Consiglio Generale della Fede
Lo Statuto
1) Chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo?
Mussulmani, cattolici, protestanti o altra Fede in corso, siamo cuori, quale il Nome del Suo Cuore in noi a dirsi, sensi alla bisognosa e disperata ricerca di luce.
La tenebra esistenziale a noi dentro dimora.
Nella notte del cuore, nel cuore delle nostre notti, nella già lunga e protratta notte dell’umanità, siamo dei versi alla Sua imperterrita ricerca, Dio delle nostre somme.
Perché il cammino è speranza e speranza già è luce.
2) Guerre e battaglie e sangue e morte in ogni direzione?
La storia nella memoria del genere umano.
L’orgoglio della propria Fede, il credo come fosse una spada e non la tesa mano?
Si brontola e si impreca, lo si interroga il silenzio di Dio.
Silenzio, forse dobbiamo rispondere noi! (Ermanno Olmi)
Uomini teso ad unire, mano nella mano il genere umano.
3) Noi tutti, ad essere quale singolare granello di sabbia da ignoto, da universo, i circondati, in tale insieme compresi, mai dal Tutto gli assediati.
La nonconoscenza, la filosofia a dichiarare, certificare, possibilmente a dirimere la nostra ignoranza.
Se i nostri dei possono (e riescono) a dividerci, a scatenare tra di noi la violenza, la sopraffazione nel suo ulteriore frutto, sia la nonconoscenza a legarci di ideale unione.
4) L’uomo ad immagine di Dio, in tanti lo si dice?
Le Fedi a ribadire la propria verità, nei secoli, loro a sopprimere o sradicare le confutazioni?
Quanto sangue nella storia dell’uomo, in nome di Dio!
Se non ci sono prove dell’esistenza di Dio, che reggano in tribunale, non ci sono neanche per il convincimento contrario (a parte il silenzio, la latitanza).
Allora, la Natura quale dono di Dio, nella sua più generale manifestazione, la Natura stessa come fosse il senso di Dio: per preciso, per esteso, per inteso.
La Nuova Stagione dell’Amore, ai sensi del mondo.
5) Noi Fedi, qui idealmente riunite, ci diciamo ognuna come siamo, la Verità in cui crediamo! come pure di rispetto e considerazione nel nostro (si spera reciproco) volgersi a tutte le altre Verità.
Noi tendiamo alla coabitazione con ogni cuore possibile.
Se quali Fedi vorremmo imporre le nostre Verità, a risolvere ogni insorgente conflittualità, la nonconoscenza sarà a dare a Noi Fedi Tutte l’attesa misura nel nostro essere umani.
6) Sia degna di attenzione la verità, purché non tesa ad indurre altri in sua soggezione: il dominio dell’uomo sull’animo altrui.
Sia degna di attenzione la verità, purché non tesa a lucrare sulla Fede: lo sfruttamento dell’animo altrui.
Sia degna di attenzione la verità, purché non lei folle o preda di deliri mistici in non rara sorte, questo, anche se solo alla ricerca di compagnia (chi nel come a dirsi in Lei).
7) Per altra Fede che volesse qui aderire, consistere e coesistere, saremo impossibilitati nel dire “No, tu no!”, quale possa essere il motivo o l’argomentazione della sensibile ostilità ad un altrui a Noi avvicinarsi.
No tu no! proprio non lo possiamo dire, riservandoci di farlo, nel nostro pieno diritto, in evidenziati casi di cui al punto Sei.
8) Nel senso del concilismo, dello spirito suo dell’indurci a convivenza, bollente ma leale convivenza in globale considerazione, Noi qui Fedi non possiamo non ammettere come termini quali “Storia delle religioni” e “Scienze mistiche” più senso possano consegnare a l’adolescente scolastico, più di una Fede sentita per assoluto.
9) Noi Fedi qui riunite, Noi nel nostro credo! da ciascuna Fede aderente, ammettiamo e diciamo al mondo: il nome del Suo Nome conta, importa e vale, è significato.
Tuttavia, l’antica perdurante rivalità tra le Fedi, ognuna a difendere o imporre l’orgoglio del Suo Esatto Nome, non può squalificare una verità vera ed eloquente: lo spirito dell’uomo, se retto si dice, buono, saggio e coerente si dice, non può essere additato con ostilità solo perché il suo spirito a Dio sì si volge, verso Altro Nome per diverse armonie, pure simili le armonie, ma diverse! e allora?
10) Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?
Nel nostro cuore, le inaudite risorse sempre! solo che le si voglia cercare, a scavare nel profondo del nostro cuore.
L’uomo alla perenne ricerca di nuovi sensi di vita, di stanze ignote alla cui porta bussare, eventualmente ad entrare, l’uomo di fame e sete interiori che insoddisfatte… Quale uomo sarà domani, alle porte dell’universo?
Treno Venezia – Roma Termini 10/1/2011.
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