Il Manifesto della Responsabilità

Pubblicato il 18 aprile 2026 alle ore 13:49

Il Manifesto della Responsabilità

 

Libertà che sia libera! ad una giusta condizione morale

 

O cuore, l’immaginario collettivo al di sopra di me fluttuante in tutte le sue istanze?

La legge morale a me dentro, tutta personale, pure niente male.

O destino! chi sono io in queste mie mutande?

Là dove fluiscono della Vita di tutte le Vite le trame, a scrivere oltre le mie non irriducibili paure.

Nel dire/nel fare, lo scrivere! le responsabilità che sono nostre.

In cammino o destino, io verso il proprio mattino.

E che la Responsabilità sia con me, tutta! senza nulla obliare.

 

   O Responsabile Ignoto!

Ti cerco/ti anelo tra la bruma di ogni Responsabilità elusa, paventata o financo sconosciuta ancora a questa distante e fatale aurora, che altro abbiamo a reggere membra, senso e cuore, ne l’affranto, se non la Responsabilità di tutte le cose?

   O Voce, che altro?

Amore, speranza, pura ostinazione, follia, Responsabilità e che altro?

Ne la Disperanza d’una rima altrui al nostro cuore in suo umore.

Le cose come sono e come vanno, di merda decisamente.

Comunque responsabili, noi ne le nostre immagini d’autore.

“Che c’entro io? Che cazzo vuoi da me?”

Il senso di Responsabilità, questo e non altro da ogni intimo sensore.

La Responsabilità che la Legge precede, prevede e prescrive all’uomo, in sue attonite rime, il bene più Bene e più caro con la Legge che poi ci scrive dentro e, uomini, ci redige alle nostre vite.

 

   O Libertà!

Il verso cui sacrificare le libere ore, notti insonni e meditabonde giornate.

Il senso libero cui cantare il proprio sangue, la sostenibile vita?

Poi li sento ai bar della vita, scendono dai giornali, urlano le loro strade “Io faccio quel che cazzo mi pare! nessuno mi comanda!”

Conto rendendo solo alle proprie voglie, ambizioni e pretese più idiote o più folli?

La Responsabilità non sapendo se sia un libro di elevato tenore, un bene intimo, un cappotto ruvido o stracciata carta da culo?

Non c’è vera Libertà priva di oneri e Responsabilità, non c’è.

 

   O Responsabile Ignoto!

Sospiro per te là dove tanto si pare come ad irresponsabilità illimitata, senza tregua o linea di contenimento.

E’ il costo della Democrazia questa pena da sopportare, il cuore ch’è nostro a compensare i coglioni senza coglioni?

   Vaffanculo!

Certo, siamo liberi di immaginare e pensare quello che ci pare.

Il dire/il fare, lo scrivere! ne l’Ideale più ideale, raccomandazione: la mia Libertà finisce dove inizia la tua! (Martin Luther King)

Libertà, parola, bene o concetto, con cui giocherellare a libero irresponsabile piacimento?

Chi la pronuncia o così la comporta, una parolaccia come fosse?

La sua personale inconsapevole irredimibile lurida barzelletta?

“Io faccio quello che mi pare! nessuno mi dà ordini!”

Il metaforico scorreggione, impudico, autentico cafone?

Il buco del culo che con la libertà suole pulirsi da tutte le proprie intime meraviglie?

Come pure vivono persone disposte a fondare partiti, movimenti o fazioni, sulla libertà a fondare, non conseguente il loro senso di responsabilità, come bloccati/imbarazzati, alle soglie della coscienza del mondo.

“La mia libertà finisce dove inizia la tua!” da qui non si transige.

Chi non sa che farsene di tanta libertà, smidollato, barcollante ad ogni lieve brezza di vento morale, come intontito da tanto bene più Bene?

Libertà non libera, incontrollata, di consapevolezza priva.

Di noia, il peso a gravare sulla inconsistente spina dorsale, sassi sulle auto, danni ai beni materiali altrui o comuni, così in libera irresponsabile uscita alla vita, l’uomo legale infranto dentro da ogni se stesso privo di centro focale.

Senza regole, privi di stipiti o ignobili d’animo gli indirizzi, di troppa libertà si muore dentro, nella libertà di essere come ci si vuole e non sapere chi e come?

Libertà accoppiata con Responsabilità sempre lo sia, nel midollo delle ossa.

Accada quel che accada, sia pure sofferente, il senso dentro vincente?

Vada come vada, l’unione dentro per ogni comburente.

I doveri a fianco dei diritti sempre, il camminare a testa alta.

Libertà senza Responsabilità non è vera autentica libertà, non la bella fulgida fatica.

 

Il dolore del mondo/la coscienza del mondo.

Se disperatamente frughi la tua vita cercando qualcosa a reggerti in piedi, di spina dorsale carente, ne l’abisso incontrerai chi comunque troverai, là dove mai sei stato?

La Responsabilità di ogni Responsabilità la vita te la reggerà allora.

Il Gioco del Mondo/il profondo dell’interiore vagabondo.

Tenendo presente che se l’ignoranza ci scusa, non ci esime, né ci assolve.

Chi sa di sapere, più di altri sia il Responsabile d’ogni questione in essere, nell’argomento.

La Responsabilità d’ogni Responsabilità sia con me, in me.

Stampella ideale per questo cuore teso all’ineccepibile, il corpo consumato come fosse?

 

Io sono la coscienza che le sue Responsabilità le ammette, le accetta, d’altre pure ne fa incetta.

Stato d’animo per camminare diritto e forte lungo la sua via.

Responsabilità, il tono più alto e più aggraziato, per quanto di libertà sofferta, al nostro cuore recato.

Libertà con Responsabilità, la maledetta giusta condizione morale.

L’accoppiata degli dei! e tu, ci sei?

La Democrazia è la madre di tutte le possibilità.

Liberté, Fraternité, Responsabilité, ecco ogni perché.

 

Venezia, Dotazione 14/ 8 – S.Elena 9/8/2011.

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