Cercasi avvocato idealista

Pubblicato il 20 marzo 2026 alle ore 13:43

Cercasi avvocato idealista

 

Cercasi avvocato idealista, potrei averne necessità, domani o nel tempo che verrà.

Poeta, scrittore, filosofo e Lavapiatti (dentro, tale per sempre, d’orgoglio).

Complesso, intricato, sfaccettato, incasinato.

In perenne contraddizione e pure coerente, nel fondale dei miei fondali.

Molti lo direbbero il mio subire, il non reagire tosto, molto… molto femminile?

Come se femmina fosse termine, principio o forma di passività?

Loro, additando, deridendo forse, chi impegnato nelle sue intime manfrine?

Beh, il lato femminile qui lo evidenzio, tale! e voi che ci potete fare?

Vostra sia ogni impotenza nel dirsi, OK?

Sappiate, in quanto maschio, chiunque a mettermela tranquillamente nel culo, tuttavia il lato mio femminile che non la dà proprio a nessuno.

Forse, non sapreste proprio che cazzo fare, come nel vostro reagire?

Mi avete rotto le simboliche ovaie, sapete.

A volte, mi ritrovo a parlare da solo, imprecando all’invisibile, solo perché sopravvissuto grazie alla grazia del cinema, mutato dentro per caso, per Dio o per destino, perché poi risolvo tutto nello scrivere dannato, ogni cosa poi io a scrivere?

Indigenza, Solitudine e Ignoranza.

Peraltro, di risorse insospettabili, di notevoli complessità, vere, sostenibili ideali risorse.

L’avvocato non posso pagarlo? (non oggi).

Domani, cercandolo idealista, avvocato, a ripagarlo attenendomi rigorosamente a tutto quello che scrivo.

E così sia!

Io non ritratto, non mi ritraggo, non sarò frainteso, io che scrivo e scrivo e mai parlo?

Entrambi il proprio contributo a l’Ideale, ognuno la Sua Parte a dare.

Quello che scrivo, io a farlo! se si può fare, la realtà ad inventare.

Un avvocato non per la mia vita difficile, ai limiti del possibile. 

Un avvocato per sostenere, nel travaglio sostanziale eventuale, le idee e le creature della mia fantasia malata, ossessionata, nel suo camminare per sentieri mai battuti.

Polizia, psichiatri, cuochi e camerieri, uomini di certa fede o vite degli uffici, dei negozi, degli stadi più affollati o della più disperata strada?

Quale sia il momento d’ogni momento…

Tra polizia, psichiatri e assistenti sociali, io a tenerla in pugno la situazione, seguendo il solco profondo della legge, la fantasia nel suo sostanzioso scrivere, forse ne l’agire di tanto scrivere un giorno?

Io con le mie storiche e decennali impossibilità di comunicazione, lo scrivere strenuo imperterrito a parte, io che sono stanco, esausto a volte/spesso.

Così stanco che solo una ulteriore stanchezza saprebbe ritemprarmi?

Io disadattato, asociale, scontroso e controverso.

Quale rapporto col genere umano io abbia intrapreso…

Possibile e fattibile, solo uno inusuale scontro di relazione?

Perché ognuno dovrebbe venire a patti col suo destino e quale il mio?

Non sono nato per dialogare, non per lo spiegare o la pace nel proprio umore.

Tutta la vita spesa a questo evitare, in perenne incessante oscillare tra suicidio e omicidio (metaforici non proprio tanto).

I miei libri, le opere, come fossero i miei figli (la madre ideale Daniela Messineo).

L’umanità quale bambino collettivo?

Potrei essere, per l’ognuno, il figlio di puttana come la sua dolce metà.

Successo, Soldi e Sesso?

Io che li vorrei! sognandoli la notte! poi me ne strafotto.

Bere, mangiare, cagare! solo il necessario, come va va’ e chissenefrega!

Io che la filosofia del diritto non so cosa sia…

Terza media, avrei ipotizzato/fantasticato sulla poetica del diritto, nessuno ancora conosce?

La legge non la conosco, mi guida l’istinto legale.

E come scrivo scrivo, scrivendo la legge forse?

Credo, lo sarei stato un buon avvocato.

Mai avuta la sua ambizione, solo il cinefilo court-room drama nel sangue.

Io e la mia forma mentis (liberale).

Teso a sanare/non lo spezzare, a dare/mai l’arraffare, ad unire/non il dividere.

Io e la Terza Via della Vita.

Cerco un avvocato idealista, per quello che scrivo, per questo libro, per le altre mie scritture, per le mie avventure, se tali lo saranno.

Un avvocato disponibile a le cause perse, una idea che si batta e le vinca.

Questo libro è una causa persa in partenza, stanti le realtà miserrime del genere umano.

Io lo so, forse lo saprete voi, lo sappia l’eventuale avvocato (idealista).

Tuttavia, per fare qualcosa, per ammazzare il tempo, sostituendo o ingannando l’attesa della morte, la vita a questo spesa.

Le cause mi riesce di inventarmele, l’escogitarle, scriverne, non sapendo poi come il porgerle a circuire altri interessati e più andanti cuori.

La mia fantasia, quando mai avrei potuto fare il giornalista?

Poi, teso al proporre e mai l’imporre, discuterne?

A battersi sì, proponendo, solo tramite GFG, l’attenzione su tale proposizione?

Io sono per la rivoluzione interiore e la grande riforma del genere umano, per entrambe.

Sono di indole strettamente neocopernicana.

La Natura al centro d’ogni senso e l’uomo a girarle intorno (non ad imago dei, non il mondo a sua insulsa funzione).

Non la vittoria ad ogni costo, per la grande vittoria o la immane disfatta, qui il mio anelo.

Inferno e Cielo ed Inferno ancora?

Le cause da portare avanti a cuore levato, con rispetto e considerazione qui concessi pure al più avverso detrattore.

Per un altrimenti definibile: non il vincere la partita che quel che conta è solo il risultato, a perderla anche, possibilmente, purché il gioco sia onesto, trasparente, responsabile e coerente con i contenuti dei miei libri tutti.

Lo spirito con cui a giocare la partita della vita.

Una causa vinta senza questi requisiti, una vittoria di merda! quale conquista destinata a non durare nei cuori altrui…

Ne la violenza, l’imposizione, la scorrettezza o le regole non onorate, sì si vince.

Vincendo relativamente.

Ne la legge, la nonviolenza, si prevale quando si prevale, raramente?

Però, tendendo al vincere, se non per sempre, più a lungo almeno.

Teso a morire o nel vivere, secondo le mie condizioni.

I particolari e le regole che saranno dure.

Io non cerco consenso! ottenutolo, a dover sempre dare soddisfazione e seguito al critico senza criterio, per conservare quel consenso?

Con il segreto timore di suscitare disapprovazione e consenso a perdere?

Attenzione, il Vaffanculo è Politico! io a darlo al mondo prima che altri a me in dono, a precedere chi poi a me, lui forse non a tono?

Di battuta non pronta e parola la più difficile, io… dopo, solo dopo, a ribattere, il mio come fosse il vile irrilevante lamento?

Vaffanculo! io lo dico prima a tutti, gli altri poi a dirlo a me.

Se poi uno rimane in linea comunque, interessato come fosse, a lui le mie rose rosse.

Preferisco il dissenso a prescindere.

Io anelo il combattimento.

La solitudine la mia abitudine, il cuore sull’incudine.

Il Vaffanculo Politico sempre.

Per la gloria, per la forza delle regole, per un futuro vivibile, per la GFG, per l’uomo, per la vita, per la Natura, per le probabilità sempre e le possibilità tutte, per la speranza dura a morire, la legge del proprio cuore.

Prima, a rispondere alla nostra coscienza, ognuno (chi lo sa fare e lo fa).

In seconda battuta, alla legge del luogo ove si vive, si lavora o si transita.

Sono ipersensibile, cinico e romantico, sto bene così.

Per questo essere, ho pagato con la mia vita come finora vissuta, ma va bene così, oggi.

Io sono/sarò sempre un Lavapiatti dentro, anche se le dimissioni.

Il Lavapiatti, lavoro che detesto, come le cucine tutte (pure quelle casalinghe), come costretto ne la parte, è con orgoglio e per rivalsa che preciso di essere il Lavapiatti e non il cuoco, non il titolare (come a volte pure si sospetta).

Se non puoi togliertelo di dosso, fanne il tuo punto di forza e di riscossa.

Un Lavapiatti unico a questo mondo.

I problemi sono il mio pane segreto e quotidiano.

Cerco guai, affanni, avventure e disavventure anelo, della mente e del cuore grande.

No a trattative, non compromessi, non oscuri interessi, non i legami che lo strangolano il cuore, il verso suo più libero ed intenso.

Compatto, coeso e coerente (alla sindrome paranoica grazie), per ovviare a le mie stanchezze e la voglia di cedere spesso e del mollare tutto, a risolvere il tutto in un temerario scontro di relazione.

A mutare la disperazione in risorsa, la stanchezza lo straordinario vigore a fare, il disagio perenne ne l’agio solenne, la solitudine dichiarata ne la moltitudine debordante del proprio cuore, questo.

Io, l’amletismo spinto?

Lo sono veramente sovversivo, a le cose come sono e come vanno.

Cercasi avvocato idealista, non a rimediare o ribattere, a difendermi o confondere le acque, affatto.

Un avvocato idealista a sostenermi, invece, con l’esatta conoscenza della legge, delle sue ossa, il suo fluido vitale, la spina dorsale, sempre nei tempi e nei termini d’ogni legge (eventualmente, la legge idealmente contestando).

L’attacco a questo sistema di merda ora che la difesa non è più un problema, eccellendo per condizione morale e rigore del tutto personale.

La legge la intuisco, non la conosco, istinto legale solamente.

La terza media, autodidatta e cultura fatta sui generi letterari più popolari.

GFG; volto a l’interesse generale e lungimirante, non al beneficio personale o immediato, non nel proprio agio o relativo irrilevante benessere.

Detesto il genere umano, forse… da eliminare, dal volto e dal cuore della Terra?

Causa Due Daniela Due, l’uomo lo vorrei pure salvare o contribuire e fare la mia dannata e introversa parte.

Salvare, contribuire… per il genere umano?

Probabilmente, questa la vera coglioneria, la sostanziale fregatura?

Io che porto la morte e comporto la vita…

Perché solo se non lo fai per te, facendolo per tutti, qualcosa a fare che vero fare sia, solo così un senso nel tuo senso?

Se non sapete come uscirne, la bugia migliore, la verità vera la bugia più efficace nel suo dirsi.

Perché io sono in grado di reggere quel che per altri si dice non sostenibile.

Non reggo solo la vita quotidiana, la normalità e le sue banalità, le loro esigenze.

Io che a volte/spesso mi chiedo: chi è che regge Questo Me?

Vado avanti per la mia strada, dovunque porti la strada, in dannata coerenza con tutto quello che scrivo, con la mia problematica coscienza.

Io alle mie condizioni, le mie alternative, la Terza Via della Vita.

Io non dico mai quello che penso, penso sempre tutto quello che scrivo.

Cercasi avvocato idealista del mio cuore, per una comune azione.

A pagarlo con il mio animo, la dedizione alle cause tutte da me impostate o prospettate.

Pure per quelle altrui che già girano e si battono nel mondo.

Io ad onorare ogni parcella o azione, attenendomi strettamente a quanto responsabilmente scritto (che è tanto davvero), forse pure in contanti un giorno.

Verba volant, scripta manent!

In te il problema, in te la soluzione?

Se io sono il problema, in me pure ogni soluzione.

La vita è un fiume che va, procede e corre verso la morte per ogni sorta di sorte in sorte.

Cercasi avvocato idealista per sempre e non d’utilità o d’occasione.

Cercasi un’altra legge del proprio cuore che la legge però la conosca.

Io, istinto legale solamente! non l’attimo giurisprudenziale in me scritto con il fiato preciso.

Siamo orgogliosi del nostro impegno ed eccellenza in ogni aspetto del nostro servizio. Scopri cosa possiamo offrirti e come possiamo contribuire al tuo successo.

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