Il quadro
Ballano le ore della notte, ballano
in questo cupo profondo
che sento il peso del mondo
gravare sul cuore, la Notte ospitale.
Come lupo o fantasma,
una sirena in laguna si alza?
Sento un roditore scavare, nel cuore,
anelando risposta che non vive.
Echi d'ossa in romitaggio
e facce! facce appese nel vuoto
fissarmi, loro accigliate.
Il passato che rientra nel gioco?
Dopo, uno scricchiolio si leva e...
- C'è qualcuno? - domando.
- Qualcuno, per favore? – sperando.
Questa notte del Bene e del Male che si leva
nel crescendo d'intimo terrore.
Il topo scava, scava ancora
nella mia anima.
Ha fame! pretende un dire acconcio
atto a spiegare, come se fosse
possibile spiegare? Come se fosse!
Sono solo e sono sudato,
le ore si passano il testimone,
le ombre inducono in tentazione
che non lo sono solo, solo mai?
Se vive angustia ne l’occupare le mie ore...
Impassibili, le facce sono a tono?
Le facce lo prendono il volo,
lo scricchiolio è esausto,
qualcuno bussa al mio cuore:
- Chi è? - dico. - Non ho niente per te!
“Nessuno!” risponde, senza clamore,
premuroso, un pensiero che non è un dottore.
Neanche un amore platonico, neanche.
Ecco il quadro della situazione.
Così, lo appendo in posizione centrale
affinché possa farmi del male.
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