Sinossi
Il soggetto è la versione di Cenerentola (riferimento Walt Disney 1950) adattata a dei cani (pastori tedeschi).
Canerentola? Ispirazione cambiando la E in A, poi l’idea di farne un soggetto.
Titolo alternativo “Canere”, i nomi dei cani devono essere brevi e potrebbe andare bene Canere.
In un film Leslie Caron veniva chiamata Cenere (suppongo Lili il nome, Cenere il soprannome, non ricordo), credo proprio alludendo a Cenerentola, la trama del film non avendo tale personaggio.
Cenere/Canere, credo possa funzionare, affezionato così io per l’ispirazione dal cambio di una vocale.
Cenere, il film era “Lili”, del 1953, con Mel Ferrer, più burattini.
La Caron ha effettivamente fatto poi una versione di Cenerentola (La scarpetta di vetro, del 1955, con Michael Wilding, film mai visto).
Se si può fare una Cenerentola con dei cani, il titolo “Canere”, proseguo.
Il film sarebbe di animazione, anche con personaggi umani veri.
Soggetto cinematografico/// Canerentola/// titolo alternativo “Canere”
INTRODUZIONE/// a seguire la TRAMA, in allegato TRACCE CANZONI.
Il soggetto è la versione di Cenerentola (riferimento Walt Disney 1950) adattata a dei cani (pastori tedeschi).
Canerentola? Ispirazione cambiando la E in A, poi l’idea di farne un soggetto.
Titolo alternativo “Canere”, i nomi dei cani devono essere brevi e potrebbe andare bene Canere.
In un film Leslie Caron veniva chiamata Cenere (suppongo Lili il nome, Cenere il soprannome, non ricordo), credo proprio alludendo a Cenerentola, la trama del film non avendo tale personaggio.
Cenere/Canere, credo possa funzionare, affezionato così io per l’ispirazione dal cambio di una vocale.
Cenere, il film era “Lili”, del 1953, con Mel Ferrer, più burattini.
La Caron ha effettivamente fatto poi una versione di Cenerentola (La scarpetta di vetro, del 1955, con Michael Wilding, film mai visto).
Se si può fare una Cenerentola con dei cani, il titolo “Canere”, proseguo.
Il film sarebbe di animazione, anche con personaggi umani veri.
Ormai ne hanno fatti tanti, il primo del genere credo sia stato “Chi ha incastrato Roger Rabbit?” di Robert Zemeckis, se non il primo, tale nell’adottare nuove tecniche .
Per i fatti straordinari del film, è una favola, attenendosi a Cenerentola.
Per l’esattezza, una favola con delle canzoni, possibilmente rockeggianti, non scrivo i testi delle canzoni perché il film dovrebbe essere in inglese, quindi anche le canzoni, il mio inglese è quello scolastico di 35/40 anni fa.
In allegato al soggetto ci sono le tracce (parole, argomenti o suggestioni) in italiano, qualcuno a scrivere le canzoni in inglese su tali tracce (se vanno bene, se funzionano).
Contrariamente ad altri film, forse si dovrebbe differenziare il linguaggio.
I cani e altri animali parlano l’inglese, gli umani l’esperanto con la sovrascritta a tradurre le parole, se non va bene, tutti a parlare in inglese?
Parlato in inglese, ambientazione in Italia o altro paese europeo (io ho scelto l’Italia).
Albino Nicolosi, brav’uomo, ha una femmina di pastore tedesco ancora cucciola, Canere, d’amore e d’accordo.
Poi si sposa con Rosella che ha due femmine, sempre di pastore tedesco.
I cani sembrano andare d’accordo quando c’è Albino, quando manca, Raffa e Asia (Genoveffa e Anastasia in Walt Disney), le rubano il cibo dalla ciotola ecc… Le due hanno tre anni e sono già adulte, Canere solo un anno e mezzo e deve subire, anche perché di carattere più dolce, meno aggressivo.
Trova conforto in Sabi il gatto (che in Walt Disney era Lucifero, cattivo) e gli animali del bosco, più due topini di casa (Albino abita in periferia, al limitare di un bosco).
Albino muore, Rosella, Raffa e Asia fanno quello che vogliono, con Sabi e Canere ora relegati in giardino, esclusi dalla casa.
Sonny, pastore tedesco a sua volta, ha per riferimento Giuliano Sarti, artista molto ricco con una villa il cui giardino sembra un parco.
Niente re, principi azzurri, solo umani nella nostra moderna marcia società, tuttavia una favola a lieto fine.
Giuliano, volendo accoppiare Sonny, non per fare dei cuccioli, per la vita (è una favola), per la compagnia mentre lui è assente in tournée, sparge la voce di un invito a casa sua, un giorno definito, di tutti i pastori tedeschi femmina della provincia, Sonny sceglierà la sua preferita.
Per attenersi alla favola (e complicare o mettere a posto la trama), i pastori tedeschi avranno un abitino, tipo impermeabile o cappottino per i nostri cani.
Importante, i cani del film camminano tutti a quattro zampe.
Da parte di Giuliano, richiesta una maschera che lasci libero naso e bocca, Sonny si lascerà guidare dall’olfatto annusando naso e corpo altrui, senza lasciarsi ingannare dalla bellezza.
Alla festa/incontro, le femmine, competitive, abbaiano tra loro, come logico, poi fanno silenzio quando entra in scena Sonny, devono essere brave e non fare casino.
Rosella non porta Canere all’incontro, lasciandola in giardino, niente fate, ci penseranno gli animali del bosco con l’aiuto di Jacobi, il domestico di casa, assunto da Rosella che odia fare da sola e ama essere servita.
Jacobi simpatizza subito con Canere, poi le darà una mano.
La trama a seguire è quella di Cenerentola adattata a dei cani.
Il Primo Cane allude a Dio, Dio secondo i cani.
Come animale la scelta del cane perché io ne ho uno, l’animale che conosco meglio (a parte l’uomo).
A volte, in sonoro gli uccelli, anche il vero cinguettio, quale la specie.
La TRAMA.
Albino Nicolosi è un medio borghese che se la passa bene, scrittore, solitario, abita in estrema periferia, al limitare di un bosco. Ha una femmina di pastore tedesco per compagna, ancora cucciola (quasi un anno), che gli riempie già la vita, più un gatto, Sabi, però cerca una moglie: si affida ad una agenzia matrimoniale “Affinità convergenti”.
Ci sono dei topi Ian e Rudy che vanno d’accordo col gatto Sabi, tutti amici di Canere.
Anche gli animali del bosco vicino, tanti gli uccelli, due daini, sono amici di Canere.
Su queste scene idilliache la canzone Armonia (di cui le tracce alla fine).
Tra le tante presentazioni di nominativi e facce fatte dall’agenzia, Albino rimane colpito da Rosella Germaine che abita nella stessa città, lavora nell’alta moda, sembra la donna adatta ad Albino, ha due femmine di pastore tedesco, di tre anni entrambe, sorelle, potranno coesistere con Canere?
Ora, Sonny in scena col suo uomo, Giuliano Sarti, magnifico maschio di pastore tedesco, scene di vita di Sonny, è il principe azzurro della storia per Canere.
Albino e Rosella si incontrano, si piacciono, si accettano come sono e si mettono a vivere insieme nella casa di lui, più grande, a contatto con la natura, lei aveva una casa piccola presa com’era dal lavoro.
Non è vero amore, si piacciono e basta, entrambi volevano un compagno/a.
I due si sposano dopo qualche mese.
I cani di lei, Raffa e Asia, non ringhiano contro Canere come fanno molte femmine contro loro pari, però si comportano in modo arrogante quando Albino non le vede.
Canere che, avendo due anni di meno, mite di carattere, non abituata ai soprusi avendo sempre vissuto in armonia vicino al bosco, non riesce a ribattere o contrattaccare le due femmine di Rosella in modo adeguato.
A volte, Canere si ribella, però quando le altre due alzano la voce, non trovando le parole giuste, costretta a tacere e subire.
Anche Sabi, il gatto di Albino, non se la passa bene, malsopportato, spesso si nasconde quando appaiono Raffa e Asia, ha timore di loro. Però ha Canere e si consolano insieme, poi ci sono gli animali del bosco.
Rosella non ha molta simpatia per Canere e Sabi, non fa mai loro una carezza.
Albino adorava i suoi due compagni di vita animale, trascurandoli un po’ ora che c’è Rosella che ha preso a lavorare anche da casa, via internet, non volendo Canere e Sabi tra i piedi, solo Raffa e Asia.
Albino un po’ sopporta la situazione per quieto vivere, d’altra parte se ne accorge appena.
Canere si sente abbandonata a se stessa, Sabi che da gatto considerava la casa di Albino il suo regno, sente come degli intrusi i nuovi arrivati.
Albino porta fuori Canere separatamente da Rosella con Raffa e Asia, comunque c’è il giardino recintato, abitato da Canere soprattutto, prima per gli animali del bosco, ora anche per fuggire Raffa e Asia, dormendo poi in casa.
Rosella è un tipo che pensa molto ai soldi, a guadagnare, a farne sempre di più.
E’ Rosella a dare da mangiare a tutti, la ciotola di Canere svuotata spesso dalle altre due femmine, Sabi ha il suo cibo altrove, almeno lui può mangiare in santa pace, talvolta dando il suo pasto da gatto a Canere che soffre la fame.
Canere si sente sempre più abbandonata da Albino, priva delle solite dimostrazioni di affetto.
Rosella ha assunto un domestico, Jacobi, di origini polacche, odia i lavori domestici, in questo prima era trasandata, ora il domestico, contento anche Albino.
Ci sono anche i topi Ian e Rudy, protetti da Sabi, cui Raffa e Asia danno spesso la caccia, senza riuscire a prenderli.
Albino muore di infarto.
Rosella non soffre neanche tanto, è di nuovo sola (con Raffa e Asia), però padrona di una casa più grande dove fare il bello e cattivo tempo.
Canere e Sabi vengono definitivamente sfrattati da casa, confinati nel giardino dove si adattano alla meglio, soffrendo per la situazione (il giardino è grande, ma è diventato tutto il loro mondo).
Tuttavia sono felici quando vengono a trovarli gli animali del bosco, due daini e tanti uccelli, di ogni genere.
Lo svegliarsi al mattino al cinguettio degli uccelli, in casa attutito dalle finestre chiuse, è una gioia immensa che scalda il cuore, poi magari si torna a dormire perché ancora assonnati?
Lo svegliarsi al mattino con il bosco nel cuore.
Qui, una scena di Sabi e Canere addossati l’uno all’altro, dormono, se piove sotto la tettoia, scena in cui sta per affacciarsi l’alba, gli uccelli del bosco cinguettano da un po’, Canere si sveglia, gli occhi assonnati, sente gli uccelli, sorride, viene proprio l’alba, Canere si rimette a dormire ancora per un po’, sognando di volare con gli altri uccelli, volando verso Albino di nuovo presente.
Questa scena elaborata, immagini ad un certo punto su musica “Il mattino” di Grieg, sentita per la prima volta con pubblicità televisiva dell’olio Sasso, negli anni sessanta. Nel film, il pezzo non per intero, però accompagnato dal cinguettio degli uccelli.
Scena di Sonny con Giuliano Sarti, mentre giocano assieme.
Canere viene vaccinata regolarmente, perché se malata costerebbe di più o dovrebbero pensarci altrimenti, Raffa e Asia non avrebbero il loro giocattolo in salute?
Oltre a Sabi, a dar da mangiare a Canere, a non farle patire troppo la fame, ci pensa anche Jacobi che le dà da mangiare di nascosto, gli avanzi del pranzo di Rosella o qualcosa dalla dispensa, attento a non farsi cogliere sul fatto da Rosella (perché Rosella riempie la ciotola di Canere in giardino, però Raffa e Asia spesso...)
Jacobi sostituisce Albino, ma non è la stessa cosa, era il suo uomo lo scrittore, il suo compagno di vita.
Con gli animali del bosco, anche Jacobi in scena un momento, un piccolo mondo appartato dove la natura coesiste priva di avidità e bramosie umane, niente società dei consumi, qui non si vive tesi al profitto.
Qui, canzone Il bosco è nel Tutto (tracce alla fine), oltre a Canere e Sabi, Jacobi in scena, Ian e Rudy, i passeri, dei picchi, un gufo (animale notturno) che racconta favole la sera a Canere e Sabi (in particolare una sul principe azzurro che, forse, inaspettatamente arriva? la sorpresa della vita come rare volte accade). Altri uccelli non saprei nominarli ora, ce ne sono naturalmente, ma non saprei quali da bosco, ai limitari delle nostre città. I picchi sono importanti per il prosieguo.
E’ questo mondo che permette a Canere di sopravvivere sotto le angherie di Raffa e Asia, placando in parte il dolore per la morte di Albino, Sabi che protegge Ian e Rudy (nel limite delle sue possibilità) è già un esempio notevole di questa coesistenza: poi, tutti per uno (Canere), uno per tutti (alla fine, Canere per tutti).
Angherie e soprusi di Raffa e Asia.
Sonny e Giuliano Sarti, Sonny malinconico, poi l’immaginazione quando l’umano gli dice ti cercherò una femmina, la potrai scegliere tu, quella che vorrai.
Canzone Una femmina per me (di cui le tracce alla fine), Sonny sull’aitante voglioso, corre e salta per il parco (a quattro zampe) comportandosi come una rockstar.
Casa Nicolosi, ora Germaine, angherie, soprusi verso Canere e Sabi, per fortuna c’è il giardino, il bosco vicino.
Angherie, soprusi, canzone cantata da Raffa e Asia, Il giocattolo (le tracce alla fine), comportamenti davvero riprovevoli.
Alla fine di questa canzone, scena che si svolge in giardino, gli uccelli, indignati, prendono a sporcare di guano Raffa e Asia che si ritirano in casa, minacciando Canere perché si vendicheranno di questo.
Però, prenderanno ad evitare il giardino con i suoi uccelli in agguato.
Sonny a cui Giuliano dice: ho avviato la ricerca, vedremo che femmine si presenteranno.
Scodinzolio. Accenni di una Femmina per me, non cantati però, come fossero un pensiero o canticchiati appena appena.
Canere scava una buca nell’angolo, dove il muro si attacca alla villa, nell’angolo estremo, dove non si vede, dove nessuno va mai, la buca possibile forse perché il muro costruito così, male, per Canere e Sabi per scorrazzare liberi nel bosco e giocare con i daini.
Canere anche a lavarsi nel ruscello che scorre non lontano, a togliersi lo sporco di dosso, sia pure passando per il tunnel di terriccio.
Arriva in casa Germaine la notizia di un ricco artista, più che un giardino, la sua dimora ha un grande parco che circonda la villa, Giuliano Sarti cerca una femmina per il suo Sonny.
Sarebbe una sistemazione ideale per una delle due sorelle, magari, a seguire, anche Rosella (sempre avida di soldi e benessere maggiore) più l’altra sorella cane?
Rosella lo comunica alle sue cagne, capiscono la portata di tale possibilità?
Potrebbe essere di vantaggio anche per Rosella.
Un passero, Cindy, stava osservando la scena, ascoltando le parole dette da Rosella, comunica il tutto subito a Canere.
L’incontro, l’invito a tutte le femmine di pastore tedesco, è per il giorno tale, in tale via ecc… Presentarsi con un abito che ne cinga addome e schiena, maschera sul muso che lasci fuori naso e bocca. Questo perché Sonny non sceglierà in base alla bellezza, solo seguendo il suo olfatto che suggerirà quale femmina sia per lui.
Negli occhi di Canere, un barlume di speranza, è questione di secondi, poi la tristezza della realtà: lei, non curata, malnutrita, senza accompagnatore (perché niente speranze in Rosella), quali possibilità potrebbe avere?
Canzone L’Inferno è sulla Terra (alla fine le tracce).
Gli animali del bosco vedono Canere in un angolo, depressa, triste, proprio giù, quando vengono gli uccelli o i daini, Sabi o Ian e Rudy, Jacobi, almeno è un momento di gioia.
Che succede Canere? Siamo qui, cosa c’è che non va?
Il passero Cindy rivela dell’invito di Giuliano Sarti.
Sabi spiega perché Canere non può andare. Non curata, malnutrita, pure senza abitino adeguato, non la maschera richiesta, questo la esclude dall’invito.
Ci penseranno gli animali del bosco con l’aiuto di Sabi, Ian, Rudy e Jacobi a crearle il corredo necessario, qui la canzone Alta sartoria (le tracce alla fine).
Chi porta dei rametti quale ossatura per il vestito, chi le foglie, chi ciuffi d’erba, Jacobi ad intrecciare i rametti, pure un po’ di filo per tenere meglio il tutto insieme, i picchi a intagliare/cesellare un pezzo di legno a mo’ di maschera, Jacobi a trovare l’elastico o legaccio di cuoio a che rimanga stabile sul volto, non va bene la maschera? si lavora ancora, i picchi come Michelangelo.
Uccelli grandi e piccoli, i daini a portare i rametti più grossi, Ian e tutti gli altri.
Alla fine, abitino vegetale e maschera di legno, è tutto pronto.
Molto povero, molto artigianale, però di una grazia notevole.
Jacobi prova il tutto su Canere, è perfetto.
Il giorno dell’invito, Jacobi la porterà a villa Sarti con il furgoncino che apparteneva ad Albino una volta, ora Rosella lo utilizza per far portare al domestico le provviste dal supermercato.
Il giorno fatidico, Jacobi rimasto solo con Canere e Sabi, a casa, liscia il pelo a lei, la fa più bella, il giorno prima l’ha lavata di nascosto in giardino, senza ricorrere al ruscello, la carica sul furgoncino con abitino e maschera, la porta da Sonny.
Villa Sarti, salone, ci sono una ventina di cagne, femmine di pastore tedesco, tra cui Raffa e Asia, aspiranti alla zampa di Sonny.
Tutte loro schierate nel giardino di fronte alla villa, le macchine degli accompagnatori parcheggiate a lato, sull’erba.
Il maschio si pone davanti ad una ad una, le annusa a fondo, poi prosegue avanti (non va bene o vuole sentirle tutte?), qualcuna la annusa appena appena, per altre ci impiega più tempo, più interessanti indubbiamente.
Nel frattempo, montaggio alternato, arrivati davanti alla villa, Jacobi parcheggia di lato un po’ in là, scende, entra nel vano del furgone, prepara Canere, suona al campanello e dice che porta una femmina per l’invito.
Il domestico che va ad aprire guarda Canere che, così conciata, è davvero strana, però la fa entrare. Jacobi dice che lui preferisce rimanere fuori, non può entrare causa Rosella, quindi lascia Canere da sola con il domestico che la conduce dove c’è la lizza per la scelta.
Canere arriva a porsi in fila quando Sonny è giunto quasi alla fine delle cagne innanzi a lui schierate, Canere si aggiunge allo schieramento, guardata un po’ male dalle due femmine vicine per il suo abbigliamento.
Le altre cagne hanno tutte vestitini eleganti, alla moda, vivaci o graziosi a vedersi, comprati dai loro umani nei migliori negozi per animali, Canere stona oppure la più vera tra tutte?
Qualcuna ha un abito fatto apposta da un sarto, veramente. (se lo raccontano gli accompagnatori/ici umani).
Se non i commenti degli umani in sonoro, alternati, i pensieri delle cagne, le loro aspettative, la bella dolce vita nel parco per il resto dei propri giorni?
Sonny non ha ancora trovato una che le piace, di cui innamorarsi, interessanti, ma nulla più, arriva davanti a Canere, nota il suo vestitino, la maschera, “Che strana cagnetta!”, la annusa, “Eh sì!” gli piace, è lei la prescelta. Scodinzola lui, pure lei ora. Lui di più, abbaia di gioia. Sonny si mette a correre come un pazzo, Canere lo segue, delusione delle altre cagne esterrefatte, ha scelto proprio quella lì? E loro con gli abiti tutti eleganti? Alcuni dei loro pensieri in sonoro, alternati a quelli degli umani su immagini della coppia che scorrazza per il giardino.
Sonny e Canere giocano, mentre le altre tendono a rompere le fila, mantenute in ordine dai loro padroni, forse non finirà così, stiamo a vedere come va a finire.
Giuliano Sarti: ti piace questa, eh? Almeno è originale, deve avere un temperamento artistico (Giuliano è un musicista).
Qui, la canzone Il giorno dei giorni (le tracce alla fine).
Gioca e gioca, Sonny arrapato, Canere felice come nemmeno quando nel suo giardino con i suoi amici, sul finire della canzone, il vestitino vegetale inizia a cedere, corri e corri, doveva succedere. Canere corre ancora, troppo tardi se ne accorge, il vestitino sta per cadere, imbarazzata Canere fugge verso il cancello. Abbaia per chiamare Jacobi che era rimasto davanti al cancello, un po’ nascosto causa Rosella, ad osservare la scena. Canere si volta a guardare per l’ultima volta Sonny, il vestitino vegetale le cade per terra, Jacobi apre il cancello, Sonny e un domestico dietro, Giuliano grida “Fermatela!”, Canere esce dalla villa, corre sul furgoncino nel frattempo aperto dietro da Jacobi che si mette alla guida, parte e via!
Sonny prende a correre dietro al furgoncino, inutilmente.
Il domestico di Giuliano che era uscito per vedere dove andasse Canere (per fermarla), vede il furgoncino già in lontananza, rosso di colore, non riesce a leggere la targa.
Il mezzo è partito a gran velocità, impossibile vederla la targa.
Sonny non ce la fa più, il mezzo è troppo veloce, mesto se ne torna indietro, come se avesse perso la vita, si rianima quando annusa il vestitino che Giuliano tiene in mano.
Così Canere rimane anonima, solo la descrizione del giovane che l’accompagnava, il vestitino perso, l’odore suo nelle narici di Sonny e sul vestitino.
Panoramica degli altri umani con le loro cagne, indecisi sul da farsi.
Giuliano guarda Sonny, gli mostra il vestitino, lo scuote, “Vuoi questa?” Sonny abbaia a dire di sì. Giuliano dice al domestico che gli altri invitati se ne possono andare, la scelta è stata fatta.
Prima però chiarisce a tutti: venendo qua, avete dato tutti i vostri nomi e quello della vostra femmina, per trovare la sconosciuta mi rivolgerò al Libro dei Cani, in comune, dove tutti i cani dovrebbero essere registrati alla nascita e loro morte (è una favola), tutte le femmine di pastore tedesco non presenti qui oggi, in tutta la provincia, iniziando dal comune, verranno visitate da noi due, finché la sconosciuta non avrà un nome io e Sonny non ci daremo pace.
Ora, la canzone Ricordami, dimenticami (le tracce alla fine).
Sulla canzone, immagini di Sonny e Canere alternate, a seconda di chi sia a cantare (loro due).
Sonny che coltiva la sua speranza, innamorato, il cuore rapito.
Canere triste, disperata, per come è finita.
Il furgoncino che arriva a casa, Canere che scende, Jacobi che parcheggia in garage, scende con la maschera e porta Canere in giardino, la maschera la tiene in camera sua.
Sempre su note canzone, alternata con immagini Sonny, Canere che racconta ai suoi amici (senza andare in voce), tutti sconsolati, anche perché aveva fatto colpo.
Canere che se ne va nel suo angolo, il ricordo della fuga e Sonny che correva con lei allo stesso tempo.
Al ritorno di Rosella con le sue cagne, un moto di disperazione, la vita di prima quando era ad un passo dal sogno?
Rosella tornata a casa, Jacobi che la accoglie con un fare imbarazzato.
Rosella aveva visto Canere, non può sospettare fosse lei, ha sentito anche che se ne è andata con un furgoncino rosso. Chi guidava era un giovane, ma non sospetta ancora.
Però, Jacobi come se nascondesse qualcosa? Ha combinato qualche guaio e teme? Dalla finestra vede il furgoncino rosso parcheggiato dove il mattino non era, perché è stato spostato? Ora, il sospetto.
Va in giardino a vedere Canere, la trova particolarmente triste, forse si sbaglia?
Ordina a Jacobi di andargli a fare una commissione in città, mentre è via fruga in camera sua e trova la maschera di legno di Canere, quella intagliata dai picchi.
“Ah, dunque è così! Maledetti!” Rosella seduta in salotto, rigida, volto accigliato, vicino le sue cagne.
Giuliano Sarti ha consultato il Libro dei Cani, in città risultano altre 17 femmine di pastore tedesco, altre 56 nel resto della provincia.
Giuliano a Sonny: andremo a trovarle ad una ad una, Sonny abbaia, ho qui gli indirizzi, il cane abbaia ancora di felicità prossima a venire.
Canere è giovane, alcune cagne dovrebbero essere escluse per età, però visiteranno tutti i nomi sul Libro dei Cani, esclusi quelli presenti alla festa.
Quando Jacobi torna, la padrona gli dice: prendi la tua roba e vattene subito, sei licenziato.
Jacobi stupito, ma perché? Rosella mostra la maschera e aggiunge solo: hai mezz’ora di tempo per prendere le tue cose, qui c’è la paga fino ad oggi.
Jacobi era in nero, potrebbe mandarle dei controlli, non lo fa per amore di Canere, perché sa che Rosella se la prenderebbe con lei.
“Posso salutare per l’ultima volta Canere?” “Assolutamente no, vattene via!”
Il gatto Sabi ha sentito da una finestra aperta, era sul davanzale, ha visto che Rosella gli mostrava la maschera, ha capito tutto.
Quando Jacobi esce, Sabi fa il giro della casa e lo saluta miagolando.
Sabi racconta tutto a Canere, Rosella ha scoperto il fatto, sarà furibonda per questo. Perché Sonny ha scelto Canere invece di Raffa e Asia.
Giorni dopo.
Ora, la canzone Lunga è la via della ricerca (alla fine le tracce).
Su note canzone, immagini di Giuliano con Sonny in macchina, di dietro, alla guida un autista.
Giuliano ha una lista in mano, nomi di cani con loro età, relativi indirizzi degli umani.
Giuliano scorre la lista, i nomi dei cani presenti all’invito sono stati depennati con una penna rossa.
Scorrendo la lista, lo sguardo di Giuliano vede anche i nomi di Raffa, Asia (depennati) e Canere.
Stanno andando a visitare i nomi della lista, immagini a spezzoni, entrano o escono da una casa, vedono una femmina di pastore tedesco, Sonny la annusa, forse è già troppo vecchia, se ne vanno, entrano altrove ecc… Lunga è la via della ricerca.
Prima di andare da qualche parte, mandano una lettera con corriere apposito per posta speciale. Vengono a vedere la femmina di pastore tedesco, gradirebbero avere una risposta per un appuntamento. Sarete ricompensati per il tempo perduto con 1.000 euro.
Anche Rosella riceve la lettera, la brucia sdegnata, lo dice a Raffa e Asia il suo contenuto, quello stupido viene a visitarci col suo cane perché abbiamo Canere, vuole vedere se era lei quel giorno, viene col suo stupido cane.
Sulla finestra, i passerotti fanno la guardia, chi di turno ha sentito tutto, lo riferisce a Canere che alla notizia scodinzola, la speranza si riaccende.
Tutti rispondono alla comunicazione, male che vada, 1.000 euro fanno sempre gola.
Tutti rispondono tranne Rosella.
Tutti i nomi presenti in città sono stati depennati, tranne Canere (Raffa e Asia sì perché presenti all’invito). Giuliano manda un telegramma, vi visiterò il giorno… alle ore…
Rosella, non potendo fare niente contro l’importuno, chiude a chiave Canere in una stanza al piano di sopra, chiudendo anche la finestra che dà su di una grande terrazza.
Arrivato a casa di Rosella, Giuliano vede il furgoncino rosso, lo vede anche Sonny che, scendendo entrambi dalla macchina, va subito ad annusare il mezzo di trasporto.
L’odore della femmina c’è, anche se è passato del tempo (non so se possibile, con l’olfatto dei cani, so che è fortissimo, ma non so se dopo giorni e giorni ancora…)
Comunque, il mezzo era uguale a quello che Sonny aveva visto allontanarsi.
Sabi, i passeri danno subito l’allarme, molti vanno da Canere ad avvertirla che Lui è qui.
Canere dietro una finestra chiusa in una stanza serrata con la chiave.
Giuliano suona il campanello, appare Rosella: voi eravate all’invito con due cani, Raffa e Asia, nel Libro dei Cani, all’anagrafe, c’è un terzo nome, Canere, potremmo vederla?
“Purtroppo è morta!” “Non l’avete comunicato all’anagrafe come avreste dovuto.” “E’ successo pochi giorni fa, lo farò tra qualche giorno.”
Alla notizia, dalla voce di Rosella, Sonny accanto a Giuliano, si sente svenire.
“Quel furgoncino laggiù è del colore di quello fuggito via quel giorno, ho motivo di sospettare che il cane in questione fosse proprio questa Canere, potrebbe il mio cane entrare in quel mezzo ed annusare l’interno?”
Rosella, sgarbatamente, non rendendosi conto che così ammette “Andatevene subito da casa mia!”
“Allora, non avrete i mille euro che, se lascerete entrare il mio cane nel mezzo, potrebbero diventare 10.000”
Nella sua stanza, Canere saputa la notizia, è inquieta, si aspetta che accada qualcosa da un momento all’altro.
Avida, Rosella “10.000?” “Promesso!” Rosella apre il furgoncino, Sonny vi balza dentro, annusa ed abbaia forte di felicità, per dire al suo umano “E’ proprio lei!”
“E’ questo il cane, come sarebbe morta, ditemi?” Sonny ascolta impazzito.
Rosella: non mangiava più, se ne stava in un angolo e non si muoveva.
Il che sarebbe anche comportamento credibile, possibile sia vero, però…
Di sopra, Canere ha sentito l’abbaiare di Sonny dopo aver annusato l’interno del furgoncino, rompe gli indugi, salta contro la finestra ed atterra sulla terrazza davanti dopo aver rotto la vetrata, non si è fatta niente.
Dalla terrazza il suo abbaiare risuona, Sonny le risponde.
Giuliano: ah, dunque era morta davvero.
Rosella stizzita, preferire quella brutta, sporca, povera Canere alle sue Raffa e Asia?
Giuliano: non sapete cos’è l’amore, lo si vede subito! con i vostri occhi potete vedere.
Canere salta dalla terrazza sul muro che cinge il giardino, vi atterra male, con la pancia e zampe anteriori, quelle posteriori pendenti, cerca di arrampicarsi, spingersi su da sola.
Gli uccelli (tanti) intervengono e la reggono, la aiutano a tirarsi su, un casino pazzesco di uccelli, questo lo si vede dalla strada all’esterno del giardino (Giuliano e Sonny) perché ad un certo punto il muro finisce e c’è un recinto di ferro.
Giuliano (vedendo la scena): adesso capisco anche chi ha fatto quel bel vestitino. Forza che ce la fai!
Sonny anche, abbaia, la incita.
Retta dagli uccelli, come avesse un punto d’appoggio, Canere si issa sul muro, lo percorre tutto e salta giù sull’erba esterna quando inizia il cancello, venendo in breve a trovarsi innanzi a Sonny.
Il maschio che la annusa tutta, salta di qua e di là dalla gioia, anche Canere.
Giuliano a Rosella: quanto a voi, eccovi un assegno di 10.000 euro. Quanto volete per quel cane, perché a voi interessano i soldi, no?
Rosella: altri 10.000 e ve lo consegno così com’è.
Giuliano “Cosa? Va bene!” dice poi.
Canere va dal gatto e guarda Giuliano con uno sguardo supplice, per Sabi.
Giuliano: vorrei anche il gatto.
Rosella: andate al diavolo, tenetevelo quello!
Sabi dice a Canere di Jacobi.
Canere va davanti al furgone e abbaia per attirare l’attenzione.
Ottenutala, va sul davanti, dove il posto di guida, Giuliano capisce: dov’è il giovane che guidava il furgoncino?
Rosella: l’ho licenziato.
Giuliano “Come si chiama? Il suo indirizzo, ve lo pago” aggiunge vedendo il disgusto sul volto di lei ormai.
Rosella: cercatevelo all’Agenzia del Lavoro, per il nome arrangiatevi! Sparite, voi con i vostri cani e gatto.
Villa Sarti. Sonny e Canere, c’è anche Sabi che fa amicizia col maschio anche se Sonny non ha feeling con i felini.
Alcuni uccelli hanno seguito l’auto di Giuliano e vedono dove abita Canere ora.
C’è un parco con molti alberi, alcuni di loro decidono di stabilirsi lì, gli altri verranno spesso a trovarla ora che sanno dove abita. Il bosco non sarà più lo stesso senza Canere vicino.
Il giorno dopo aver portato Canere a villa Sarti, dopo averla sistemata ben bene, Giuliano si reca con i due cani all’Agenzia del Lavoro per mettere un avviso “Cercasi giovane che lavorava per Rosella Germaine, licenziato causa aiuto a pastore tedesco femmina Canere, telefonare ecc…
Giuliano ha appena messo questo avviso in bacheca che Canere vede Jacobi arrivare in lontananza, dice a Sonny “Eccolo!” Viene verso di loro, verso l’Agenzia.
Giuliano esce dopo aver fatto quel che doveva quando Jacobi è vicino, Sonny e Canere glielo fanno capire, Giuliano intuisce, avvicina il giovane, chiede “Siete voi che…” Assunto, compito: occuparsi di Canere, Sonny e Sabi quando lui sarà via per delle tournée.
Ora, giorni dopo, la canzone Il lieto fine sia con noi (tracce a seguire), immagini di una giornata di festa, con Giuliano e domestici più Jacobi, Sonny, Canere, Sabi, più molti tanti uccelli di tutti i tipi. Non so se metterci anche i topi Ian e Rudy, mi sembrerebbe eccessivo, però sarebbe una crudeltà immaginarli rimasti soli in una casa, alle prese con Raffa e Asia, senza tracce d’amore attorno. Anche Ian e Rudy? Con quale motivazione li accetta Giuliano Sarti, dei topi? Poi, è una favola d’animazione a metà.
La canzone, a tratti la cantano tutti, a momenti uno alla volta. FINE.
Le TRACCE delle CANZONI, film in inglese, canzoni da scrivere in tale lingua.
Si forniscono le tracce, gli argomenti, alcune parole, a servire per la scrittura in inglese come riferimento.
Non ho la pretesa che le canzoni abbiano proprio queste parole, in quanto autore del soggetto, il mio contributo anche sulle canzoni.
Ho pubblicato in e-book tre raccolte di canzoni, non interessano a nessuno perché non c’è pubblicità, io non ne faccio.
La terza raccolta, scritta diversi anni dopo le altre due, linguaggio evoluto, più audace, me la volevano pubblicare su carta (2500 euro circa), costava troppo, ho preferito l’e-book (130 euro).
Ricordo ancora il messaggio di sconforto della casa editrice per la mia scelta (se non avevo soldi non li avevo, non ho chiesto se potevo pagare dopo o a rate).
CANZONI
Armonia (Canere)
Il bosco è nel Tutto (Canere, animali del bosco)
Una femmina per me (Sonny)
Il giocattolo (Raffa, Asia)
L’Inferno è sulla Terra (Canere)
Alta sartoria (gli animali del bosco)
Il giorno dei giorni (Sonny)
Ricordami, dimenticami (Sonny, Canere)
Lunga è la via della ricerca (Sonny)
Il lieto fine sia con noi (Sonny, Canere, uccelli del bosco trasferitisi a Villa Sarti, Sabi)
ARMONIA (Canere, un po’ malinconica, serena)
Armonia, questo è il regno dell’armonia tra i viventi più diversi quando, intorno a noi, regna il caos, l’odio, la sopraffazione, l’orrore, guerra e morte. Le vie dell’evoluzione infinite, da genere umano afflitte, ora che tutto è ciminiera, fumo, il timore di quanto dietro la porta del vicino. Potremmo essere tutti amici infine? Questo è il regno dell’armonia dove tutti viviamo come ci sospinge la vita, l’amore, senza arroganza, privi di mattanza, armonia dove il mondo s’incontra, anche se la paura all’inizio, poi ci si conosce, ci si confronta e convive come il Primo Cane vorrebbe fosse.
Il bosco è nel Tutto (Canere, animali del bosco vicino, aitante severa)
Per quanto sia vasto e popolato il bosco, misterioso ancora la notte il bosco, più grande è il mondo, il bosco è nel Tutto che tutto e tutti comprende, là dove tutti dovremo imparare a coesistere, poveri di avidità e bramosie. Oggi, solo follie prive di lumi, ragioni senza ragioni? Per quanto sia perfida la vita, noi siamo nel Tutto, oltre i piccoli esseri che noi siamo, il Primo Cane a vegliare, saperlo consente di sopravvivere, nonostante tutto lieto è il vivere. Quanto sarà grande il mondo? Il mondo che è oltre l’umano, oltre sue virtù e vizi. Il bosco è nel Tutto, il Tutto che sfugge e sempre si sottrae alla nostra comprensione.
Una femmina per me (Sonny, aitante voglioso)
Sono Sonny, carne, sangue e pensiero, fiero del mio uomo brav’uomo, mai debole con i forti, mai forte con i deboli, un vero uomo che cerca una femmina per il suo fedele amico. Una vera femmina, non altezzosa, viziata, con la puzza sotto al naso, tenera d’animo e dolce come la vita a volte sa e può essere. Una femmina per me, l’uomo continuerà a cercarla anche per sé? Brame e trame d’amore percorrono le nostre vene. E quando le troveremo, per entrambi quel giorno sarà il giorno dei giorni. L’uomo cerca una femmina per me, dov’è? dov’è? dov’è? Dove ti nascondi in questa grande città che tutto inghiotte nel nero della notte?
Il giocattolo (Raffa, Asia, arroganti, odiose, tono perfido)
Canere, povera, sporca, brutta Canere. Noi che ti diamo addosso, spesso a più non posso, sei il diletto per le nostre vuote ore, dopo le ore di relativo affanno, sei il giocattolo per le nostre voglie inesauste. Che altro possiamo fare con te? Ci pensiamo, ci pensiamo e ci pensiamo ancora. Altre birbanterie le troviamo, certo. Che possiamo fare con te? Sei il nostro giocattolo preferito. Lo sfogo per vite depresse dal dolce far niente. Tutto questo, tutto questo per noi, il giocattolo dei nostri bisogni sei. Facciamo di te quello che vogliamo. Siamo quel che siamo! che ci puoi fare? Siamo quel che siamo! amiamo sopraffare.
L’Inferno è sulla Terra (Canere, sconsolata, sorriso finale)
Un barlume di speranza si era affacciato dal cielo nero, mi ha illuminato il cuore come mai avrei creduto, poi speranza se ne è andata. La realtà è altra e fatta. L’Inferno è sulla Terra con questa famiglia entrata a dimora in casa mia. La tirannia. Casa mia non è più mia? Un barlume di speranza era apparso, se ne è andato appena ho realizzato. Se l’Inferno è sulla Terra, c’è un angolo di Paradiso dove sorriso trova sorriso. I miei amici, ne ho tanti quanto le mie compagne mai? Sono tanti, sono amici miei, con loro sono felice come mai. Un angolo di Paradiso dove sorriso trova sorriso.
Alta sartoria (gli animali del bosco, allegria frizzante)
Abitini eleganti, per presentarsi all’incontro della vita, vestiti così, all’ultima moda canina, tutti lo possono fare, avendo il denaro necessario, il fottuto capitale. Invece noi, alta sartoria, un abitino vegetale. In vena ambientale, raccogliamo quel tanto disponibile, forgiamo alta sartoria. Uno stecco qua, un ciuffo là, foglie su foglie, l’abitino eccolo qua. Una maschera per volto celare, come da ricetta, ci pensano loro ci pensano, senza fregare la vita, senza consumare la vita, intagliando cesellando un pezzo di legno, senso ambientale vero e sudato. Siamo alta sartoria noi, un abitino vegetale, vegetale niente male. Alta sartoria, così sia per Canere, per un mondo con più amore, tutto il nostro cuore.
Il giorno dei giorni (Sonny, euforico andante)
Incredibile? E’ arrivato! E’ giunto il giorno dei giorni. Quello in cui l’amore ha visitato il mio cuore colmandolo di gioia, nel trovare compagna che compagna sia. Il giorno dei giorni in cui una femmina dormirà al mio cuore accanto, dopo averlo domato, incantesimo d’incanto. Il giorno dei giorni? E’ arrivato! E’ giunto come se sfondasse una porta aperta, senza bussare ad una attesa tuttavia colta di sorpresa. Il giorno dei giorni. Non sono più solo! Avevo già il mio uomo! Una femmina ora per il mio cuore che si accalora e si colora. Il giorno dei giorni. E saranno pieni i giorni, d’ora in poi, perché il mondo sarà lo stesso e comunque diverso.
Ricordami, dimenticami (Sonny, speranzoso, energico, Canere, triste)
Sonny Ricordami, dovunque tu sia, comunque tu sia, ricordati di me.
Canere Dimenticami, dovunque tu sia, comunque tu sia, dimenticati di me.
Sonny E’ stato un giorno lieto, amaro sul finire del tuo sparire.
Canere E’ stato un giorno lieto, cupo nel rossore della vergogna.
Sonny Ero pronto! ero pronto a fare di te la compagna di una vita.
Canere Ero pronta! ero pronta ad approdare sulle rive di un’altra vita.
Sonny Ti defilasti poi, rompendo l’incanto del giorno dei giorni.
Canere Sono fuggita poi, spegnendo il sogno del giorno dei giorni.
Sonny Ero pronto! ero pronto per vivere davvero, cuore sincero.
Canere Ero pronta! ero pronta per un vivere vero, cuore davvero.
Sonny Sei scomparsa poi, come svanisce un sogno allo svegliarsi.
Canere Sono fuggita via, facendo a pezzi il mio sogno, svegliandomi.
Sonny Tuttavia, ti penso ancora, ti cercherò ad ogni ora lungo la via della ricerca.
Canere Tuttavia, ti penserò ancora, come si rammenta sempre un momento illuminato.
Sonny Ti troverò, in nome del Primo Cane, ti troverò dovunque tu sia.
Lunga è la via della ricerca (Sonny, malinconico aitante allo stesso tempo)
Lunga è la via della ricerca, un olfatto caldo bollente, dove condurrà la via, non lo so, ma io ci proverò, l’impegno, l’amore, l’impegno, l’amore, il mio cuore. Casa dopo casa, la ricerca. Femmina dopo femmina, la ricerca. Dovessi girare il mondo, fossi tu in capo al mondo, io là andrò, io là sarò. Lunga è la via della ricerca. Dove sei? Dove stai? Quale cuore hai ora? Lunga è la via della ricerca. Chi sei, amore mio? Quale il tuo nome, amore mio? Lunga è la via della ricerca. Ti rintraccerò, dovunque tu sia. Ti troverò, dovunque tu sia. Lunga è la via della ricerca. Dovessi metterci una vita, la mia vita è il tuo amore. Tu sei il mio cuore. Lunga è la via della ricerca. In punto di morte, a chi andrebbe il mio pensiero, eh? A colei che seppe cogliere il mio umore alterno e altero. Sono il tuo principe azzurro, dolcezza. Tu di fronte a me, voglio provare ancora l’ebbrezza di quel lungo momento.
Il lieto fine sia con noi (Sonny, Canere, Sabi, uccelli e animali del bosco trasferitisi a villa Sarti, andante, sereni)
Il lieto fine sia con noi, con tutti noi. E’ andata com’è andata, bene. Dopo tante traversie che… (sospiro generale) E’ stata dura. Una fatica, la fatica della vera vita. Del vero grande amore. Canere e principe azzurro vivranno il giorno dei giorni fino alla fine dei loro giorni. Sia di prolungato infinito questo giorno di vita. Il lieto fine sia con noi, con tutti noi. Canere era la nostra malinconia, ora allegria. Amore, dolcezza, la confusione della passione. Il lieto fine sia con noi, con tutti noi. Siamo felici per come è finita, giorno di vita. Ora, viviamo le nostre vite quotidiane con altro spirito, la ricerca del cibo, la notte che viene, il sole a sorgere ancora. Il ciclo della vita. Tuttavia, saremmo sempre qua a guardare l’amore che vive il suo cuore, dove l’amore ha centro e odore. Il lieto fine sia con noi, con tutti noi. Una storia d’amore esemplare, per ogni altare, per ogni giusto ancora in alto mare.
Sinossi
Soggetto per un film di animazione, se i personaggi sono cani che camminano su due zampe non può essere altrimenti, i loro volti tendenti al femminile o maschile.
Il soggetto è del genere invasione aliena, questione rovesciata.
Il mondo è dominato da una civiltà canide, abbastanza rispettosa dell’ambiente, sempre con qualche problema poi, come presumo sia per ogni specie dominante.
Gli invasori sono umani e cattivi (con qualche eccezione).
I terrestri venuti a conquistare e uccidere, come racconta la storia dell’uomo.
Non a distruggere e basta come gli alieni dal romanzo di Wells (che non ho letto), ho visto i due film da esso tratti.
I terrestri vogliono conquistare e dominare, imponendo le proprie regole, come gli antichi romani.
Soggetto cinematografico/// Il giorno degli alieni// Canides (titolo alternativo)
INTRODUZIONE// a seguire la TRAMA.
Soggetto per un film di animazione, se i personaggi sono cani che camminano su due zampe non può essere altrimenti, i loro volti tendenti al femminile o maschile.
Il soggetto è del genere invasione aliena, questione rovesciata.
Il mondo è dominato da una civiltà canide, abbastanza rispettosa dell’ambiente, sempre con qualche problema poi, come presumo sia per ogni specie dominante.
Gli invasori sono umani e cattivi (con qualche eccezione).
I terrestri venuti a conquistare e uccidere, come racconta la storia dell’uomo.
Non a distruggere e basta come gli alieni dal romanzo di Wells (che non ho letto), ho visto i due film da esso tratti.
I terrestri vogliono conquistare e dominare, imponendo le proprie regole, come gli antichi romani.
Lo spunto, rammentando il film “La guerra dei mondi” di Steven Spielberg, forse la sua opera più brutta (non le ho viste proprio tutte).
Nel confronto con lo stesso film degli anni cinquanta, di Byron Haskin, quest’ultimo pare un capolavoro.
Con i mezzi di allora, più efficaci a rendere la tensione.
Irritato da questo Spielberg, ottimo se non eccellente altrove, la solita solfa dell’invasione aliena quando siamo noi a distruggere il nostro pianeta, come fossimo proprio noi i cattivi alieni, mi è venuto in mente questo soggetto dove gli altri sono i terrestri.
Irritato perché insistere ancora, nel 2000, con l’invasione di un mondo sovrappopolato, inquinato, supersfruttato, mi pare inconcepibile come idea cinematografica.
Il titolo dovrebbe essere già significativo in tal senso, gli alieni siamo noi tutti umani.
Intelligente sarebbe il terraforming della fantascienza: portare la vita dove vita non c’è, iniziare tutto da capo, come si dovrebbe fare ormai con la Terra.
Sull’argomento è già stato fatto il film “Avatar”, facile siano già stati scritti molti libri di fantascienza.
Il soggetto non è più originale, tuttavia… con una civiltà canide, il film può avere le sue carte da giocare.
Tematica per adulti in un film per bambini quando troppi adulti si comportano ancora come bambocci.
Teoricamente, il film non è adatto per i bambini in quanto molti cani vengono uccisi, i bambini a piangere, però sarebbe educativo se il bambino riesce a comprendere l’argomento o qualcuno glielo spiega.
Film d’animazione, gli umani interpretati da attori in carne e ossa?
Nello spazio, sulle navi da battaglia, scene al naturale, ambienti chiusi o soluzioni grafiche al computer per gli esterni, senza pesare sui costi del film, quando l’azione si porta su Canides tutto è animazione, tranne la presenza degli umani/attori, a recitare su di uno sfondo bianco poi colmato di colori dai grafici/disegnatori.
Canides è il pianeta dei cani, due lune, gli indigeni non hanno mai volato oltre l’atmosfera che circonda la palla che ruota su se stessa nel cielo.
I primi venti-venticinque minuti a presentare la civiltà canide.
Rispettosi dell’ambiente con problemi, nel sociale giusti e solidali con problemi.
Tutte le civiltà dominanti ad avere i propri problemi, non esiste la società perfetta?
La civiltà canide non è democratica, è una dittatura morbida dei San Bernardo, loro visti come cani saggi come può esserlo un umano Consiglio degli Anziani.
I San Bernardo non vogliono mollare il potere, alle proteste, considerazioni e pretese degli altri cani, oppongono sagge valutazioni, però con l’arroganza del potere dominante, non democraticamente.
Qui prende l’avvio una storia d’amore tra cortei e manifestazioni.
Horky (un setter) innamorato di Damana (pastore tedesco), accade di lei si invaghisca a fondo Lutus (rottweiler), cane solitario, prepotente, aggressivo, va per le spicce, lo si direbbe proprio cattivo.
A questo punto arrivano gli umani a mettere Canides a ferro e fuoco, non come Spielberg, abbastanza però.
Gli umani sono invincibili, tecnologicamente avanzati, i cani mai volato nello spazio, non hanno i laser, però riescono a far cadere qualche umano.
Tuttavia, se la passano male i cani.
Camminano su due zampre, se corrono lo fanno con tutte e quattro.
Vicky Bryant e Mario Ludovisi, due umani simpatizzanti con causa canide, ispirazione da Robert Englund (il Freddy Krueger di “Nightmare”), lo spunto dalla serie televisiva “Visitors” dove l’alieno Englund passava dalla parte dei terrestri.
Comunque, molti soldati sparano malvolentieri sui cani, la guerra è guerra! succede, anche se controvoglia.
Vicky Bryant, tenente, figlia dell’ammiraglio della flotta umana, passa con i cani, Mario, a capo di una delle tante pattuglie incaricate di rintracciarla, pure.
Prima di tradire l’umanità, Mario fa la copia dello scibile umano dall’hardware dell’archivio della propria astronave, spiegazioni tecnologiche comprese, per offrirle ai cani, loro a cercare un modo per difendersi e resistere.
Il dono supponendo i cani abbiano inventato i computer, così è.
I cani ora: in uno slancio d’amore per Damana, Lutus si confessa con Horky, lui è così, ma vuole liberare Damana catturata dagli umani, l’unione fa la forza o no?
Progettano un piano per farla fuggire, Damana e altri verso la libertà?
Lutus e Horky si lasciano catturare appositamente, l’amore fa fare cose cui altrimenti il pensiero non si azzarderebbe.
Ormai prigionieri, i due attuano la fuga dal di dentro, liberandone tanti, tra cui Damana.
Lutus si sacrifica per coprire la fuga di tutti gli altri.
I cani conquistano, su istruzioni di Vicky e Mario, depositi di armi ormai dislocati su Canides dagli umani, presunti caposaldi.
La reazione degli umani è spietata.
La George Armstrong Custer la nave ammiraglia della flotta, il nome a dire tutto.
I cani sembrano non avere più scampo, la resa incondizionata, pregare come nel film di Byron Haskin?
Nei film “La guerra dei mondi” a questo punto intervenivano i batteri a mettere fuori causa gli invasori alieni.
E’ sempre un film di animazione per bambini un po’ cresciuti.
Gli umani non moriranno, soffriranno di terribili allergie che deformano corpi e volti.
Appariranno come mostri, quello che in realtà è il genere umano, come visto in azione su Canides, come risulta pure dai resoconti storici, dall’età della pietra ad oggi.
L’allergia è contagiosa, non come quelle terrestri, individuali, ogni nave aveva degli uomini a terra che, rientrando, hanno contaminato tutti gli equipaggi.
Anche Vicky e Mario ne soffrono su Canides, i cani che ne sanno di più sul loro mondo dicono che forse hanno una cura.
I soldati umani si ritirano tutti sulle loro navi, tranne Vicky e Mario.
I medici umani forse troveranno una cura per questa allergia, ci vorrà del tempo e non è detto che venga trovata.
L’ammiraglio della flotta ha deciso di andare altrove, per curare i suoi soldati, dichiarando Canides, il suo sistema solare, zona vietata alle navi umane di qualsiasi tipo.
Sua figlia è rimasta su Canides, l’ha scelto lei, rispetta ora la sua scelta, avrà il medesimo male, ma rispetta, d’altronde che può fare?
Se medici umani troveranno cura per allergia, gli umani torneranno su Canides?
L’ammiraglio pone il veto assoluto alla navigazione umana in tale sistema.
Finale con Vicky e Mario che hanno ripreso le loro sembianze.
Finale vero. Sta per avere inizio una partita, nella memoria del computer c’erano anche gli sport, i cani hanno imparato il gioco del calcio e stanno per giocare.
I capitani delle due squadre sono Vicky e Mario.
Giocano e chi segna per prima è proprio Damana che esulta e va ad abbracciare Mario, capitano della sua squadra (entrambe le squadre composte sia da femmine che da maschi).
Anche in questo i cani si differenziano dagli umani, non c’è discriminazione tra i sessi.
Il film vorrebbe essere del genere educativo, suggerendo che gli alieni cattivi, in fondo in fondo, siamo noi che sfruttiamo questa Terra senza logica e criterio.
Il dilemma, i cani vestiti come gli umani o senza vestiti? Vestiti causa gli organi sessuali in vista, il film è anche per bambini. Magari solo i pantaloni (corti).
La TRAMA.
Penso a venti-venticinque minuti per illustrare la civiltà canide, per familiarizzare, loro sono i buoni del film, cani di tutte le razze, come quelle terrestri, pari pari, però camminano su due zampe, se poi vogliono correre, subito a quattro zampe! con naturalezza.
La civiltà canide è retta da una dittatura morbida dei San Bernardo, non brutale, non uccide gli oppositori, però sempre una dittatura è, leggi, regole e vita civile le decidono i San Bernardo, non c’è niente che si possa fare per chi non è d’accordo?
Cortei e manifestazioni vivono sovente, più democrazia chiedono, i poliziotti (dei mastini) disperdono i dimostranti senza usare troppa violenza, non siamo a livelli umani.
I cortei contestano il degrado ambientale e le disparità nella società canide, pure queste non a livelli umani.
Domanda di fondo del film e dei San Bernardo: può vivere, esistere, una civiltà senza discriminazioni, senza oltraggio all’ambiente? Ponendola come tematica universale.
Su Canides, tutto è come sulla Terra, il cane nelle parti dell’uomo, tutto molto più moderato, i cani hanno maggiore coscienza e sono meno aggressivi.
Doggerset, città più grande e capitale di Canides.
Scene di vita quotidiana nel mondo dei cani, analogie con gli umani, anche i cani hanno i loro difetti, gelosia, invidia, avidità, però civiltà non tutta tesa al profitto.
Per le proprie necessità fisiologiche i cani usano la tazza, come gli umani.
Come sport praticati dai cani, il più popolare è quello dei manichini, sempre a due zampe, come i cani, loro puntando alla gola, usando i denti come arma, le mani muovendole solo per mantenere l’equilibrio. Pratica sportiva che tornerà utile in seguito.
Esempio: cane su due zampe, pronto, si getta a quattro zampe, rincorsa, balzo e azzanna, chi lo fa prima e meglio vince. Come obiettivo, a volte prevista la gola, altre una mano o una gamba.
Tale attrezzo sportivo ce l’hanno molti cani in casa o nel giardino, per allenarsi.
Dimostrazioni pratiche o vere e proprie gare di azzannamento si attuano in uno stadio cittadino, i cani a frequentare molto tale luogo.
L’azzannamento è un esercizio fisico per sviluppare forza, velocità, il senso della scelta dei tempi, la precisione.
Horky è un cane non molto in grana, non può pagare il biglietto per entrare allo stadio, i soldi permettono di tenerlo pulito, in buone condizioni, più servizi vari all’interno dello stesso. Niente società fondata sul profitto.
Importante, Horky conosce un’entrata segreta (una buca che conduce all’interno), a poter vedere allenamenti, giochi e competizioni, senza pagare il biglietto. Sarà da qui che avverrà la fuga dei cani, grazie ad Horky e la sua buca.
Altro sport, tirargli una palla o altro e loro te la riportano indietro, utilizzato dai grandi per insegnare ai piccoli educazione e disciplina. I grandi continuano a farlo tra di loro, come gara a chi arriva prima, chi tira la palla il lanciatore di turno, a rotazione.
In scena Horky (setter), Moge, (bassotta), Beber (una chihuahua), Sannah (un collie scozzese), Moge e Beber litigano spesso tra di loro (per dare vivacità al film, liti non-liti, tra due amiche permalose).
I quattro cani si vedono, giocano, vanno a spasso insieme, fanno gruppo.
C’è anche Lutus, un rottweiler solitario, scontroso, asociale, ringhioso con tutti.
Definito un cane cattivo, perfino Rangol (un boxer), boss della malavita della zona, lo teme, meglio non aver a che fare con Lutus, fossero dieci o venti i cani contro di lui, il timore di tutti.
Un rottweiler è sempre un rottweiler, il gruppo dei nostri amici pure lo tiene a distanza.
Questa la civiltà canide, società tutto sommato pacifica, peraltro afflitta da problemi.
Per i nostri, la situazione cambia quando arriva ad abitare nel quartiere Damana, splendida femmina di pastore tedesco.
Appena la vede, Horky se ne innamora follemente, tuttavia è timido e povero, non le fa la corte, si confida con i cani del suo gruppo che lo incoraggiano.
Beber e Moge fanno amicizia con Damana, non sempre facile tra le femmine dei nostri cani, come tra i maschi, per sondare il terreno in favore di Horky, quali canzoni preferisce, quali libri le piacciono, ecc…
Cosa studi? Quale lavoro fai? Quanti anni hai? ecc… (la vita dei cani, su Canides, è lunga quanto quella degli umani)
Damana sarebbe perfetta per Horky, è la conclusione del gruppo.
Damana la vede anche Lutus, pure lui se ne innamora.
Lo si capisce dal fatto che i commenti di molti cani sarà: adesso circola sempre da queste parti quel rottweiler, chissà perché? Rangol è preoccupato, non avrà intenzione di intralciare i suoi affari?
Che sia proprio innamorato, lo si capirà quando Lutus vede Damana da lontano, il suo sguardo perso dietro di lei (da imbecille, come a volte i cattivi innamorati), per riprendersi quasi subito quando Damana scompare, a ritornare il cagnaccio di prima.
Poi la vita sociale. I problemi dei diritti civili, sociali, ambientali, la dittatura dei San Bernardo, cortei e manifestazioni che chiedono più libertà e democrazia.
Il nostro gruppo vi partecipa sempre, spesso un corteo disperso dai mastini, non troppo violenti, però disperso il corteo con gli idranti,
Un giorno, vediamo proprio Damana, in disparte, mentre osserva il corteo, vi entra dentro, a farne parte, più lontano Lutus ha visto la scena, espressione tra lo scettico e l’innamorato. E’ un solitario, cattivo causa la solitudine?
Horky ha visto Damana entrare nel corteo, si avvicina a lei per fare conoscenza (il corteo è una buona scusa per fare amicizia), lo seguono i suoi amici (Damana conosce già Moge e Beber). Conoscenza tra Damana e il gruppo molto promettente, soprattutto per Horky che le nasconde il suo amore, il gruppo a dargli man forte con Damana.
Discorsi maschilisti anche qui: io sono un bulldog con le palle.
Damana: perché, io solo le mestruazioni? non rompermi le ovaie.
Quando l’acqua dell’idrante dei mastini colpirà Damana, mettendola in difficoltà, Horky la aiuterà distogliendo il mastino dell’idrante dalla sua direzione.
Il mastino con l’idrante andrà a colpire qualcun altro, Horky prima di tutti.
Damana poi lo ringrazierà, sarà vera amicizia, il gruppo felice di questo finale di giornata.
Scene di vita quotidiana con Damana e Horky spesso insieme, anche gli altri cani, Damana fa parte del gruppo ora, è arrivata da poco, non conosce nessun altro.
In realtà, aspiranti Romeo che attentano alla bellezza di Damana si fanno avanti, lei non vuole, il suo Romeo se lo sceglierà da sola.
Al bar, le scuole, le tasse, la TV (anche qui come negativa, distoglie dalla vita), il governo, i soliti problemi con il nostro gruppo al centro della scena. Qualcuno fuma: sigarette, sigari o pipa.
I cani hanno robuste nozioni di astronomia, il telescopio, ipotesi sulla vita nell’universo.
Discussioni nel gruppo (e altrove) se ci siano altri pianeti abitati nella galassia, gli alieni.
Vi fossero, sarebbero buoni o cattivi, quali le loro intenzioni?
Una volta si era indotti a pensare Canides come centro attorno a cui ruotano il sole e le stelle, la realtà è che il loro mondo è solo uno dei tanti possibili. I discorsi.
Poi, esiste il Primo Cane (Dio) o è solo immaginazione canide?
Se esiste il Primo Cane, cosa può volere da loro, i dieci comandamenti o sono solo leggende?
Lutus sempre nei paraggi, Horky e Damana amici affiatati.
Dopo venticinque minuti di società canide, entra in scena l’uomo.
Nell’universo, non ci può essere niente di peggio del genere umano?
Le sue astronavi fanno la loro apparizione sulle principali città del pianeta Canides.
Su Doggerset più navi che altrove, è più grande, lo si vede dal cielo.
I cani osservano meravigliati le astronavi rimanere sospese nel cielo, forza antigravitazionale, sopra le loro città, però seguiamo innanzitutto Doggerset dove i nostri protagonisti.
Navi umane, i capitani Emma Rossi e Volodia Vlassov, Michael Mortensen, i tenenti O’Rourke, Schneider, Matsumoto, Vicky Bryant, Mario Ludovisi, l’ammiraglio della flotta, Christian Bryant è un afroamericano, il padre di Vicky (pure di pelle nera).
Interno della nave ammiraglia, la George Armstrong Custer (significativo?), il comandante della flotta discute con i suoi uomini (e donne): le navi hanno preso posizione, bene, gli indigeni pare non abbiano ancora volato nello spazio, almeno sulle due lune non ci sono costruzioni edificate da una civiltà, dalle riprese aeree delle navi sulle città abbiamo potuto vedere che la specie dominante è canide, somigliano tanto ai nostri sulla Terra anche se camminano su due zampe. Passiamo all’azione, raffiche di laser sulle città, dobbiamo far capire da subito chi è che comanda, poi scenderemo a terra con le truppe e vi erigeremo delle postazioni fisse o prenderemo possesso di alcune già esistenti, ne abbiamo individuate diverse. Dovete colpire gli edifici maggiori, si presume di prestigio per la collettività, dobbiamo segnarli nel profondo, piegarli al primo colpo. Non voglio resistenza, siamo venuti per comandare e colonizzare, non per perdere tempo. Come abbiamo sempre fatto altrove. Il destino della specie locale è relativo, noi stabiliremo qui le nostre colonie. Stacco.
I cani a terra che discutono ancora su chi possano essere gli alieni e quali le loro intenzioni, tra loro il gruppo di Horky e Damana. Anche Lutus è rimasto ad osservarle, si è sentito improvvisamente piccolo. Come al solito, il boss Rangol teme gli possano rovinare gli affari. I San Bernardo sono in seduta perenne, chi sono i visitatori e calmare la popolazione le loro maggiori preoccupazioni.
Improvvisamente, le volte degli edifici prendono a cedere, sono i laser.
Le navi umane hanno preso a sparare i loro colpi senza pietà.
Intenzioni chiare ora, sono navi ostili, è la guerra.
I cani pure facevano la guerra tra di loro, un tempo, poi era venuta la pace, la dittatura dei San Bernardo a seguire nel tempo. Non sono pronti per una guerra, non con chi spara sulle città dal cielo.
Gravi i danni a Doggerset e altrove, il pianeta è senza difese, la civiltà canide alla fine?
Dato un assaggio della propria potenza, l’uomo atterra su Canides con delle navette che possono portare anche cento soldati alla volta, nelle piazze, negli stadi, dove lo spazio è sufficiente ad ospitare la mole dei mezzi da sbarco.
Come i soldati escono, prendono a sparare sui cani che stanno a guardare gli eventi.
I canidi fuggono come l’uomo nella “Guerra dei mondi” di Spielberg, situazione rovesciata anche se non tale quale il soggetto d’ispirazione.
L’uomo, per dare una dimostrazione di forza, senza stare a discutere.
Alcuni soldati che vedono dei cani su due zampe avanti a sé, così simili a quelli terrestri, a parte la postura eretta, dei soldati esitano, esortati con veemenza a sparare dai rispettivi superiori. La guerra è la guerra.
Il film in inglese, i cani che sono i protagonisti lo parlano, gli umani parlano tra di loro in latino antico, quel che dicono comprensibile allo spettatore grazie alle sovrascritte tradotte. Per comunicare con i cani, gli umani poi il traduttore universale (come in Star Trek). Lo strumento-madre in grado di farlo dopo aver analizzato e decifrato, il primo giorno, decine di migliaia di conversazioni telefoniche o via etere dei canidi stessi (un vortice di comunicazioni causa la novità delle navi aliene).
Il traduttore gli umani lo usano per farsi capire/obbedire, senza fiatare, dai cani o dalle civiltà incontrate nei pianeti precedenti.
Nel film solo soldati, i coloni arriveranno in seguito, una volta domata o sterminata la civiltà locale.
Il traduttore è posizionato all’interno della bocca, una striscia elettronica sui molari, un’altra all’interno della gola (dopo operazione chirurgica su tutti i militari dello spazio), traducono il pensiero leggendolo nella mente umana, i suoni che escono dalla bocca già tradotti in lingua locale?
Forse le voci umane, da sole sulle navi, ad esprimersi in esperanto, con sovrascritte in inglese, preferibile? Si capirebbe meglio la diversità tra le due specie.
Tale accorgimento non sarebbe necessario, gli umani a parlare solo con le armi sarebbe sufficiente per rendere il senso della situazione, però ci sono Vicky Bryant e Mario Ludovisi che passeranno dalla parte dei cani, come comunicare, un senso razionale a questo particolare del film.
Traduttore universale che un giorno potrebbe anche funzionare così per l’uomo, alla conoscenza e non alla conquista dell’universo si spera.
I tenenti Vicky e Mario sono amici, Vicky dice al collega la sua meraviglia nel vedere gli ordini di sparare su dei cani: ne avevo due da piccola, ci giocavo insieme, non posso sparare.
Mario condivide ma che possono fare? Che cosa loro? Tenenti, sono pure nella catena di comando.
Horky, Damana, il loro gruppo, la questione è sopravvivere, non essere visti dagli umani, altrimenti quelli ti sparano addosso appena notano una zampa.
Lutus, lui pure è preoccupato per Damana, ubriaco d’amore (c’era un film con tale titolo).
Si dà da fare per contendere a Horky la zampa di Damana.
I San Bernardo ponderano il che fare: arrendersi non gli va, possono fare qualcosa? Che cosa?
I cani hanno anche loro delle armi, simile alle colt 45 del vecchio west e relativi fucili.
Armi che erano state messe via, tanto pensavano a tutto i San Bernardo, le armi non nel cuore dei cani, rispolverate ora che sono arrivati gli umani con i laser.
Armi tipo vecchio west contro i laser, più che pura illusione è da folli andarci contro?
Le armi le portano nel cinturone ben allacciato al corpo, guaina chiusa col gancio perché, correndo, i cani vanno a quattro zampe e sono velocissimi, più di quelli terrestri.
Horky e altri riescono a sottrarsi alla caccia, ai laser.
Da ufficiale Vicky dice all’ammiraglio Bryant che è contro allo sparare sui cani.
Ammiraglio: figlia mia, Vicky, parlo da padre e ti capisco. Sono anche l’ammiraglio di questa flotta e mia la responsabilità della conquista di questo pianeta.
Vicky: la guerra innanzitutto, eh? Pensare che erano i nostri avi gli schiavi un tempo, ora noi a voler ridurre a tanto altre specie su nuovi mondi?
Ammiraglio: tenente Bryant, è la guerra! ce l’abbiamo nel sangue noi genere umano.
Vicky se ne va dopo un gelido saluto militare.
Sbarcati sul pianeta, a Doggerset in particolare, varie squadre escono dai mezzi da sbarco e prendono possesso di alcuni edifici, ammazzando i cani che li occupavano (se non sono riusciti a fuggire).
Capitani e tenenti umani in scena, Vicky e Mario non proprio entusiasti di come vanno le cose.
I cani imprecano, gridano, urlano e abbaiano forte.
Le storie dei cani seguono due piste: quella dei San Bernardo, discorsi e decisioni, l’altra del gruppo di Horky e Damana, gli altri cani poi: quello che accade loro, sullo sfondo del nostro gruppo a cui siamo già da tempo affezionati.
Preso possesso degli edifici, poi di un intero quartiere, gli umani sbarcano altre armi e provviste, camionette militari che vanno avanti a forza antigravitazionale, senza toccare la strada, a dominare situazione e cani dall’alto. A volte camionette, altre macchine che sembrano pantere della polizia.
Azione contro gli umani da parte del nostro gruppo canide, anche Moge e Beber che possono fare la guardia o portare degli ordini a voce.
Azione coronata da successo, una bombola del gas piccola che fa esplodere una camionetta, scena con fuoco e fiamme alle spalle, il gruppo che fugge, gli umani che gli sparano dietro, corrono! corrono! corrono! verso la salvezza, il fuoco incombe sempre dietro, il rumore dei colpi laser quando colpiscono a vuoto la strada o gli edifici vicini.
L’ammiraglio Bryant dà l’ordine di catturare almeno un centinaio di cani, per degli studi (voglio sapere da vicino come si comportano, faremo degli esperimenti in tal senso).
Vicky di pattuglia con i suoi soldati, incontrano proprio Horky e gruppo, i terrestri sparano senza colpirli, Vicky li ferma, punta loro il fucile contro, si avvicina ai cani e se ne va con essi.
I soldati allibiti si guardano l’un l’altro.
Vicky parla con i canidi, segno di pace con loro, per non essere rintracciata distrugge cellulare e localizzatore satellitare (come saranno e si chiameranno in futuro).
Allibito pure il padre ammiraglio quando viene a sapere della figlia, pensa, pensa, pensa.
Ufficiale: dobbiamo sempre sparare sugli edifici? Il tenente Vicky Bryant potrebbe trovarsi in uno di loro.
Ammiraglio: certo, il dovere è dovere, siamo qui per prendere possesso del pianeta, Vicky è un rapporto personale che non può interferire con la guerra. In termini militari, mia figlia ha tradito la causa umana e dovrà andare sotto processo. (riflette) Ordine a tutti gli ufficiali, riportate a me il tenente Vicky Bryant, viva o morta.
Vicky che mangia qualcosa con Horky e altri, sorridente anche se triste data la situazione.
I cani spiegano che sentono se una persona è buona o mente, lo sentono dentro di loro, capiscono l’animo altrui, Vicky è sincera e sono felici sia dalla loro parte, anche per conoscere qualcosa degli umani, del nemico.
Mario Ludovisi ha sentito di Vicky.
Mario in branda sulla nave, in attesa di ricevere nuovi ordini, si alza, un fare furtivo, mette nello zaino una sorta di hardware del futuro, poi con naturalezza (necessaria per ingannare chi lo vedesse) si reca in archivio. Qui, fa copia dello scibile umano, è impaziente, qualcuno potrebbe scoprirlo, chiedere che cosa e perché faccia questo.
Lo scibile umano, Mario Ludovisi la copia nel suo hardware, nello zaino militare ora.
Damana che consegna un messaggio ad altri gruppi, fa per ritornare dai suoi quando incontra una pattuglia umana a piedi.
Loro stanno per catturarla, hanno l’ordine di fare un centinaio di prigionieri, li metteranno tutti nello stadio (si trova nella zona sotto controllo terrestre).
Interviene Lutus che aiuta Damana a fuggire, azzanna un soldato e scappa pure lui a zig zag.
Al sicuro, Lutus dichiara il suo amore a Damana che dice di amare Horky.
Lutus: mi hai cambiato, hai sconvolto la mia vita, io non sono più io! Ehi, dove vai? Non fuggire da me!
Arrivano Shannah e Beber che vedono Damana mentre scappa da Lutus, in direzione opposta alla loro, non si accorge che sta andando in mano agli umani.
Lutus e gruppo la inseguono gridandole attenzione a dove vai.
Troppo tardi Damana lo capisce, catturata da una pattuglia militare, sparano contro Lutus, Shannah e Beber che non possono fare altro che sottrarsi, lasciando il pastore tedesco in mano altrui.
Shannah a Lutus: sei contento ora, hanno preso Damana!
Il rottweiler fa per dire qualcosa, poi tace. Si sente colpevole, è tale e, innamorato, Damana prigioniera lo fa soffrire ancora di più, essendo fuggita e presa causa sua.
Lutus cammina da solo, allo sbando, incurante di quello che succede attorno, su queste immagini suo monologo (teatrale): dite, l’amore può essere una colpa tanto opprimente? Una dannazione! Brucia dentro come l’Inferno questo palpito che mi fa tremare come una foglia al vento in tempesta. Io che non avevo paura di nessuno, di me stesso ora? Cos’è l’amore? Un uragano impossibile che sconvolge i mondi personali, i microcosmi come vissuti finora, portandoli là dove mai immaginato prima. Tuttavia, ci sono più speranze in un amore puro che in vite volte al proprio giovamento, alla lussuria e altre virtù. Cos’è l’amore? Mistero. Io ne sono il campione.
Vicky viene a sapere di Damana prigioniera, erano divenute subito amiche.
Horky: dobbiamo liberarla, è tutto per me.
Vicky: non so perché prigioniera, prima avevamo l’ordine di sparare e basta. Ostaggi? Studi scientifici? Esperimenti? Tentativi di farli parlare, di procurarsi collaborazionisti?
Mario torna su Canides con una navetta assieme ad altri otto o nove ufficiali, lo zaino in mano, lo accarezza, come a dire che dentro c’è l’hardware.
Scena di umani che attaccano i cani, azzanna azzanna, qualche umano muore, anche molti cani, le vecchie colt 45 contro i laser.
Horky ha perso contatto con i suoi amici, è solo. Vaga a caso, cerca riparo.
Mario Ludovisi di pattuglia con un plotone, a piedi, la necessità di fare prigionieri li fa scendere dalle camionette volanti.
So che il plotone non spetta ad un tenente, però così, per le pattuglie numerose ci vuole almeno un ufficiale.
Dei cani in lontananza, Mario ordina al plotone di separarsi: due uomini con lui, gli altri con il caporale Hargitay.
I soldati dicono: perché, è pericoloso!
Mario: fate così, non discutete, ho un piano. Stacco.
I cani che li osservano. Stacco.
Mario con due uomini va dalla parte opposta agli altri, come se volessero prendere i cani sui fianchi. Un po’ lontano, dà un colpo col calcio del laser in testa a quello più vicino. Il laser contro l’altro, poi il calcio del laser sul suo stomaco, al plesso solare poi. I suoi due uomini non se l’aspettavano.
Da lontano, i cani hanno visto parzialmente la scena, Mario corre verso di loro alzando le mani, lo zaino sulla schiena.
Cani che lo accolgono come un eroe: sei il secondo che lo fa (come c’è un traduttore universale sui molari per la trasmissione, c’è un microchip dentro l’orecchio per la ricezione).
Mario: sono un amico di Vicky, l’ho fatto perché non mi va di sparare su di voi, sono un traditore ora, anche perché vi porto un dono particolare, non solo me stesso, qua c’è lo scibile umano e qui un computer per leggerlo. La storia nefanda, la scienza, la tecnologia dell’uomo. Tutto il suo sapere è qui dentro. Non disperate, l’umano ha già conquistato buone posizioni, però col tempo… per imparare a conoscerlo, difendervi, a mandarlo via forse, se avrete fortuna.
I cani contenti per i nuovi acquisti alla loro causa.
Vicky che accoglie Mario con un abbraccio, non è più sola come umana.
Poi le sono sempre piaciuti i cani, qui ce ne sono tanti, e può pure parlare con loro (ricorda quando le dicevano da piccola del suo cane: gli manca solo la parola).
Sera, Horky da solo, piove, entra in una casa diroccata e si nasconde in un buco non visibile dall’esterno. Prende una sigaretta, l’accendino e… vede un corpo davanti a sé, è Lutus! inerte, strano.
Horky pensa sia un pericolo per lui, tuttavia tutti i cani devono unirsi contro il nemico comune: l’uomo.
Horky fuma, nell’oscurità solo il rosso della sigaretta accesa.
Ne offre una a Lutus. Stacco. Oscurità, due sigarette accese.
Improvvisamente, Lutus parla: che cos’è il Male? Una parte dell’animo fa il male cercando il Bene, entro di sé. Finché lo scopre, per amore lo scova finalmente. E che succede? Ne rimane scosso, annichilito. In attesa di ritrovare forza e coraggio.
Horky: ti capisco, è tipico dei solitari che si innamorano, come fossero fregati dalla vita o salvati, invece. Comunque, qualcosa di inaspettato l’amore. Poi, dipende da come va questo indocile sentimento. Stacco.
Immagini dei due umani che guidano i canidi alla conquista e predazione di un deposito di armi di scorta. Sorpresi, impreparati, si lasciano sopraffare gli altri umani, azzanna azzanna, i laser di Mario e Vicky, colpi non mortali, non da loro, i cani entrano nel deposito, afferrano i laser, se li infilano nelle cinture preparate appositamente e via! di corsa. Chi ce la fa ce la fa, buona fortuna.
Gli umani ripresisi dalla sorpresa qualche cane lo ammazzano, ma la maggior parte fugge con due laser a tracolla. I cani sono veloci, Vicky e Mario, molto più lenti, vengono portati via sulla schiena di due + due pastori tedeschi che corrono all’unisono, col loro peso addosso. Affiatate le due coppie perché entrambe gemelle, la spiegazione razionale. I cani comunque veloci più degli umani.
E’ fatta! poche le perdite. Stacco.
Di nuovo Lutus e Horky.
Oscurità, sigarette, Lutus: le senti le grida in lontananza?
Horky: domani sarà un altro giorno di battaglia. Sai, anch’io amo Damana, lasciamo scegliere a lei, vuoi?
Lutus: avrebbe già scelto, io non ho speranze, però farei di tutto per liberarla. Uniamo le nostre forze, vuoi tu questo anche?
Horky: certamente, il nemico è uno solo per tutti i cani, l’uomo. Stacco.
I cani al sicuro ormai, con i fucili laser, Vicky e Mario che scendono da una specie di barella posta sui quattro (2 + 2) pastori tedeschi.
Ammiraglio: notizie dell’ufficiale Vicky Bryant?
Ufficiale esita, ammiraglio sospetta la cattiva notizia, la estorce alzando la voce verso l’ufficiale che spiega: il tenente ha guidato i cani all’assalto di un deposito di armi.
Ammiraglio: come!!! (tace, poi) Portatemela ad ogni costo, viva o morta. Quanti prigionieri abbiamo?
Ufficiale: una trentina, dovrebbero essere di più, però molti di loro, una volta catturati, si gettano contro i nostri con un attacco suicida, altri li seguono e… capite ammiraglio? Difficile fare prigionieri. Stacco.
Immagine di Damana in mezzo ad altri cani, accucciati, improvvisamente uno balza in piedi, poi a 4 zampe, si lancia contro un umano a zig zag, azzannandolo alla gola, ucciso, altri tre cani lo imitano, stessa sorte.
Damana di nuovo (Horky, sua immagine, il pensiero di lei), poi subentra Lutus, Damana lo scaccia dalla sua testa, rimane Horky che le parla d’amore. Volto di lei, triste per la lontananza, la prigionia, il futuro fosco di Canides.
Mattino dopo. Vicky e Mario insegnano ai cani l’uso dei laser.
Arrivano Lutus e Horky, insieme: notizie di Damana?
Vicky: è ancora prigioniera, forse.
Lutus: dove sarà?
Vicky: nello stadio, è là che vengono radunati i prigionieri, me l’ha detto Mario, il vostro nuovo amico. Prima l’ordine era di sparare e basta.
Mario sorride loro.
Horky: prigioniera? Con quale scopo?
Mario non lo sa, ordine dell’ammiraglio… esita. Dell’ammiraglio Bryant.
Horky: lo stadio, forse… una possibilità c’è per farli fuggire i nostri amici, non solo Damana.
Tutti lo guardano in attesa di altre parole. Suspence.
Horky guarda gli altri cani, imbarazzato, ai due umani: io sono povero, non avevo i soldi per entrare e vedere le gare, lo facevo tramite una buca che conosco solo io, porta dritti dentro lo stadio, forse qualcun altro prima di me…
Vicky e Mario: e allora?
Lutus: sì, quale buca? dove?
Horky: la buca è coperta da un folto cespuglio fuori e porta negli spogliatoi, dietro una grata apribile sia dall’interno che dall’esterno. Io l’ho già trovata così. La mia idea è di farci catturare, io e altri cani, una volta dentro organizzare la fuga di massa, uno alla volta.
Un San Bernardo: tu sarai uno di costoro, è ovvio. Ma chi saranno gli altri e perché più di uno?
Horky: perché potrebbero uccidere qualcuno di noi, più siamo a sapere e, prigionieri e vivi, più possibilità di sopravvivere, a portare la nozione del buco all’interno dello stadio, a poter organizzare la fuga da dentro.
Lutus: voglio farne parte anch’io. Damana è là, la libero o la mia vita non avrà più significato. Non importa se non mi ama, la mia vita per la sua.
Shannah (collie scozzese): anch’io nel gruppo, Damana è una vera amica. Idealmente, oggi lo sono tutti i cani prigionieri.
Si offrono altri cani quali volontari, vengono scelti due levrieri quale quarto e quinto.
Horky spiega bene circa il passaggio, Vicky e Mario che conoscono i propri simili le abitudini, l’organizzazione di sorveglianza, guideranno loro dall’esterno la fuga, la sua protezione. Stacco.
Vicky sarà in fc, su immagini della cattura dei cinque volontari e la fuga di massa.
In sonoro le parole di Vicky alternate al sonoro dell’azione o al silenzio dell’attesa.
Vicky (in fc): dunque, cinque di noi, di voi cani, verranno catturati da soldati incaricati appositamente di fare prigionieri, speriamo non muoia nessuno. Una volta dentro lo stadio, il passaparola, tutti calmi, smettetela con gli attacchi suicidi come riferito da Mario. Gli umani penseranno che vi siate rassegnati, placati, abbasseranno lievemente la guardia o forse cederanno un po’ di più? Invece, aspettate la notte. Perché nel cuore della notte, dalle zone più in ombra prima, vi dirigerete verso gli spogliatoi che stanno proprio dietro di voi, collocazione dei prigionieri come riferita da Mario. Uscirete dal buco dietro la grata, grande abbastanza anche per Lutus e Shannah e tutti gli altri, come riferito da Horky. Fuori, presso i cespugli, c’è un discreto avvallamento, là sarà in attesa Beber, piccolo com’è a passare inosservato, tutti si raduneranno là dentro, in attesa della corsa alla disperata verso la libertà. Più riusciremo a portarne fuori meglio sarà, poi dovrete riattraversare le linee nemiche per entrare in campo amico. Per la fuga, meglio i cani più veloci, quelli anziani o già feriti, poche le probabilità di farcela, dovranno rinunziare in favore di altri, scambiarsi le posizioni in attesa della notte, i cani pronti per la fuga a stare nell’ombra.
Ancora Vicky in fc: all’ora stabilita, se riceveremo un OK da voi su questa ricevente, frequenza canide e non umana, attueremo un attacco diversivo per attirare l’uomo dalla nostra parte e lasciare a tutti maggiori possibilità per la vostra fuga. Ricevente che avranno anche coloro già fuori dallo stadio. L’OK ad arrivare prima del previsto se scopriranno che state fuggendo, noi saremmo pronti a fare la nostra parte, a voi zampe in quarta e quanto fiato avete.
Come detto, le parole di Vicky alternate al sonoro dell’azione o al silenzio, ai fruscii del vento.
Tra le scene iniziali di questi preparativi alla fuga, Damana che ritrova Horky, Shannah e… Lutus!
Damana a Lutus un bacio sulla guancia per ringraziarlo.
Tutto come previsto, i cani si calmano, l’uomo si distrae, rassicurato. A notte fonda, ad uno ad uno, i cani lasciano la posizione si dirigono verso gli spogliatoi, la grata, l’uscita, in attesa nell’avvallamento, a prendere il loro posto, cani feriti e anziani, votati al sacrificio.
Immagini di Vicky e Mario pronti per l’attacco diversivo.
Molti cani fuori, tra cui i nostri, Shannah ancora dentro, uscirà per ultimo (se ci riesce).
I cani vengono scoperti quando sono fuori già in 65 su 90, allarme umano, Shannah dà l’OK prestabilito, parte l’attacco di Vicky e Mario.
I cani rimasti nello stadio attaccano gli umani per facilitare la fuga di quelli già fuori, come fosse un secondo diversivo.
Coloro che sono nell’avvallamento, ricevuto l’OK di Shannah partono in quarta verso la libertà. Beber, troppo piccolo, non veloce, aggrappato alla groppa di Damana.
La fuga è all’impazzata ma non disordinata, staccati gli uni dagli altri, a non fare mucchio, a non offrire facile bersaglio agli umani.
Il piano di Vicky funziona abbastanza bene, la fuga dei cani usciti dal passaggio va a buon fine.
Purtroppo, quattro o cinque soldati si trovano proprio sulla strada dei fuggitivi, Lutus grida a Horky, Damana e tutti gli altri: fuggite, vi copro io!, ciao Damana, amore mio!
Lutus si getta contro i soldati facendo una strage, velocissimo, più dei loro laser.
Tuttavia, rimane colpito alla fine, azzanna l’ultimo che l’ha preso per poi morire col nome di Damana sulle labbra.
I cani passano le linee, entrano nel proprio territorio, nel farlo alcuni di essi vengono colpiti, la maggior parte ce l’avrà fatta (50 su 65, più o meno), tra cui Horky, Damana, Beber.
Il quartier generale dei San Bernardo appresa la notizia della fuga a buon fine dà a Vicky il segnale della ritirata.
Che avviene in ordine, senza gravi perdite.
Dentro lo stadio, una dozzina di cani, la metà di quelli rimasti intrappolati, circondati dagli umani, alcuni canidi feriti, aspettano il loro destino, l’altra dozzina si presume morta ammazzata.
Tra i sopravvissuti Shannah, il magnifico Collie, insanguinato, non grave.
L’ammiraglio Bryant appresa la notizia della fuga, incazzato per lo smacco, dopo l’altro dell’attacco al deposito di armi, ordina una reazione drastica e spietata sulle città di Canides.
Scene di attacco a Doggerset e altrove, più dure che all’inizio, quando si voleva dare solo una dimostrazione di forza.
Nell’originale “Guerra dei mondi”, ispirazione del film, a salvare l’umanità, intervenivano i batteri che uccidevano gli alieni, i loro corpi colpiti nonostante la superiorità tecnologica. Questo, quando avevano ormai il pianeta in pugno.
Essendo un film quasi per bambini, tuttavia in grado di comprendere, niente cadaveri umani, solo una fortissima allergia che deformerà volti e corpi dei terrestri trasformandoli in mostri, finale buono quale simbolismo perché, a tutti gli effetti, gli umani del film, mostri lo sono dentro, veramente.
Volendo significare anche l’umanità di oggi, la Terra tra sfruttamento e inquinamento.
La deformazione prenderà a formarsi/evidenziarsi ad attacco in corso, forme sempre più preoccupanti, umani mostruosi, attacco sospeso.
I medici riferiscono: quelli ammalati sono quelli scesi per primi su Canides.
Spiegano l’allergia, il male è pure contagioso, sufficiente un umano sia salito a bordo da Canides per contaminare tutta la nave.
Sul pianeta, anche Vicky e Mario ne vengono colpiti, in modo più grave avendo passato più tempo sul pianeta.
Questo imprevisto l’ammiraglio Bryant non se l’aspettava.
Su consiglio medico, tutti i soldati tornano a bordo abbandonando Canides.
Non ci sono navi immuni dall’allergia, tutte hanno mandato militari su Canides, a fare spola su e giù con il pianeta.
Forse, ci saranno singoli umani immuni all’allergia? Non si sa, i medici invitano a non contarci troppo per una possibile cura.
Ufficio ammiraglio (Bryant il suo aspetto deformato in buona parte, come alcuni ufficiali). Un ufficiale: ammiraglio, se i medici troveranno una cura torneremo su Canides?
Ammiraglio Bryant (guardando il pianeta dall’oblò): se troveranno una cura? Speriamolo! Quanto a tornare su questo mondo, mia figlia ha tradito, è passata dalla parte dei cani, è ancora laggiù, presumibilmente soffrendo dello stesso male. Avesse voluto rientrare tra noi, si sarebbe già fatta viva. Rispetto la sua scelta. Posso combattere contro i cani, non contro mia figlia. No Tadeusz (si volta), non torneremo. Lasciate una boa nell’orbita di Canides quale segnale di pericolo per tutte le navi umane che passeranno di qua. Andiamocene! Saremo e già lo siamo in quarantena. Tutta la flotta. Fino a quando non lo so, spero non per sempre.
Immagini esterne, primo piano della boa lasciata quale segnale, mdp si sposta verso sinistra, le navi dell’ammiraglio che se ne vanno. Stacco.
Pianeta Canides. I cani medici, Vicky e Mario normali come sempre.
Un medico: visto che questo vaccino funziona? Ci vuole proprio, non dei semplici palliativi. Non facciamolo sapere agli altri umani, come arma segreta non avrei saputo escogitarne una di migliore, è perfetta.
Vicky: perfetta sì, a dire che siamo dei mostri, essendolo dentro tutto il genere umano, le guerre, le brame di conquista. La luna, Marte, Titano, come un tempo il vecchio west e gli indiani, l’uomo non è mai cambiato e non lo farà mai.
Mario (nella sala del Senato dei San Bernardo): avete computer e archivio, lo scibile umano nelle vostre mani, la sua tecnologia, le nozioni di come funziona e come realizzarla, che ne farete?
I senatori si guardano, mormorii, un quindici secondi, poi il Presidente del Senato si alza e parla a Mario e Vicky: il cane non seguirà la strada dell’uomo, lo scibile umano ci interessa, ci sarà molto utile, abbiamo molto da imparare, è tutto un altro sapere, ma non saremo mai come l’uomo. Stacco.
Primo piano di un San Bernardo che parla ad un microfono, leggio tipo conferenze stampa: (discorso già iniziato) per ricostruire tutto ci vorrà del tempo, è ora di incominciare. Quanto al potere che noi deteniamo, una fase storica è passata, l’uomo su di noi come il più devastante uragano. E’ tempo che la democrazia si compia, il potere nelle vostre mani, voi a decidere chi, come, dove e quando, il perché nei vostri cuori. Rammentate. Non potete avere tutto. Per quanto riguarda l’ambiente, se lo volete sano, a qualcosa dovete rinunciare, decidete voi cosa e come. Per le questioni sociali, faremo ricorso a dei referendum. Ricordate. Per avere, prima bisogna dare, per poter ricevere degnamente a propria volta. Per quanto riguarda l’uomo, abbiamo tutto il suo sapere, molto di esso ripagherà in parte i danni a noi arrecati, le vite perdute. Non saremo mai come lui, la brama di conoscere in noi e mai di conquista.
Dopo un po’ che il San Bernardo parla in conferenza stampa, in immagine Horky e Damana, il San Bernardo in fc, Shannah (si è salvato), Moge e Beber, altri cani, altre case, il discorso a concludersi per radio.
In immagine ancora Horky e Damana, lei: se avremo una figlia, la vorrei chiamare Oronna, fosse maschio, come?
Horky: Lutus naturalmente, era un buon cane. Troppo solo, non cattivo. E’ cambiato quando si è innamorato. Non lo so, può darsi gli si deva la vita, si è sacrificato per proteggere la fuga a tutti noi. Stacco.
Vicky e Mario parlano tra di loro (lei è di pelle nera, lui bianco come un ariano).
Mario: e se facessimo un figlio? Tanto non potrà farne altri lui, non a portare altro genere umano su Canides. Forse si sentirà solo? Non avrà moglie o marito, non l’aggressività dell’uomo a perpetuarsi oltre. Però, lo facciamo un figlio o sarebbe solo egoismo da parte nostra?
Vicky: potrebbe diventare cinofilo, amerà la natura, possibile su Canides.
Mdp indietro a inquadrare un parco dove dei cuccioli giocano, mamme e papà canidi a vegliare su di loro.
Immagini di un padre che tira una pallina, questa che atterra, rimbalza, un cucciolo che corre, rotola rotola rotola e… Stacco.
La pallina è diventata un pallone da football, grida di uno stadio, come se si trattasse della finale dei mondiali di calcio sulla Terra.
E’ un gioco nuovo, qualcosa di interessante l’uomo l’ha portato veramente.
Due squadre di calcio, Vicky e Mario i due rispettivi capitani.
Cani di medio grande e grande taglia, quelli piccoli fanno i fans e colore locale, casino.
Un cane di taglia media fa l’arbitro, a chi abbaia proteste, abbaia più forte come sanno fare i cani più piccoli, poi le sanzioni, esemplari.
Non si corre a quattro zampe, chi lo fa commette fallo!
Le squadre sono composte sia da maschi che femmine, niente maschilismi.
Fischio d’avvio, la partita ha inizio. Alcune sue fasi. Stacco. Come fossero passati cinque minuti. Poi ancora stacco.
Ora, Damana proprio scatenata, scarta tutti e va in rete, uno a zero!
Damana va ad abbracciare Mario, il suo capitano, pure Vicky, da avversaria, le fa i complimenti. Però, promette la riscossa. Titoli di coda iniziano con partita in corso. Damana segna il raddoppio, esulta come una matta. Fermo fotogramma su di lei. FINE.
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