La Dichiarazione d’Intenti
Etemenanki//
Più spirito e meno religione! nella notte del cuore spesso grida un senso che Dio anela e mai lo trova.
Il caos della creazione vive in ogni vitale autore?
Dio, la grande avventura di imperscrutabile umore.
Tenebre, il buco nero, mistero! (nel mio pensiero almeno)
Secondo me, non occorrono grandi chiese, parole grosse o frasi intonate, non i sacri arredi, non i pentimenti per pronti sconti di pena tramite patteggiamento, non principi i più ostentati, non se poi l’ipocrisia ci svende in un vile espediente.
Mi basta e conforta i sensi il mio Cuore Grande Grande Grande o Dio che non ci sei.
Non ai versi miei, mi sento solo!
Chiunque e dovunque Tu sia, quale la dura strada per a te arrivare, idealmente mano nella mano e…
Lontano l’andare, le distanti stelle nell’universo?
Noi d’aneliti, le stelle in attesa dei nostri dirimenti.
Noi inchiodati su questa zolla di terra per il peso da obeso del proprio ego?
Assoluto relativo, il colpevole più assurdo vive nel cuore del mio cuore: cuore/amore/dolore, così nella cosmica solitudine, l’abitudine.
Il cuore tutto sull’incudine.
Dimmi, la Tua identità è forse il respiro dell’universo?
Nella lunga notte dell’umanità addentro, d’ogni solitario cuore la notte, il cammino dell’umano genere?
Ditelo voi come! qui, io sono come sono.
Nel Territorio detto senza fine (l’anima), una legge che ci tenga insieme, una regola che ci regga, il Padre Nostro cercando.
Fondamentalismi d’ogni Fede o fatidico credo politico nel proprio ceto, d’ogni interesse costituiti e coalizzati nel sovente, il loro relativo particolare ad imporsi sul carattere della visione globale che tutto e tutti quanti comprende?
Particolare per particolare, mi ci metto io come sono! puntando al malato generale che veramente sta male, cerco il senso del totale, non facile lo sguardo, come fosse dalla luna?
Impeti di rifondazione umana, in chiave arcana.
Chi siamo? Da dove veniamo noi? Dove cazzo andando?
Del sogno, dell’incubo o dell’uomo soltanto?
Nel lungo cammino, la Fede che aderire voglia, aderisca! aderendo però di proposta, mai per imposizione, quale sia la suggestione all’arcione del suo dettato, pure spietato.
A proporre, tali cuori sì volti ad ogni altro cuore e mai ad imporre che… ‘sto cazzo!
Sappiate, fosse pure l’Atteso da tanto, fosse bello e forte? Condivisibile? Se imposto… Ecco, manco morto!
O Padre, noi cuori dolenti, ci riconosciamo nel sofferto Cerchio della Vita, sofferto perché travagliato.
Ogni cuore lungo la sua linea come circolare, in orbita, convergente eppure egualmente distante a quel senso.
Non privilegi, preferenze, sconti o precedenze: siamo alla medesima stregua, i brutti e cattivi solo i più appetibili?
Uomini d’altra onorevole Fede, in brama e trama d’altra più favorevole distanza, pure loro lungo il Cerchio della Vita che Dio è mistero, come pure è l’Uragano ai sensi dell’uomo.
Poi, sincero io lo sono nel mio.
In propria morte solo, il cadere del velo ultimo?
Perché, per conoscere… davvero il morire necessita.
Oh sogno dei miei bisogni, sogna i tuoi sogni.
La nonconoscenza, sia la nostra arma aperta e leale contro l’imponibile d’ogni superbo e più arrogante orgoglio di questo mondo.
Dio, giusto per precisare.
Ehi, non solo Dio! lo scibile umano, senza eccezioni.
O infinito animi, di diversi versi spasimi?
Siamo sotto l’unico cielo, pure sulla medesima barca (se meglio s’intende) che imbarca acqua, addentro la tempesta a dirsi ne la intemperie perfetta.
La Fede è nella speranza del Fare, mossi/smossi/scossi in conclamata Disperanza.
Il Libro aperto noi siamo, da chiudere presto presto o tutto da scrivere ancora, come fosse intonso?
Il toccare Dio con un dito? La prova provata di Dio?
Del biblico Nimrod, ne prendo l’anelito, l’oltraggio.
In verità, sono ancora lo stelo che a stento regge se stesso, il dolore indicibile del mondo, proprio non sapendo come riesca a sostenere tanto, fino a quando, fino a dove e come?
Il sogno di altro ulteriore verso: d’un Dio che finalmente parli al nostro cuore solitario, di un Dio che lo faccia senza usufruire di deleghe o terzi altri, noi ne l’incrollabile rango della speranza?
Si intenda, sempre ne la Disperanza! il sospetto duro sì, dell’aspettare invano.
Aiutati che Dio t’aiuta! così si scrive e si procede.
Se Dio poi non si facesse vivo, perlomeno saremo Noi!
Se la religione si impone, lo spirito si propone.
L’idea di Spartaco può più dello stesso Spartaco?
Non il vile Paradiso poi, Noi ora.
“In ogni vero cuore, dormono, aspettano le audaci chiavi dell’universo?
Devi solo svegliarti, alzarti, prenderle e…
Il vivere tuo diverso, non più allo sbando, non alla cieca, non a tentoni o in ginocchio, alta la testa, il cuore che si appresta.”
Etemenanki! la fatica della sfida, poi animo di ricerca.
Nimrod, lo salire talmente in alto, l’umile orgoglio nel verso del poeta che Dio cerca, anela e mai lo trova.
Nota dell’autore.
Etemenanki è l’antico nome della Torre di Babele.
Secondo la Bibbia, Nimrod colui che la fece costruire.
Lo stato delle cose dell’uomo oggi
Niente è nostro per sempre, niente è perduto per sempre
1) Tutto è soggettivo, tutto è relativo.
Lo è Dio, lo è l’uomo!
Lo siano fino a contraria prova provata, con rigore.
2) Dio potrebbe esserlo Natura, nel respiro dell’universo.
Se vi sia un Dio a confutazione, si presenti Lui, si dica.
3) Se l’uomo è il problema, nell’uomo pure la soluzione.
4) La crescita, l’espansione, lo sviluppo! non sono il canto infinito.
La visione globale sia la chiave di imprescindibile lettura.
5) La Terra è il sistema chiuso, limitato.
Risorse, nuova vita e speranza sono disponibili al di là dell’orbita di Plutone, il cammino tra le stelle.
6) Non il denaro, non il potere! in loro non la forza.
Il cuore dell’uomo piuttosto, poesia/fantasia/rigore morale.
7) Non la volontà di potenza, Volontà di Coscienza! pure d’urgenza.
La Magia del Fare per qualcosa che Vero Fare lo sia.
8) L’ostacolo, il muro a te innanzi, il vicolo cieco?
Come l’andare avanti, come poterne uscire?
La forza eversiva della vita il sollecito stimolo.
Lo scalare di uno o più gradini la vita, è un senso di evoluzione.
9) A sanare/non lo spezzare, unire/mai il dividere, a dare/non lo squallido arraffare: la nuova stagione dell’amore?
10) Chi cerca la morte forse anela alla vita.
Cos’è la vita e cosa la morte?
Siamo tentativi di risposte prive delle giuste domande.
S.O.S. Pianeta Terra! risponderà forte l’EcoSapiens?
Nessun Luogo, Dotazione 14/8 – S. Elena 18/11/2013.
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