PARTITO LIBERALE EUROPEO
Il Dichiaramento
Ne l’esplicitato adire, Liberali Europei, di destra, di sinistra, di centro, liberali sì, tali ci presentiamo agli occhi di tutti nei tutti.
Europe, Law, Life e Green! motto solerte che ci regge, stimola e governa, ci suggestiona e non ci abbandona alle umane nostre solitudini.
Oppressi da incombenze del nostro tempo lo siamo, duramente.
La banalità delle realtà quotidiane ci impallidisce senza tregua, nel reagire… noi, come poi?
Europe, Law, Life e Green, a curare depressioni e frustrazioni?
Nonostante ogni nonostante di vita, attività di sorta in sorte, qui siamo quanto presumiamo debba essere il salmo critico d’ogni Ideale: la legge del proprio cuore.
Il poetico sentire individuale nell’intimità, teso a confluire nel Libro della Legge dell’Uomo, uguale per tutti noi.
In tale visione, resistendo alla volgarità dei cospicui interessi di vita di assillo continuo, dello stomaco senza fondo e le tasche sempre le loro esigenze, europeo sentimento lo siamo per vero.
Europe, Law, Life e Green, siamo e saremo quanto oseremo chiedere a noi stessi?
Ideale di vita, vita in quell’Ideale! i sogni dei nostri intimi bisogni oltre il soggettivo relativo del proprio orizzonte.
E nel grande sogno europeo addentro, la possibile convivenza di uomo e ambiente quale urgenza consapevole, razionale e ragionevole, l’alternativa di una speranza fattibile.
Il bisogno di credere in noi stessi, per camminare altrove.
Se la fede in noi dovesse cedere, più non a credere, a tutti voi chiediamo forza, sostegno e fustigazione per le nostre umane e comprensibili/redimibili debolezze.
Vorremmo inorgoglire dinnanzi alla vostra fiducia.
Vorremmo alzarci in piedi dinnanzi alle sfide del destino, pure arrossire, per poi avanzare oltre ogni dire, conseguenti.
Vorremmo donarvi, nutrirvi e saziarvi con le nostre possibilità.
Vorremmo incontrarli, la mano stringere ai nostri peggiori nemici possibili, di questo capace il nostro animo sincero nel pretendersi tale.
Gli avversari più veri e più forti, fieri ad incrociare con loro le lame del nostro non umile sudore, nel discorso d’ogni discorso.
Nonviolenti e mai inerti! di acceso trepido umore piuttosto.
Vorremmo occupare il vostro tempo precario, entusiasmarvi con nitore e lucidità di nostre gesta e proposte, a voi financo le ignote (per ora).
Ne l’epica interiore che in noi vive, oneste, franche, audaci, le più ardue, idee le più appetibili?
Il dubbio vostro se vi sia più cuore o più testa, in Questi Noi.
Vorremmo dire e fare cose a prendervi e stupirvi, indurvi a piangere d’invidia o ridere di scetticismo, l’ansimare poi, il vostro cuore, folle l’inseguimento ai nostri grandi passi dietro?
Noi speriamo sempre nel nostro forsennato aitante vigore.
Vorremmo deporre il nostro umido cuore palpitante ai vostri piedi, a meritare sguardo, rispetto, sorriso, la vostra percettibile carezza al nostro cuore rigoroso, sensibile e balzano.
Europe, Law, Life e Green, le quattro parole magiche del portamento del nostro sentimento di senso.
Siamo somma delle nostre scelte, confluenti in idee d’Europa.
Seducente speranza, la costanza ad irretire altri cuori aderenti?
Siate i convenuti al desco delle meraviglie d’ogni possibilità possibile, da noi detta/indetta per vivibile.
Siamo quel che siamo: esistiamo, resistiamo, consistiamo?
Poi, lo osiamo il nostro agire, lo giochiamo, non solo a dire.
Cuore vostro, a lui lo chiediamo: raccogliete il nostro battito e deponetelo in ogni culla di europeo sentire.
Non ci vogliamo a voi i necessari, non tendiamo a questo, solo il sano suggerirci e proporci liberale, come risponderete voi a questi noi?
Vorremmo suscitare curiosità, attenzione, interesse e ascolto, a seminare poi l’idea e formare il buon raccolto giorno che verrà, se e quando quel giorno sarà.
Europei, vorremmo accelerare il processo interiore e profondo dell’Intima Unione.
Vorremmo spingerlo questo Ideale, dannatamente lo stimolare, sia pure negli incerti o nolenti nel dolente dei momenti.
Siamo cuori europei volti a coesione per unità d’intenti.
Se ci offrirete le vostre maldicenze, non le eviteremo.
Se ci sommergerete di critiche… sì, constateremo.
Se ci porgerete il braccio, non lo rifiuteremo.
Se ci riferirete delle vostre risa, considereremo.
Se ci porterete attenzione, esausti mai lo saremo.
Se ci racconterete in giro, vi ringrazieremo.
Se ci porgerete i vostri versi, ne ascolteremo le grazie.
Se ci donerete i vostri petali, ebbene! li conteremo.
Se canterete il nostro essere, esiteremo per timido rossore?
Poi, a danzare con voi, ai sensi del nostro inesorabile evolvere.
Siamo quel che siamo, quanto siamo stati in altre vite e tutto quel che ancora saremo.
Nel vostro cuore lo siamo! noi dentro di voi, da qualche parte?
Siamo d’impaziente attesa che lo bussiate alla nostra porta.
Siamo problemi e soluzioni, possibilità nelle probabilità.
In noi stessi crediamo, se per stanchezza o disillusione la Fede dovesse vacillare, aperti ancora imploriamo: il nostro animo a dovere schiaffeggiate, svegliateci! se opportuno lo ritenete.
Sferzateci affinché, rinfrancati, ci si possa rialzare, con voi accanto il più duro implacabile del camminare.
Nel vostro sguardo ci riponiamo, giudicateci! se di dubbi persistenti vivete, non desistete, l’approfondire sia chiara facoltà nei diritti e le coscienze tutte.
Se l’orizzonte è lontano, pure si dice il principio d’ogni indizio di grida ai volti del domani, siamo tutti nel nostro destino.
Poi, tutto potrà sapere di inevitabile se l’indomabile cuore oltre l’ostacolo lo si vuole, a lui appresso pure l’umano iniziale scetticismo, in seguito a rudimento e libero convincimento.
Venezia 23/1/04 – Dotazione 14/ 8, S. Elena.
Nota.
Il testo ispirato da un momento de “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare.
Il monologo di Shylock, il punto ripreso da Ernst Lubitsch nel film “Vogliamo vivere!”, del 1942 (lo spunto vero del testo).
Aggiungi commento
Commenti