenza americana, la sua guerra civile,

Giulio Cesare, Napoleone, Winston Churchill, John F. e Robert Kennedy,

Gesù Cristo (con distacco), più potente Giuda (influendo secondo Norman Jewison e Martin Scorsese),

l’antica Grecia, sua storia e sua mitologia,

la storia di Roma (dalla fondazione alle invasioni barbariche),

Richard Wagner, i Nibelunghi, Friedrich W. Nietzsche (nel saperne poco e pensandoci),

l’Inghilterra e la sua storia, i suoi re (approccio tramite il cinema e Shakespeare),

la Francia e la sua storia (tramite Dumas padre e la Rivoluzione Francese),

gli Stati Uniti e la loro storia (tramite tutti i film della cinematografia U.S.A.),

la religione (tra avversità e qualche successivo interesse, con molto distacco),

la legge, il suo senso, l’istinto legale, la sua intima ricerca,

Will Eisner, Thomas De Quincey, Omero, Dante, Socrate, George Orwell, Pitagora, Galileo Galilei, Niccolò Copernico, Dario Fo, Beppe Grillo,

Cyrano de Bergerac, i cavalieri della Tavola Rotonda, gli Aristogatti,

Paperino per la sua indole, Paperinik per la sua indole,

le tre leggi della robotica di Asimov, i dieci comandamenti,

i cinema Radio, Abbazia, Aldebaran, Vittorio Veneto, Alcione, tutti di Trieste,

i cinema Cristallo, dei Preti, Centrale (tutti a Tarvisio),

René Clair, George Cukor, Richard Brooks, Joseph L. Mankiewicz, Charlie Chaplin, Steven Spielberg, John Badham, Blake Edwards, John Carpenter, Walter Hill, Franklin J. Schaffner, Zhang Yimou, Ang Lee, George A. Romero, David Cronenberg, Mel Brooks,

Claude Chabrol, Jean-Pierre Melville, John Sturges più altri che non ricordo,

Carlo Verdone, Vittorio De Sica, Federico Fellini (non oltre 8 e ½), Dario Argento (i primi anni), Comencini,

John Waine, Jim Hutton, Michael Sarrazin, John Hurt, Rod Steiger, John Malkovich, Dirk Bogarde, Ewan McGregor, James Mason, John Gielgud, Harvey Keitel, Philippe Noiret, Harrison Ford, Christopher Plummer, Tom Hanks, Yul Brynner, John Cassavetes, Jean-Claude Van Damme, Anthony Steffen, Giacomo Rossi Stuart, George Hilton,

Rita Hayworth, Leslie Caron, Lauren Bacall, Judy Davis (su Chopin), Janet Margolin, Gail Russell, Marlène Jobert, Nancy Olson, Irene Papas, Geneviève Bujold, Suzanne Pleshette,

Louis De Funès, Renato Pozzetto, Peter Sellers, Dean Jones, Jerry Lewis, i Monty Python, Gene Wilder,

Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi,

Harry Potter, Mephisto (Klaus Maria Brandauer), il film “Stalker” di Andrej Tarkovskij,

Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger (in un’ottica tutta particolare),

Gene Roddenberry e tutte le serie di Star Trek, tra i miei fondamentali,

in collegio, gli sceneggiati della RAI degli anni settanta (gialli e paranormale compresi),

Alberto Lupo, Luigi Vannucchi, Nando Gazzolo, Tino  Buazzelli, Ugo Pagliai e tutti quanti,

Jack London, Emilio Salgari, Dumas padre, la leggenda di Robin Hood,

Agatha Christie, Edgar Wallace, S. S. Van Dine,

Dashiell Hammett, Raymond Chandler (cause bogartiane soprattutto),

Gianluigi Bonelli, Sergio Bonelli Editore, Asterix, Hanna e Barbera,

Isaac Asimov, Robert Heinlein, James Herbert, James P. Hogan, A. E. Van Vogt, Richard Matheson, Ray Bradbury, John Wyndham, Clifford D. Simak,

gli Urania, i Gialli Mondadori, tutti i prodotti Disney (giornalini, film animati o con persone),

la science fiction, il fantastico, l’horror, la spy story, il giallo ad enigma e l’hard boiled,

Gerard Damiano e Linda Lovelace, i film porno in genere,

la musica degli anni sessanta e settanta in genere (per tanti, conta la musica di quand’eri giovane, se non il bambino),

i Nomadi, i Dik Dik, Lucio Battisti, i Kraftwerk, Franco Battiato, gli Skiantos, Antonello Venditti (gli inizi soprattutto), Caparezza, Jovanotti, Luigi Tenco, Banco del Mutuo Soccorso, Le Orme, Premiata Forneria Marconi, Roberto Vecchioni, Francesco De Gregori, gli Area, Patti Smith,

il folk, la musica rock in genere, il progressive, il punk (alla rinfusa Led Zeppelin, The Who, Pink Floyd, Van Der Graaf, Jethro Tull, Deep Purple, The Doors, i Sex Pistols, CCCP e C.S.I., i Nirvana, Bob Dylan, e troppi tanti altri),

le giornate di pioggia (io al coperto), la malinconia, la poesia sotterranea,

la storia, la leggenda e lo spirito dei samurai, tutto il Giappone (grazie a Kurosawa),

più in generale, i libri celebri di cui solo la nozione, l’interesse e l’invidia per chi li ha scritti, non riuscendo a leggerli e non a scrivere ancora qualcosa d’interessante,

la mia fantasia come illimitata (causa anni 1986-1990), in sospensione tra il Tutto e Nulla ancora, messo in mezzo dal destino, a dovermi arrangiare, costretto a stare a galla, ad inventarmi qualcosa?

Tutti i film che non ho visto o che ricordo male, i libri che non ho letto, i dischi che non ho ascoltato o, se l’ho fatto, canzoni celebri o no, non comprendendone le parole... Lasciato solo con la mia disperazione abbinata ad insolita immaginazione, oggi come?

 

Tutto il mio interesse

 

Il libero pensiero: a letto, fumare sigari a volontà (la porta sul giardino aperta), la radio accesa, block notes accanto e Cleo con la testa sull’incavo delle ginocchia, lanciando l’immaginazione per gli spazi infiniti della mente e lasciarsi andare ad aggregazioni di termini dall’impossibile accostamento, le ipotesi più audaci o più remote, libere speculazioni, la fantasia scatenata e l’animo poetico (altrimenti al computer), quando non intento a lavare i piatti che bisogna essere più sul pratico e guadagnarsi il pane (o carta e penne, la bolletta della luce).

Lo scrivere quale ristretto canale di comunicazione alternativo alla parola parlata.

Partito Radicale Transnazionale/Verdi/Partito Democratico/Socialisti/ Centri Sociali.

Tutti gli argomenti e tutte le ragioni del mondo, l’ambiente su tutti perché è l’argomento che tutte le altre questioni può influenzare, se ambiente alterato.

I problemi in genere, di qualsiasi tipo (mi interessano proprio tutti).

Fumando i sigari, come Sherlock Holmes la pipa, pensarci e pensarci, a pensarci davvero che qualcosa in mente spesso viene (anche quando sto sul piatto, senza poter prendere appunti, solamente dopo).

La legge, il suo rigore, in una visione personale, anche di contrapposizione (per una legge migliore), la poetica del diritto.

Francia, Inghilterra, il Nord dell’Europa, gli U.S.A., il Giappone.

La politica estera, l’Europa, l’ambiente, l’O.N.U., il futuro, il passato (il presente come fosse cangiante?).

Dio, da un punto di vista personale (quale Dio? quale il suo vero nome?)

Nell’ignoranza, tutte le religioni contestando/abbracciando al contempo, con distacco e volto al futuro del genere umano.

Con durezza contestando, con sincerità abbracciando, nel senso della nonconoscenza.

Mia preferenza alle filosofie orientali (Buddismo Zen su tutto, quel poco che ne so).

Le stelle, l’universo oltre l’orbita di Plutone (Alfa e Proxima Centauri).

La filosofia di Star Trek, Gene Roddenberry.

Il sesso quale possibile altra tecnica di alternativa comunicazione, poi la scrittura quale sesso attivo?

L’Internazionale di Milano (dai tempi di Sarti, Burgnich, Facchetti, Corso, Mazzola).

Il cinema, la musica, il teatro, i libri, i fumetti.

Volendo scrivere su tutto, il mio contributo forse potendolo dare?

La fantascienza, il fantastico, l’horror, il giallo, la spy story.

Il mistero in genere.

La pornografia (fino ad un certo punto).

La commedia brillante (preferenze per Billy Wilder, Blake Edwards, Neil Simon).

Personalmente, Billy Wilder il meglio avendolo dato fino a “Stalag 17”, poi benissimo ancora, però tutt’altro Billy Wilder.

Musica rock, etnica, classica, cantautori, blues, folk, country, elettronica, reggae, il punk il preferito perché il più espressivo e sincero.

Le colonne sonore cinematografiche (da ragazzo andavo al cinema con il registratore, facendomi anche di dialoghi).

De André e Guccini più tutti i cantautori,

Qualunque radio è meglio di qualsiasi televisione! Quindi, Virgin Radio (la preferita), Radio Marilù, Radio Birikina, Radio Radicale, RDS, Radio Sherwood, Radio Base – Popolare Network, Rai Radio Uno, Due e Tre, Radio Capital, Radio Montecarlo.

Le squadre di dove ho abitato: Trieste, Roma, Venezia (non Tarvisio, dove sono nato).

Inoltre (per dare un’idea): Parigi, Londra, Glasgow, Dublino, Oslo, Stoccolma, Helsinki, Berlino, Amburgo, Amsterdam, Berna, Praga, Budapest, Copenaghen, precisando: Venezia mi ha proprio rotto le palle! non la sopporto più, non perché la detesti, ma dopo che te ne stai sempre lì, ferie dopo ferie, sia pure a scrivere, qualunque città la odieresti?

A me proprio non piace viaggiare, lo spostarmi, il muovermi, non piace.

Mi angoscia la frenesia del turista, non sono un viaggiatore, mi piace abitare il luogo.

Gradirei andare in una città, starci sei mesi/un anno (scriverci il libro o di più, prepararne altri, per poi andarmene altrove per sei mesi/un anno (a scrivere un altro/altri a idearne), vivendo il luogo non il tempo del turista che fugge.

 

Tutto il mio disinteresse

 

Non proprio quello che detesto che, a volte, pure le vorrei alcune cose, in certi momenti.

Solo quello che, anche lo desiderassi, disperatamente pure volendolo, non farei niente di niente, non una mossa, non un battito di ciglia per procurarmelo, non la spesa di un soldo, di un movimento, di una sia pur minima fatica.

Se poi non ci credete e vi sembra inverosimile, che vi posso dire?

Vaffanculo! indagate sulla mia vita e capirete.

Più che restio, l’odio per la fatica, il disagio tutto interiore, il disprezzo spesso, il pudore, la vergogna?

Su tutto, l’orgoglio che è un Bene ed è un Male, io solo il suo esito.

Del sesso, tutto il mio languore, tuttavia problemi irrisolti con la carne umana.

Vaffanculo! qui di seguito, tutto quello che proprio non mi suona bene.

Di quello che non mi va, quello che al momento mi viene in mente///…

I Soldi, il Successo, il Sesso?

Tutto ad ogni costo, tutto pur di riuscire, Vaffanculo a tutto!

Quello che verrà, verrà, solo secondo mia indole e mie condizioni.

Se proprio niente verrà, significherà che non ho niente da dire?

Nel caso, a farci un pensiero?

I soldi in bigliettoni non vanno bene nemmeno per pulirsi il culo.

Il business, affaticarsi per fare più soldi e più ancora, meglio logorarsi sui versi!

L’apparire… non me ne frega un cazzo di niente, lo scrivere solo, il possibile lettore.

La televisione, pur avendone tre in casa, non sono mie, della persona che abita in una stanza, in affitto, io a tenerne una, non collegata all’antenna, solo per i VHS (TV riconsegnata ai Gaber, non funzionava più il video registratore).

Le auto, non so guidare, nemmeno mi sfiora l’anelito, l’odore delle macchine, la nausea, il mio gradimento per autobus e treni.

Se posso, niente auto per favore (abitando al momento a Venezia?)

Il cibo, quello che capita va bene, sia cattivo o buono, purché commestibile e senza fatica per procuraselo, al bar va benissimo nel caso (sia il pranzo o sia la cena, siano panini o altro).

Le cucine e non solo perché lavoro in una cucina da tanti anni, le cucine temute dall’infanzia.

Le donne che sanno cucinare, evitarle come la peste, non rompete i coglioni.

Le serve, come le chiamava a volte mia nonna per l’abitudine o la terminologia d’un tempo, anche per via dell’arteriosclerosi, non gradisco alcun tipo di serve.

Io che di qualcuno avrei bisogno (mica tanto), se domestica o pulizie o altro, sia almeno pagata bene e non potendolo fare... mi arrangio, senza precisamente arrangiarmi.

Il parlare, il discutere, l’affannarmi nello spiegare... sia mai! e Vaffanculo a tutti! a Marco Giacinto soprattutto.

Non i viaggi, le Maldive o le Bahamas o le montagne non lontano da Venezia.

La bella vita comoda e facile che non fa rabbia, non ispira e non fa arte.

Le ville tipo Arcore o anche molto più moderate (una villetta con giardino per più cani mi andrebbe pure bene, bisognerebbe dar via l’anima per averla?) allora, Vaffanculo!.

Le pulizie di casa, i lavoretti un tempo pure li facevo, (mia nonna in vita) discretamente, da quando scrivo, il disinteresse più totale.

Lo sport attivo, la ginnastica, la corsa per mantenersi in forma (sarebbe alienante).

La fatica fisica in ogni suo genere (non nel mio agio, non nel mio elemento).

Il lusso, il potere, i suoi privilegi, l’apparire ancora, le idiozie.

Bere al bar con qualcuno che poi ti offre a sua volta e... Vaffanculo!

Gli inviti a cena, le cene in compagnia, i party (pure perdite di tempo).

Il Carnevale, il Natale, le feste di compleanno ecc... (deprimenti).

Le barzellette e chi le racconta (sia che siano orribili o buone e mi facciano pure sorridere, le detesto e Vaffanculo!)

L’economia, il mondo del lavoro e correlati tutti, non ne capisco proprio niente per quanto ne scorra a volte le pagine.

La mia casa irritante, insopportabile e detestata (disagio causa anni 1986-1990/1993), ritenendo casa mia il mondo intero.

Non gradisco Venezia perché qui sempre e sempre qui, a scrivere, fossi altrove?

Una casa comunque ci vuole, dove riporre le proprie cose, i libri, i dischi, i DVD, gli appunti, il computer, dove scrivere le proprie cazzate (per vicende risalenti ai mitici anni 1986-1990, abituato a scrivere nei bar di tutta Venezia, negli ultimi anni sul posto di lavoro invece).

Un altro lavoro che non sia lavapiatti (evito di cercarlo, comunque non lo troverei).

Meglio perdere il proprio tempo a scrivere e lì concentrarsi, più possibilità, più speranze, più significativo?

Poi, lavando i piatti in una stramaledetta cucina?

Così detto o così scritto, così a tutto: Vaffanculo!

Nel caso, Vaffanculo alla vita più semplice, più comoda e più facile, fosse pure lussuosa (disgusto).

Quando dico Vaffanculo, intendo il Vaffanculo più crudele, più spietato e più esplicito.

Questo il mio disinteresse, avendo sicuramente tralasciato qualcosa – me ne dispiace.

 

Le mie dipendenze

 

Le personali dipendenze da cui uscirne molto difficile si dice?

Non ci penso a disintossicarmi, lungi da me tale opzione.

Anzi, sarà il caso di sprofondarci ulteriormente.

E lì morire pure, di overdose, l’ambizione dichiarata.

Dipendenze, non nel loro cronologico (non saprei più quale prima e quale dopo), non per importanza (valgono tutte), non per l’effetto che su di me hanno.

Spesso, pure nel latitare, esse sono le mie profonde giornate.

Se latitano, presenti nel gemito che mi percorre di stressante anelito.

 

I sensi di colpa che sempre in ogni occasione utile!

Perché qualsiasi cosa succeda, io l’ipersensibile.

Sensi di colpa durevoli nel tempo (fecondi e produttivi nella loro ansia di riscatto).

L’orgoglio esistenziale.

Il mio cane (Cleo è vita, è lei che mi porta a fare la passeggiata!)

La radio sempre accesa, la TV spenta o mancante.

Il dire di no, irresistibilmente di no, perché?

L’atto dello scrivere (se non si scrive, il tremore d’astinenza interiore?)

Il mondo tutto, nel dover fare qualcosa!

Poi, a cercare le vie contrarie nella propria predisposizione.

Il libero pensiero, la fantasia, la poesia.

Il dolore del mondo! invadente onnipresente che alla coscienza comporta.

La coscienza del mondo, eccola! addentro il proprio rigore morale.

Il fumare sigari che facilitano il pensiero, la concentrazione.

I sigari, il riflettere (dicono l’effetto sia altro, eppure per me è così), grandi idee fumando sigari su sigari, una buona scorta per ogni occasione.

Il cinema di ogni genere e verità, la musica nella sua vastità.

Il Congresso di Budapest 1989 ascoltato per radio.

Budapest 1989 per la consapevole visione delle cose, prima solo abbozzata.

La visione globale, solo un’idea allora, ora fattasi personale d’autore.

 

Io dipendente! e non c’è modo d’uscirne (spero).

Comunque, confido in tutte le mie crisi d’astinenza.

Spesso e volentieri, pure violente nel di loro spessore.

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